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Cominciamo il 23?

A Lizzano si vive come a Terzigno. La puzza è terribile, non si respira, e c’è un’enorme incidenza di patologie della tiroide. Lizzano è un paese abbandonato dallo Stato, dalla giustizia, dalla politica.

La discarica Vergine continua a operare indisturbata e ci costringe a tapparci in casa, a sigillare le finestre con lo scotch, a correre alla guardia medica quando ci sentiamo soffocare. Continuiamo a ripetere che nessuno fa niente, ma questo non è vero. Il TAR di Lecce, per esempio, ha revocato a tempo di record la chiusura temporanea della discarica che era stata disposta, in via cautelativa, dalla Regione Puglia.

Il presidente della Provincia Gianni Florido ha espresso numerosi pareri positivi che lui ha definito “tecnici” che contribuiscono a facilitare l’attività di una discarica che ci rende impossibile una vita normale.

Il Presidente della Regione Fitto nel 2004 ha dato la prima autorizzazione per la Discarica per rifiuti Speciali Vergine approvando una valutazione di Impatto ambientale (VIA)  vergognosa; il Presidente della Regione Vendola nel 2008 ha approvato un ampliamento pari al doppio della discarica precedente senza valutare l’impatto ambientale e sulla salute dei cittadini costretti a viverci vicino.

Noi cittadini troppo spesso scuotiamo la testa dicendo che “i politici” non faranno niente, che sono incapaci, che si sono “venduti”.

Ma i primi ad essersi venduti siamo noi. Dobbiamo trovare il coraggio di ammettere il motivo per cui ci troviamo in questa situazione. Noi fino ad ora ci siamo venduti. Ci siamo venduti al miglior offerente, troppe volte. Ci siamo venduti per 50 euro, per una busta della spesa, per un frigorifero, per una lavatrice, per un cesto di Natale, per un posto di lavoro, per l’asfalto nella strada dietro casa.

Dobbiamo avere il coraggio di ammettere che ci siamo venduti e che abbiamo sbagliato. Guardiamoci in faccia, sinceramente, e ammettiamo che abbiamo sbagliato.

Non è troppo tardi per farlo, ma bisogna iniziare adesso. Chiediamo scusa e rendiamoci conto che continuando a vendere i nostri voti, noi stiamo svendendo la nostra vita e quella dei nostri figli.

Non c’è bisogno di aspettare le prossime elezioni, possiamo iniziare subito a riscattarci. Possiamo iniziare dal 23 febbraio.

Possiamo andare davanti al TAR di Lecce a far sentire la nostra voce quando gli avvocati di Vergine diranno che la puzza si sente appena, e molto di rado. Che lo dicano guardandoci negli occhi, che il giudice gli dia ragione, ma guardando quanti più cittadini possibile in faccia.

Il 23 febbraio saremo a Lecce e inizieremo a riscattarci. Noi non ci venderemo più, il prezzo che ci avete chiesto in cambio è troppo alto.

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Inarrestabile Attiva Lizzano

A Lizzano sta succedendo qualcosa.

Ci siamo detti per tanti anni che il nostro paese era immobile, che non c’era niente da fare, che tanto valeva andarsene. Abbiamo scosso la testa, scrollato le spalle e molti di noi hanno fatto le valigie. Non tutti però. Qualcuno ha iniziato a pensare “questa è casa mia e io ci voglio vivere felice”, e poi qualcuno ha iniziato a dirlo. Sempre più forte. Finché non si è convinto che quello di cui stavamo parlando non era un sogno, ma un diritto. E un diritto, se qualcuno lo calpesta, bisogna difenderlo.

A Lizzano un gruppo di cittadini ha iniziato a pensare in modo nuovo. Pace, determinazione, concretezza. Una battaglia culturale in cui non c’è posto per i personalismi che contraddistinguono le campagne dei politici (che vogliono fare carriera più che risolvere i problemi), una protesta pacifica e sempre creativa, propositiva. Un team di persone informate, che hanno studiato bene la situazione e che quando parlano hanno la forza che viene dalla conoscenza diretta della realtà. Una squadra aperta, dove chiunque è ben accolto, soprattutto i cittadini comuni, quelli che la politica non ha mai ascoltato, i giovani, le donne.

Se ancora non siete andati a fare un salto nella piccola sede di Attiva Lizzano, dovete andarci. Si respira un’aria nuova (e dirlo a Lizzano è davvero una scommessa). Si percepisce con forza che anche in questo piccolo angolo di sud può nascere una rivoluzione e che forse sta nascendo. È bello esserne testimoni e partecipi perché è una rivoluzione moderna che ci riguarda tutti, in egual misura. In cui ognuno ha la sua parte. È una grande esperienza di comunità, che sta producendo i suoi frutti e che si rafforza ogni giorno.

Il 12 gennaio la polizia provinciale ha rilevato irregolarità nella gestione e smaltimento dei rifiuti speciali nella discarica Vergine. Musicisti scrivono canzoni, mamme sfilano in corteo, papà partecipano ai sit in e tanti giovani lottano per avere un futuro nel loro paese.

I miracoli succedono. Questo ci travolgerà.

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