La sfida di Lizzano

Nei fiumi d’inchiostro che nel corso di almeno 10 anni (ma l’emergenza dura da sedici) sono stati scritti sull’emergenza rifiuti in Campania, l’impressione generale è che si parli, si indichino strade possibili, direzioni auspicabili, risoluzioni… e poi ci si ritrovi SEMPRE in emergenza. Siamo forse vittime di un tremendo incantesimo?

Naturalmente no. La questione è molto semplice. Non ci è mai preoccupati di risolvere il problema. È come uno che ha il cuore malato e ha già avuto un infarto: il medico gli dice di mangiare più leggero, di fare un po’ di attività fisica, di prendere le medicine, e quello rimane sul divano a ingozzarsi di dolci e patatine fritte. Poi gli viene un altro infarto e, invece, di dire sono stato un cretino, avrei dovuto fare questo e quello, dice “eh, io sono fatto così”. Mi sembra chiaro per tutti che il modo di ragionare di quest’uomo sul divano è folle e sicuramente lo porterà a morire. (Perché questo c’è in gioco: la salute, la vita, niente di meno).

Ora, com’è giusto, ci si sta preoccupando di non farci piovere addosso anche l’emergenza campana, perché (a differenza di quanto dice il presidente dell’ATO) noi siamo già in uno stato di emergenza. Nel senso che emergenza non vuol dire soltanto avere i rifiuti per la strada: non poter respirare per i miasmi di una discarica, non so a voi, ma a me sembra una bella emergenza (anche se non va in TV – perché i rifiuti si vedono con le telecamere, ma la puzza no).

L’area in cui ci troviamo e Lizzano sono cruciali in questo momento. Sono campi di battaglia in cui noi dobbiamo cogliere l’occasione per far passare un approccio diverso al problema! Dobbiamo pretendere che venga abolito il metodo del “per ora lo sotterro qui”: perché questa, è chiaro ormai, non può essere una soluzione. Aumenta l’entità del problema, aumenta la puzza, aumenta i rischi per la nostra salute, la invivibilità del nostro territorio, deprezza le nostre case, e fa venire voglia di abbandonare tutto.

Noi dobbiamo pretendere una politica diversa dei rifiuti: dobbiamo richiedere a gran voce una politica efficiente della raccolta differenziata, DOBBIAMO DIFFERENZIARE I RIFIUTI, NON COMPRARE COSE CHE ABBIANO TROPPI IMBALLAGGI, INFORMARCI E INFORMARE. Differenziare i rifiuti è importante quanto andare a messa. Nella zona in cui viviamo, se dalla messa può dipendere la nostra salute spirituale, dalla responsabilità nella gestione dei rifiuti dipenderà la nostra salute fisica.

Non ci rifugiamo nelle scuse tipo “tanto poi buttano tutto insieme”. Se cominciamo a pretendere una politica diversa, questi temi troveranno la propria strada e il proprio posto nelle agende dei politici. SEMPLICEMENTE PERCHE’ NON VOTEREMO NESSUNO CHE NON ABBIA DELLE PROPOSTE SERIE IN MERITO.

Avete la fortuna di avere un’associazione come Attiva Lizzano in paese. Chiedete loro di organizzare un ciclo di incontri informativo a cui partecipare: proviamo a imparare con quali piccoli gesti si può cambiare un territorio. Questo genere di approccio di darà tutta la forza necessaria per pretendere di avere rispetto perché noi ne avremo avuto per noi stessi: un’aria più pulita, una politica dei rifiuti moderna e responsabile, la possibilità di essere un esempio per il mezzogiorno e per l’Italia intera di come le difficoltà se affrontate possono cambiare il volto di un territorio, in meglio.

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