La posta in gioco

Da Corriere.it:

I valori «non negoziabili», ha elencato l’arcivescovo di Genova, sono «la dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a qualsiasi condizionamento; l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna». Su questo fondamento, ha spiegato, «si impiantano e vengono garantiti altri indispensabili valori come il diritto al lavoro e alla casa; la libertà di impresa finalizzata al bene comune; l’accoglienza verso gli immigrati, rispettosa delle leggi e volta a favorire l’integrazione; il rispetto del creato; la libertà dalla malavita, in particolare quella organizzata».

Insospettiscono le parole del card. Bagnasco. Siamo daccordo con il mettere al primo posto la dignità della persona umana. Questo è tutto ciò per cui ci stiamo battendo. Ma poi? Il proseguo contraddice la premessa.

Ognuno di noi ha nella sua famiglia l’esperienza di una nonna o di una vecchia zia che si è trovata alle prese con un aborto clandestino. A Taranto, per esempio, c’è un dottore che lo sanno tutti che è diventato ricco facendo aborti clandestini. Questo è dignitoso? E quelle donne che non potevano permetterselo e che abortivano con gli uncinetti e che a volte morivano dissanguate, questo è dignitoso?

E un ragazzino con la passione per la danza al quale i compagni di classe fracassano le gambe a forza di calci al grido di “frocio”, è dignitoso? Il fatto che contro qualsiasi prova scientifica la chiesa continui a considerare le persone omosessuali “malate”, vi chiedo, è dignitoso? Se sono malate, perché non interdirle al voto? Qual è questa malattia oscura che ci porteremmo dentro? Santa Romana Chiesa ha forse dei laboratori segreti in cui conducono ricerche che noi non conosciamo?

Che cosa vuol dire, oggi, votare a tutela della dignità umana? Quel PDL che si definisce difensore della vita, quale vita sta difendendo? Un partito il cui premier definisce le donne sulla base del loro possibile utilizzo come oggetti sessuali, sta promuovendo la vita?

Espropriare una persona della gestione del proprio corpo va esattamente in una direzione opposta a quella di garantirle dignità.

La donna che vorrebbero deve essere utilizzata o per il proprio sollazzo o per la riproduzione e non ha alcuna possibilità di decidere niente del proprio destino. Un bel passo avanti, no?

Che cosa sta negoziando la Chiesa?

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