Discorso augurale per il 2010

Un po’ mi vergogno che per tutto questo tempo non ho scritto e che mi faccio viva così, il giorno della Befana con un discorso che sarebbe andato bene a Capodanno. Però ho sentito che in Francia gli auguri per l’anno nuovo si fanno fino alla fine di Gennaio, e quindi mi adeguo, mi globalizzo.

Io c’è una cosa che più di tutto mi augurerei per il 2010: che riusciamo a immaginarci questo mondo un po’ diverso. Non dico di cambiare le cose, ma solo di provare a figurarcele nella testa un po’ diverse da come sono. E siccome me lo auguro io, ve lo auguro pure a voi.

Vi auguro che quest’anno ci immaginiamo che si può restare nel proprio paese, non perché sei un eroe, ma perché c’hai la possibilità di lavorare e di fare onestamente quello che ti piace.

Vi auguro che se poi uno se ne va, non ce lo figuriamo come uno che fugge, come uno che non ce l’ha fatta, ma semplicemente come uno curioso che ha voglia di andare a vedere come funzionano le cose da qualche altra parte, così, per aprirsi l’immaginazione.

Vi auguro che quest’anno riusciamo a immaginarci che non tutti fanno tutto solo per interesse.

Vi auguro che crediamo che Lizzano non sarà così per sempre, che non c’è nessuna condanna all’immobilità scritta da nessuna parte e sarebbe bello immaginarci una Lizzano che ci piace.

Anche un’Italia che ci piace.

Vi auguro che riusciamo a immaginarci noi, senza la puzza. Come saremmo?

E poi vi regalo un video, di un gruppo di Bari che si chiama Proforma e sono bravi assai. Questo è il loro augurio per il 2010, e il mio.

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4 thoughts on “Discorso augurale per il 2010

  1. Foha scrive:

    Bellissimo il video! E bellissimi gli auguri!

  2. Toni scrive:

    Anch’io mi auguro queste cose. E sì, il video è speciale. Fa piacere vedere come certa gente riesca ad essere lucida nella lettura del presente, ma anche nel capire di cosa (non) abbiamo bisogno nel nostro futuro.

  3. elio scrive:

    ..fantastico…grandissimo De Filippo. è arrivato il momento di comprendere che il buon gusto e il cattivo gusto esistono solo nella dimensione della banalità. E che la banalità è solo la condizione degenerata della mancaza di una adeguata consapevolezza. L’uomo che ha piena consapevolezza di sè difficilmente cadrà nella trappola della banalità.

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