Lu votu

Ieri sera ho visto una bellissima puntata di Exit, un’inchiesta sulle elezioni in Calabria. Quello che viene fuori da questa inchiesta sono i disastri provocati dal meccanismo del voto di scambio. Un meccanismo che noi conosciamo molto bene e che, addirittura, a molte persone sembra l’unico modo in cui si possa fare politica.

Non è così. Ma a cambiare questo meccanismo, non saranno quelli che ne beneficiano, questo mi pare ovvio. Tutto ciò che si può fare in merito, dobbiamo farlo noi. Iniziando a considerare insultanti quelli che ci chiedono il voto in cambio di un lavoro, i medici che ci chiedono il voto in cambio di farci prima un esame, quelli che ci hanno operato e ci telefonano a casa in tempo di elezioni. E’ bene dire a chiare lettere e una volta per tutte che nei confronti dei medici che ci hanno curato, noi non abbiamo alcun obbligo e che entrare in questi giochetti politici non fa che diminuire la qualità della sanità pubblica.

La Calabria di tutto questo è l’incarnazione più dolorosa. Questi giochetti passano sulla vita delle persone, non solo sulla loro coscienza. Il caso di un ragazzo che avrebbe bisogno di essere operato d’urgenza e l’ospedale che dispone dei servizi adatti non “fa uscire il posto” fino all’intervento della polizia perché “quelli là non sono nessuno” è una cosa alla quale tutti noi dobbiamo pensare. Quel ragazzo è morto, perché l’ospedale ha fatto questa tarantella del posto per otto ore.

Dobbiamo pensarci tutte le volte che facciamo una telefonata per chiedere “un favore“, e dobbiamo chiedercelo ogni volta che “facciamo un favore” aspettandoci in cambio un voto, o l’appoggio elettorale per qualcuno a cui “portiamo i voti”.

“Lu votu” può essere un grande momento di libertà, oppure la partecipazione di uno schiavo alla costruzione della piramide altrui. A scegliere una cosa piuttosto che l’altra, siamo solo noi.

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2 thoughts on “Lu votu

  1. valentina petrini scrive:

    sono contenta di essere riuscita a raccontare la calabria…cosi’ come io l’ho respirata… piena di gente meravigliosa che mi ha spiegato come funzionavano le cose… senza i calabresi che mi hanno parlato non ci sarei riuscita… vorrei dire a loro che li ringrazio per avermi consentito di capire…
    valentina petrini

    • Cara Valentina, la tua visita a questo blog e’ un onore per me. Colgo l’occasione per rinnovarti i miei complimenti perché l’inchiesta che hai presentato l’altra sera e’ stata appassionante e molto molto interessante. Sono certa che tu abbia trovato tante persone disposte ad aiutarti, del resto io che sono cresciuta li’ accanto, so bene che e’ un posto dove ci sono tante persone dal cuore grande. Il problema e’ che molto spesso considerano normali cose che non lo sono, ci sentiamo a disagio senza sapere perché: per questo inchieste come la tua sono fondamentali, danno voce a dubbi e conflitti interni (ed esterni) che hanno bisogno di essere nominati per poter essere condivisi e poi combattuti.
      Ti ringrazio moltissimo.
      Sarebbe bello che conducessi un’inchiesta anche sulla nostra provincia martoriata e sul legame tra i voti e la munnezza.

      Ancora grazie.

      Spero a presto,

      Francesca.

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