La battaglia campale è immaginaria

Dico una banalità che uno si trova nella vita che ci sono dei momenti che devi prendere delle decisioni difficili. Diciamo che, secondo me, questa espressione è un po’ abusata, ad ogni modo capita che uno pensa in certi momenti, ed è sicuro di questo, che quella che sta per prendere è proprio una decisione difficile.

Ecco, io personalmente ora mi trovo in uno di questi punti. In uno di quei punti in cui uno si deve cercare di immaginare il suo futuro e cercare di capire come si vede tra 10 anni. Che poi, porca miseria, ma se anche io riuscissi a fare questa proiezione, non è detto che questo mi aiuti a capire come ci arriverò a quella cosa, no? Vabbè. Torniamo al fatto dell’immaginazione. Sì, io penso che l’immaginazione sia una cosa importante. Che sia importante chiedersi ogni tanto come ci immaginiamo, come ci immaginiamo tra 10 anni oppure come ci immaginiamo in un altro posto, in una determinata situazione diversa da quello a cui siamo abituati. Insomma, io credo che questa dell’immaginazione, magari quello che scrivo è un po’ confuso ma oh, io credo che la penso così, dicevo, che questa dell’immaginazione è una cosa che ti aiuta a crescere. E a non smettere di crescere e anche a sorprenderti.

E allora, mentre stamattina mi facevo queste riflessioni rotolandomi nel letto prima a destra poi a sinistra e ritorno, ho pensato che forse è l’immaginazione una cosa che manca a questo mezzogiorno dal quale io vi scrivo. Cioè io ho l’impressione che questo mezzogiorno ha smesso di immaginarsi e quindi ha smesso di crescere. Se una terra smette di immaginarsi, però, non resta immobile, diventa preda dell’immaginazione di qualcun altro. (Chissà, forse questo vale anche per le persone)

Come diceva Simone Weil in “Venezia Salva“, “I vincitori vivranno il loro sogno, i vinti vivranno il sogno altrui”. Allora penso proprio che questa è una battaglia campale e che ancora prima che sulle discariche di rifiuti tossici piantate a grano, ancor prima che nelle istituzioni occupate da politici inetti e disonesti, si deve combattere dentro di noi. Credo che dovremmo riappropriarci del diritto di immaginarci diversi; che se il futuro non passa da lì, a me mi sa che non arriva più.

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One thought on “La battaglia campale è immaginaria

  1. andrea scrive:

    a noi far sognare
    il reale è accettazione

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