Nienti vecu

La cosa più bella di quando parla Saviano è che nelle sue parole, anche se parla di Iran, di Castel Volturno, di Russia, sempre ci ritrovi un pezzetto di te.

Io uno dei pezzetti che ci ho ritrovato ieri sera è stato quando ha parlato delle nuove forme di omertà. Cioè, omertà è una parola che quando la senti subito ti immagini il siciliano bassetto con i baffi, la coppola, e la lupara, seduto su una piazza assolata di un paesino in provincia di Ragusa. Quel vecchietto lì, potremmo giurarci, gli ammazzano un giovanotto davanti e a chi gli chiede dopo lui gli risponde: nienti sacciu. Non so niente.

Allora quando pensiamo alla parola omertà in questo modo, l’omertà ci sembra come un fenomeno di costume ben circoscritto in un’area che tra l’altro manco è attaccata all’Italia, al continente. Una cosa come i carretti siciliani e i canditi.

Nienti sacciu è la parola di uno che ha visto e che non vuole parlare. Ma, come diceva sempre mio nonno, noi ci siamo perfezionati. Perché vedere, se poi non devi parlare? A sto punto è meglio non vedere.

Il nostro motto sarebbe allora nienti vecu, non vedo niente.

Per esempio, a Lizzano. A Lizzano noi c’abbiamo un mare, ma bello. Bello veramente nonostante lo scempio che hanno fatto, figuratevi quant’è bello. Allora c’è un pezzo di litoranea che si chiama Marina di Lizzano.

Alla Marina di Lizzano ci sono ruderi a due piani di case costruite a 30 metri dal mare, poi se vai verso destra ci sono addirittura delle casette che l’angolo della costruzione arriva sul bagnasciuga che per passare tu devi andare nell’acqua. Se invece vai a sinistra e oltrepassi gli scogli, c’è un’altra spiaggia che si chiama l’Ostone. Questa spiaggia inizia con una costruzione totalmente abusiva. Cioè c’è uno che ha costruito un parcheggio, una pizzeria e un bar, facendo un muro di cemento che arriva sulla spiaggia, a 10 metri dall’acqua del mare. L’estate davanti a questo muro che ha totalmente distrutto le dune, ci mette pure gli ombrelloni tutti blu, e certa gente paga per stare all’ombra di questo muro di cemento.

I lizzanesi, però, queste cose che vi ho appena descritto, non le vedono. Non è che non gliene frega niente del loro mare, ma il cemento, chissà come sono fatti questi lizzanesi, il cemento a tre passi dal mare loro proprio non lo vedono. Il perché non ve lo posso dire, ho paura.

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: