Che cosa sta succedendo in via Canova

La sede di Attiva Lizzano, a quanto pare, è stata presa di mira da un gruppo di vandali che ci stanno provando un certo gusto a tenere la facciata imbrattata di disegni osceni e scritte. Qualche giorno fa c’era stato il primo episodio, con la facciata completamente ricoperta di scritte e disegnini osceni, poi i membri dell’associazione ci avevamo messo sopra delle lenzuola per il passaggio della processione (anche se, magari vedendole, i fedeli avrebbero potuto pregare anche per i poveracci autori delle scritte). Fatto sta che queste lenzuola sono state bruciate, danneggiando anche la porta della sede.

Oggi, dopo che la facciata era stata reimbiancata, un nuovo disegno campeggia sul muro bianco.

Perché, poi mi chiedo, questi si sono fissati con la sede di Attiva Lizzano? E’ davvero perché si tratta di atti intimidatori, come si sono subito affannati a scrivere i giornali? Non credo. Non credo e penso anche che sia una cosa abbastanza brutta questa fame di martiri che hanno i giornali. Naturalmente dare notizia di quanto è successo è una cosa importante, ma spesso, più che affrettarsi a fornire subito un’interpretazione sommaria dei fatti, sarebbe più saggio porsi delle domande e fare un passo indietro per capire meglio.

Lizzano è un contesto dal punto di vista sociale estremamente problematico. Non siamo nuovi a episodi di vandalismo e violenza (risse sulla piazza principale, violenze nei confronti dell’autista di un autobus, incendio di cassonetti, gravi episodi di bullismo, e potremmo andare avanti così). Questa situazione pare che nessuno voglia guardarla in faccia e tantomeno affrontarla. Quando successe che furono piazzate due “bombette” una davanti alla scuola elementare e una davanti a un negozio di ferramenta, il sindaco di Lizzano espresse questo atteggiamento di ostinata cecità con un paragrafo memorabile che riportammo qui.

Come si può riuscire a comunicare con persone che non riescono a trovare passatempo che le gratifichi, se non disegnare cazzi sulle facciate della gente? E’ possibile sopperire al totale vuoto lasciato dalle istituzioni? Quando io ero adolescente, a Lizzano c’era l’oratorio che raccoglieva intorno a sè moltissimi giovani. La miopia di politiche del proprio giardinetto ha portato alla chiusura di una realtà importante come quella, e in parte anche questi sono i risultati. Sarebbe il caso che i responsabili se ne rendessero conto e cercassero, in qualche modo, di inventarsi una proposta alternativa, se proprio non gli andava giù quello che c’era prima. E’ inutile che se ne vadano in giro con la faccia stupita e sgomenta di fronte a quelle oscenità, perché gli adulti che ci hanno consegnato un paese così arido di proposte e così privo di speranza, sono responsabili di quelle scritte così come i ragazzacci che le hanno fatte.

Quelle scritte sono il segno visibile di un disagio profondo, di una difficoltà di comunicazione rispetto alla quale bisogna cercare di fare qualcosa. Non credo che il muro contro muro possa portare a niente di buono.

So che è difficile e, sicuramente, non è cosa di cui si possano occupare da soli i membri di Attiva Lizzano, già oberati di impegni per tutelare tutti noi. Le istituzioni dovrebbero farsi avanti e cercare di colmare il vuoto che hanno fatto intorno a sé.

La domanda è “perché proprio Attiva Lizzano”? Perché probabilmente è uno dei poli più vivi in questo momento nel nostro paese e la vita, come si sa, attira l’attenzione, ti costringe a prendere posizione, da una parte o dall’altra, soffia via la possibilità dell’indifferenza. In questo senso, il fatto che quella facciata sia stata presa di mira, per certi versi (lo so è un paradosso) potrebbe essere addirittura un buon segno. Per trasformare quei disegnini in parole e sciogliere la primitiva esigenza di comunicazione che c’è dietro, però, c’è tanta strada da fare e nessuno può sottrarsi, questa strada bisogna farla insieme.

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