Archivi categoria: Uncategorized

Far prigioniero un popolo per “liberare” il Parlamento (We are 70%)

Il nostro è un Paese strano. È un Paese che vota d’istinto, che crede che l’istinto sia sempre la cosa migliore. È un Paese che vota di pancia. Se questa dimensione del nostro carattere ci ha consentito di diventare uno dei Paesi artisticamente più straordinari del mondo e uno dei Paesi in cui si mangia meglio al mondo, ci ha anche reso il Paese in cui l’empatia conta più della capacità nella carriera. E un Paese in cui si può pensare di votare “per dispetto”.

Al momento del risultato delle elezioni, la prima cosa che mi sono chiesta è stata: che cosa ho sbagliato per contribuire a questo risultato? La risposta che mi sono data è quella che tanti elettori di sinistra si sono dati: abbiamo sbagliato a scegliere il nostro candidato alle Primarie. Invece che sforzarci di interpretare il momento che l’Italia stava vivendo e capire quale dei nostri candidati poteva dare l’idea al più ampio numero possibile di italiani di essere la soluzione a questi problemi, abbiamo votato d’istinto. Abbiamo votato quello in cui ci rispecchiavamo il più possibile, non quello che pensavamo potesse vincere, ammettiamolo.

Non mi do tutta la colpa del risultato delle elezioni, ma so di aver contribuito a creare questa situazione di disagio, che per alcuni aspetti sta consentendo di tirare fuori alcuni gravissimi attacchi alla nostra democrazia. Una democrazia per la quale i nostri nonni hanno combattuto, sono morti. Una democrazia che ci ha portato ad avere una bellissima costituzione. È importante chiarire subito una cosa: il fatto che sia stato fatto un cattivo uso delle istituzioni democratiche del nostro paese, non vuol dire che vadano abbattute. Nello stesso modo in cui se un pirata della strada ammazza un pedone, non vuol dire che vanno abolite le automobili.

Molti dei concetti e dei proclami di Grillo attaccano alla radice le garanzie di libertà, e di pluralismo che fanno dell’Italia un Paese moderno e civile. Mi soffermerò su alcuni di questi proclami, alcuni di quelli che mi sembrano più gravi.

1) L’attacco all’articolo 67 della Costituzione

Quello che Grillo chiama “circonvenzione di elettore” è una garanzia importantissima per la qualità di una democrazia. Il fatto che i parlamentari eletti votino con libertà di coscienza, garantisce ai cittadini di non avere un Parlamento “feudale” in cui i parlamentari non sono persone pensanti, ma semplici esecutori della volontà di partito, qualsiasi cosa accada. Pensateci un attimo: se i parlamentari non votassero secondo coscienza, liberamente, senza vincolo di mandato: che motivo ci sarebbe di avere un Parlamento? Potremmo risparmiare molto di più votando una persona e facendole attuare il suo programma (ehi, ma questa è una monarchia, o una dittatura!). C’è di più: il concetto (che a Grillo sfugge del tutto) è che quando uno viene eletto, rappresenta non solo i suoi elettori, ma tutto il popolo italiano. È un passaggio che spesso viene dimenticato, ma che è importantissimo. Per questo alla fine delle elezioni è importante riconoscere la vittoria di un avversario, oppure portare rispetto all’avversario “sconfitto”. È un modo di dire a tutti i cittadini (sia quelli che hanno votato per te, che quelli che non ti hanno votato) “non preoccupatevi, io sarò anche il vostro Presidente e farò del mio meglio, anche per voi”. Un atteggiamento del tipo: “io ho vinto, e ora voi andate a quel Paese”, crea un clima da guerra civile, perchè è ovvio che il 70% degli elettori che non hanno votato, o che non hanno votato Grillo non scompaiono con un colpo di bacchetta. Ed è possibile che non gradiscano che gli si urli in faccia: “tu non conti niente! Qui decido io e basta”.

L’articolo 67 della Costituzione difende questo principio. Ed è per questo che è così importante.

2) Il proposito di avere il 100% del Parlamento

Uno stato in cui sono stati sciolti tutti i partiti che non sono il partito di governo, pensateci, è uno stato fascista. Pensate che possa esistere un solo modo di risolvere i problemi di un Paese? Non c’è mai un solo modo, e il confronto con chi la pensa diversamente, la dialettica di un parlamento è il segno di un paese civile e moderno. Un parlamento in cui non c’è confronto, non è un parlamento, è l’espressione di una dittatura.

3) L’assenza di strumenti democratici per la gestione di M5S

Capisco la stanchezza nei confronti dei partiti italiani. Il fatto che vediamo le stesse facce da tanti, troppi anni. Credo anch’io che ci sia bisogno di un rinnovamento profondo, sostanziale. Che i partiti debbano assumersene la responsabilità ristrutturandosi profondamente dall’interno: procedure di accesso, scambio con il territorio, c’è davvero molto spazio per reinventare tutto. Ma credo che sia un errore pensare che la forma del partito di per sè sia da buttare. Perchè se un partito funziona, se si riesce a farlo funzionare bene e in modo innovativo, è un organismo democratico: un organismo in cui si sperimenta il confronto con opinioni diverse, si concorda una linea, ci si rende conto da subito di quali sono le difficoltà di governare un paese libero, e si impara a conviverci. I partiti, se sani, sono organismi che consentono una partecipazione reale alla vita democratica di un paese. Non avere un partito ma un gruppo che non ha regole comuni, che non ha strumenti per decidere, che non ha strumenti per rimuovere il segretario di partito e che deve semplicemente eseguire gli ordini che arrivano dall’alto, è una profondissima mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini. Il “ghe pens’ mi” di Berlusconi è sostituito da un equivalente in genovese, che non so quale sia, ma che nella sostanza non cambia. La fedeltà che Berlusconi comprava con il suo impero, Grillo la compra privando il M5S di strumenti democratici.

4) Il concetto di fare piazza pulita per ripartire da zero

Non si riparte mai da zero. Questa è un’illusione pericolosa nel suo infantilismo. Illudersi di non dover fare i conti con la storia, la cultura, l’economia di un Paese, è pericoloso.

Avere il desiderio di eliminare tutto, buono e cattivo (senza prendersi la briga di andare a guardare chi è buono e chi è cattivo, cosa funziona e cosa no) può essere legittimo in un momento di rabbia, ma diventa un’autostrada verso la tragedia se è il modus operandi di un governo. Questo desiderio di “purificazione” e di ripartenza da zero per la costruzione di un mondo che corrisponda esattamente al proprio ideale ha portato nel corso della Storia a delle atrocità le cui ferite sanguinano ancora.

Credo che sia compito di tutti noi (il 70% degli italiani), dei parlamentari eletti (di qualsiasi schieramento), e delle altre forze di governo, capire il fenomeno del grillismo, e interpretare costruttivamente l’esigenza che il 30% degli elettori italiani hanno proiettato sul Movimento a 5 Stelle. Affrontare la complessità che Grillo si rifiuta di affrontare e offrire una risposta nuova. Credo sia importante non reagire con snobismo al grillismo, ridicolizzandolo. Beppe Grillo ridicolizza e sminuisce i suoi avversari per evitare il confronto. Non facciamo il suo stesso errore. Non cerchiamo scorciatoie per sottrarci, difendiamo il nostro diritto di pensare, confrontare, capire, dedurre. Affrontiamo con coraggio la complessità che il M5S si rifiuta di guardare in faccia, e usciremo da questo passaggio storico con una democrazia più forte.

Contrassegnato da tag , , , , ,

Finalmente un libro di Timbuktu in italiano!

Finora ho parlato poco di Timbuktu su questo blog. Perchè finora Timbuktu è stata sempre e soltanto in inglese. Ma da oggi, non più.

Da oggi iniziamo a pubblicare dei libri interattivi per bambini anche in italiano, e anche per iPhone. Non potete immaginare quanto è emozionante vedere la mia lingua tra quelle illustrazioni sullo schermo. Io non me lo immaginavo prima di vederlo.

Potete scaricare Lo Schiaccianoci in italiano, su iPad oppure su iPhone, e farvi sorprendere dalla musica di Tchaikovsky, e dalla delicatezza e raffinatezza dell’illustratore italiano Philip Giordano. Potete scaricarla subito dicevo, basta cliccare qui.

Immagine

Contrassegnato da tag , , , , , ,

From Lizzano with love

A qua lassu

assai cosi belli.

No po’ caccià tutti cosi, ‘ntra na valisci.

Lassu n’amori granni pi sta terra ca m’è crisciuta. 

Nu desideriu ca no si pò diciri cu la vecu cangiata, felici.

Lassu l’aulivi, li pucci, e li cimi di rapa. Lu mieru, lu mari, nu paru d’amici.

Lassu na mamma e n’attani. Na casa, e tanta belli pinzieri.

Ncuna cosa me la portu, però.

L’alauru, l’origanu e to ricchiteddi.

La luci, la lurtima

di quannu “na, mo scuresci”.

E poi n’ogna di sabbia mia,

ca l’oceanu è assa’ granni pi mei.

 

Contrassegnato da tag , , ,

SIGNORE E SIGNORI: LA NUOVA TIMBUKTU!!!

Oggi mi scoppia il cuore di gioia.

Negli ultimi mesi ho lavorato durissimamente, e mi sono confrontata con sfide che mai avrei pensato di essere capace di affrontare. È bello. Ho avuto la fortuna di condividere questo percorso con una squadra di persone davvero straordinarie: Elena, Samuele, Diego, Annalisa, Trevor ed Erica. È un lusso lavorare sul dettaglio con l’approfondimento con cui l’abbiamo fatto, e posso dire con orgoglio di aver lavorato davvero tanto e senza risparmiarmi mai per potermi concedere questo lusso.

Oggi nasce la nuova versione di Timbuktu, la iPad app per genitori e bambini.

Troverete ogni giorno una storia, un gioco o un’attività da fare con i vostri bambini, con il design dei più straordinari giovani artisti da tutto il mondo.

La potete scaricare qui:
https://itunes.apple.com/app/timbuktu/id428469245?mt=8
.

Augurateci buona fortuna, abbiamo ancora tantissima strada da fare! Fatemi sapere che ne pensate, e se potete lasciateci una bella recensione sull’App Store!

Immagine

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , ,

Ha senso dare mazzate ai muri?

La diffidenza aprioristica nei confronti della politica mi ha sempre disturbato. L’atteggiamento di chi considera qualunque coinvolgimento con la cosa pubblica come una cosa di cui vergognarsi l’ho sempre trovato incredibilmente irresponsabile.

Purtroppo, soprattutto al sud forse, questo è un atteggiamento incredibilmente diffuso. Che cosa ha prodotto questa attitudine finora? Il fatto che chi si avvicina alla politica è spesso chi lo fa con fini personali che non coincidono con il bene pubblico. D’altra parte, se “la gente per bene” si rifiuta di “sporcarsi le mani” chi rimane? Rimangono quelli là. E il gioco è sempre lo stesso: cittadini onesti che si lamentano, ma non si mettono mai in gioco, e cittadini meno onesti che bene o male si difendono ma che d’altra parte sono lì per quello (e il motivo per cui sono lì si sapeva anche nel momento delle elezioni, perché nei paesi ci si conosce e queste cose si sanno).

Questo meccanismo si è rotto.

Ho constatato che ci sono molte persone che (incredibilmente) pensano che sia impossibile fare politica senza rimanere onesti. Sarebbe come dire che non ci si può sposare senza diventare fedifraghi, o che non si può sostenere un esame senza copiare. Vi sembra sensato?

Ci sono molte persone che si lamentano della nostra classe politica, ma che in sostanza preferiscono che rimanga così, perché gli piace molto di più lamentarsi e prendersela con chi è al potere che non cercare il modo più efficace di risolvere i problemi. Perché spesso per risolvere i problemi bisogna assumersi delle responsabilità. Molte responsabilità. E questo fa paura.

Qual è la soluzione che molti adottano?

Gridare a gran voce che c’è bisogno di innovare, e continuare a chiedere l’innovazione a quelli che hanno ripetutamente dimostrato di non sapere o volere innovare. Continuare a chiedere coraggio e onestà a chi ha ripetutamente dimostrato di non essere interessato né a una cosa né all’altra. Così si sente di avere la coscienza a posto e di essere cittadini attivi, che partecipano.

Dare mazzate a un muro nella speranza che diventi un muratore, non ha mai portato a grandi risultati. C’è bisogno che ognuno di noi sia disposto ad assumersi maggiori responsabilità, se davvero vogliamo cambiare qualcosa. 

 

Contrassegnato da tag , ,

Giornate importanti

Lo scorso 29 gennaio sono partita insieme a Elena alla volta di San Francisco.

Avevamo vinto il concorso Mind The Bridge con la nostra Timbuktu, e venivamo in California a cercare finanziamenti e, soprattutto, consigli su come portare al livello successivo il nostro progetto. Sono passati 5 mesi e mezzo soltanto, ma credo sia stato il semestre più intenso della mia vita finora. Mai mi era capitato di mettermi alla prova su tante cose nuove, in un posto completamente nuovo, in un ambiente sconosciuto e tutto questo tutto insieme.

Mentre eravamo alla gym di Mind The Bridge, abbiamo cercato di conoscere più persone possibile, parlando a tutti del nostro progetto e ascoltando migliaia di opinioni. La maggiorparte delle cose che ci venivano dette, naturalmente, non ci sono servite a niente. In tanti casi ci è voluta una pazienza infinita per imparare a sopportare tutti quelli che ti trattano come una cretina, o che pretendono di saperne molto più di te su qualsiasi fronte.

Ma è stato importante chiedere tante opinioni. Se non lo avessimo fatto non avremmo trovato le persone il cui parere o le cui riflessioni ci hanno aiutato centimetro dopo centimetro a fare un grosso passo avanti. Se non avessimo rischiato di perderci in mezzo a tutte quelle parole, forse non avremmo trovato una strada nuova.

Quattro delle persone che abbiamo conosciuto in questa piccola Odissea ci hanno presentato a 500 Startups, un acceleratore per giovani imprese su cui avevamo messo gli occhi da molto prima di arrivare in California. Ci hanno preso, e qui è cominciato un percorso bellissimo: tonnellate di informazioni nuove, tante sfide, rivoltare Timbuktu come un calzino e ripartire 100 volte.

Poi portare qui una squadra e lavorare per la prima volta insieme intorno a un tavolo a tempo pieno su Timbuktu: io, Elena, Diego e Samuele, e Annalisa (che non era con noi qui a Mountain View, ma è stato come se lo fosse). Vedere il progetto procedere, vederlo fermarsi e ripartire. Condividere lo spazio di lavoro con altri 60 giovani imprenditori da tutto il mondo. Diversi da noi, e anche un po’ uguali.

Bere la birra con loro, e poi mettersi a dieta, per essere pronti per la fine di questo percorso, il Demoday. Il giorno in cui tutti e 28 presenteremo la nostra startup a una platea di investitori e alla stampa della Silicon Valley. Domani alla Microsoft a Mountain View, dopodomani a San Francisco da Zynga. E il 23 luglio a New York.

Sapere che questo è solo l’inizio è una delle emozioni più forti che abbia mai provato. Fate il tifo per noi.

Potete seguire tutti e tre gli eventi in live streaming, metterò qui il link domani pomeriggio.

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Domani alla Fiera del Levante

Domani alla Fiera del Levante

Domattina interverrò via Skype all’evento “Giovani, Creatività e Impresa” collegato al Festival dell’Economia di Trento e ospitato da The Hub Bari al Padiglione 129 della Fiera del Levante.

È un evento davvero straordinario e sono onoratissima di intervenire!

Contrassegnato da tag , , , , ,

Essere su tanti giornali

Non capita tutti i giorni. Ma oggi sì, perché oggi Timbuktu, il progetto a cui sto lavorando in California, è su tutti i maggiori giornali tecnologici degli Stati Uniti. Perché 500 Startups, il programma di accelerazione in cui siamo stati i primi italiani a entrare, ha dato l’annuncio ufficiale con l’elenco delle aziende ammesse.

Per preparare il lancio della notizia, ieri abbiamo girato insieme a tutti gli altri giovani imprenditori che sono con noi in questo magnifico ufficio, questo video. Date un’occhiata!

Per chi parla inglese, sul blog di Timbuktu, c’è un breve racconto dell’esperienza che stiamo facendo nella Silicon Valley.

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

A morte gli eroi

Perché così spesso abbiamo l’irrefrenabile desiderio di azzannare gli eroi, di farli fuori e di tornare allo zero a zero? Perché gli eroi che non ci piacciono non li affrontiamo, invece che tentare di delegittimarli con il pettegolezzo? Perché chiediamo agli altri di fare nomi e cognomi e poi noi ci riserviamo il diritto di nasconderci dietro un dito?

Perché il primo pensiero che ci viene in mente, quando vediamo qualcuno che fa una cosa buona è spesso: “avrà i suoi motivi per farlo, figurati se lo fa per senza niente”.

Perché è così difficile per noi unirci a chi fa delle cose belle e costruire insieme qualcosa di più bello? Perché abbiamo paura del professionismo, e preferiamo coltivare i nostri piccoli orticelli senza alcuna ambizione di fare qualcosa che può essere un punto di riferimento per qualcuno? Perché ci incuriosiscono solo le storie personali e non i metodi, le strategie per realizzare cose grandi?

Perché rispondiamo con l’apatia anche a quei progetti che hanno tutte le carte in regole per essere grandi e crescere, anche con il nostro contributo? 

Oggi mi faccio tutte queste domande. Perché a volte io il sud, proprio non lo capisco.

Signore e signori

Vi scrivo con un po’ di emozione.

Da pochissimo è online il sito di Sferracavalli, il Festival Internazionale di Immaginazione Sostenibile che si terrà a Lizzano dal 16 al 20 agosto di quest’anno. Come ricorderete, è il progetto con cui io e un gruppo di lizzanesi (Pietro Pagano, Valerio Chionna, Antonella Cavallo) un fragagnanese (Marco Lupoli) e una lamese (Francesca Martemucci) abbiamo partecipato al bando Principi Attivi della Regione Puglia e ci siamo classificati secondi a pari punteggio con i primi su oltre 2000 progetti.

Abbiamo iniziato a lavorare dal giorno immediatamente successivo alla notizia della vittoria e qualche tempo dopo si è unita a noi la barese Alice Mancini, il nostro ufficio stampa.

Insomma, le cose iniziano a prendere forma e il sito è una buona occasione per iniziare a conoscere più da vicino il progetto e capire come potete contribuire. Sferracavalli, infatti, siete voi prima di tutto, lo scoprirete!

Il sito è stato realizzato dallo studio bolognese Emmaboshi, che cura la grafica e l’immagine di tutto il festival.

Mancano ancora, ci stiamo lavorando, tutti i partner dei punti di ristoro Sferracavalli, quelli in cui potrete avere fantastici sconti se avete la tessera del festival. Chiediamo venia ai nostri amici baristi, ristoratori, vinificatori, commercianti e a tutti quelli che ci stanno danno il loro appoggio. Prestissimo sarà online una pagina dedicata solo a voi!

Insomma, fatevi un giro su www.sferracavalli.com e scriveteci su facebook i vostri commenti nella nostra pagina!

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.240 follower

%d bloggers like this: