Vendere l’acqua

“In Italia l’importanza della questione acqua ha raggiunto nel tempo una forte consapevolezza sociale e una capillare diffusione territoriale, aggregando culture ed esperienze differenti e facendo divenire la battaglia per l’acqua il paradigma di un altro modello di società”.

Questo è l’incipit del comunicato stampa che potete leggere sul sito del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Non tutto può diventare merce. Ribaltando lo slogan di Mastercard, io scriverei molto spesso fuori dal mio balcone “ci sono cose che non si devono comprare”. Credo che una di queste debba essere l’acqua.

Sono stati depositati in Cassazione i quesiti del referendum per l’acqua pubblica. Mi sembra una cosa importante, una di quelle che si devono scegliere per fondarci sopra una civiltà.

L’Unicef ha lanciato una campagna bellissima dal nome “Dirty Water”, mercificando l’acqua che molti in Africa sono costretti a bere. Mi sembra un grande spunto di riflessione sul principio che l’acqua (quella pulita) debba necessariamente essere un bene comune.

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