Archivi categoria: Parole al Vento

“La Candela di Sego” diventa un libro interattivo per la prima volta!

Circa tre mesi fa uno storico danese di nome Esben Brage ha scoperto una delle prime fiabe scritte da Hans Christian Andersen. Probabilmente una fiaba che il famosissimo scrittore aveva scritto a 18 anni. Questa fiaba, scritta due secoli fa, si intitola “La Candela di Sego”. Sono molto emozionata, perchè da ieri questa fiaba è un libro interattivo illustrato, in vendita sull’iTunes store, ed è firmato Timbuktu.

Ho curato personalmente l’adattamento del testo, e Samuele Motta, l’Art Director di Timbuktu, ha curato le illustrazioni. La storia mi emoziona molto, per quanto sia un po’ vintage, diciamo. La forza morale di Andersen, la sua fede, l’attrazione per la luce, mi hanno fatto pensare moltissimo alla parte finale del discorso che  Adlai Stevenson pronunciò come elegia funebre di Eleanor Roosvelt:

Preferiva accendere candele che maledire le tenebre, e il suo bagliore ha scaldato il mondo.

Vi faccio questo augurio quando vi dico di scaricare, su iPhone o su iPad, questo bellissimo librettino.

la candela di sego timbuktu

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Socrate si difende (seconda puntata)

Ecco la seconda puntata del Podcast. Vi ricordo che leggiamo l’Apologia di Socrate, di Platone. La traduzione è di Ezio Savino e la prima puntata la trovate qui. La puntata di oggi dura circa 12 minuti.


Se volete potete scaricarla cliccando qui: Apologia di Socrate | Seconda Puntata.

 

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Socrate si deve difendere

[oggi inizia una cosa nuova qui, che è "Parole al Vento". Praticamente ci sono io che leggo delle cose. Praticamente un Podcast]

Dunque, Socrate mi ha sempre incuriosito, perché non riuscivo a capire se mi stava simpatico o antipatico. Ultimamente, però, ho riletto alcune cose che mi hanno fatto pensare che era uno bravo davvero, e che quei fighetti dei sofisti, sono loro che mi stanno antipatici, anzi, proprio non li sopporto. E, accidenti, mi sembra di incontrarne parecchi in giro. Spesso, però, non riesco a capire esattamente che cos’è che mi genera una tale reazione allergica. Allora, ho pensato, “perché non andarmi a rileggere che diceva Socrate di questi qui?”. Ma Socrate, com’è noto, non si può rileggere, che non ha lasciato niente di scritto.

Grazie a Dio, però, ce l’ha lasciato Platone. Platone prese spunto dal discorso che Socrate pronunciò per difendersi davanti al tribunale di Atene. Socrate era accusato di corrompere i giovani e di non credere agli dei. Da chi? Da due politici di spicco, Anito e Licone, che si servirono di un prestanome, Mileto, un giovanotto pieno di ambizioni, un letterato fallito.

Ho pensato di leggere a puntate (più o meno lunghe, lo vedremo strada facendo) questo discorso, l’Apologia di Socrate, scritto da Platone e tradotto da Ezio Savino.

Se vi fa piacere, buon ascolto. La prima puntata dura circa 6 minuti.


ps: La prossima puntata la troverete sempre qui, più o meno tra una settimana.

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