Liberazione

Quando viene la festa della Liberazione, ho come l’impressione di sentirmi sempre un po’ in colpa. Non ho parenti nè conoscenti che siano stati partigiani, mio nonno era stato fascista. Dalle mie parti credo che questa sia la condizione di molti. La cosa che mi ha appassionato alla Resistenza, però, è stato lo studio della storia. Il periodo della liberazione è un periodo affascinante da immaginare, la lotta per la libertà, la rivolta di un popolo, le condizioni di un paese semidistrutto dalla guerra che viene però percorso da un sogno, sono cose che ho sempre trovato di un grande fascino.

Per cui quando sento che il presidente della Provincia di Salerno rimuove la parola “resistenza” dal manifesto della Festa della Liberazione, non provo rabbia, desiderio di rivalsa, frustrazione, no. Provo tristezza e dispiacere. Se il riscatto dell’Italia fosse stato voluto solo da potenze straniere, vorrebbe dire che neanche in quel terribile momento gli italiani sognavano un paese migliore e combattevano per averlo.

Per fortuna, checchè ne dica Cirielli, sappiamo che non è così. E visto che lo sappiamo, forse sarebbe bello oggi prendersi 10 minuti e spiegare questa storia affascinante a quelli che non hanno avuto (ancora) modo o tempo di studiarla.

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