Mi sa che io resto

Se dovessi scrivere stamattina una delle liste che ieri abbiamo sentito a “Vieni via con me”, se dovessi scrivere una lista dei motivi per cui resto in Italia, la prima cosa che scriverei stamattina è “perché l’Italia è il mio paese ed è il paese di Falcone, di Benigni, di Saviano, di Fazio e di Abbado”. Ma li avete visti? Santo cielo che bell’Italia.

Mille cose si potrebbero dire della puntata di ieri sera, sulla quantità e qualità degli spunti di riflessione e sulle occasioni di contatto con una narrazione nuova, affascinante, emozionante perché vera (dio mio, vera) di questo paese prostrato che ci siamo ritrovati ad avere per patria.

Mille cose, dicevo, ma una, una in particolare: Benigni che si rivolge a Sandokan. Con la sua leggerezza, con ironia ma con un coraggio e una fermezza incredibili. Questa mi è sembrata una novità assoluta, io per lo meno una cosa così non l’ho mai vista. Nel paese degli innominabili, del timore reverenziale, della paura delle ritorsioni, del garantismo applicato più ai boss che agli altri, il genio di Benigni ha raggiunto una nuova altezza. Ha guardato in faccia Schiavone e quelli come lui, li ha presi in giro, smascherando com’è ridicolo quel prendersi così sul serio di chi crede di poter guadagnare rispetto con gli ammazzamenti, di chi crede di poter disegnare la storia con gli attentati.

Benigni li ha guardati negli occhi e gli ha detto “vendicatevi”, e la sua battuta, esilarante, in quel momento coincideva con una enorme verità, l’impossibilità categorica della vendetta. La vendetta non può annientare l’onestà, non ammazza l’ideale, soltanto uccide te stesso, e l’altro. La storia continua però.

In un paese in cui Saviano ha difficoltà a prendere casa in affitto, perché nessuno lo vuole come vicino di casa, Benigni ieri sera ci ha fatto una grandissima lezione di coraggio. Di quelle che, portate nella vita quotidiana, cambiano un paese.

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3 thoughts on “Mi sa che io resto

  1. chiara scrive:

    ..francesca anche io resto per i tuoi stessi motivi!!!!
    anche io mi sono emozionata ieri…e mi sono come dire..rincuorata!!!

  2. rosa mandurino scrive:

    un elenco degli spunti di riflessione che ho colto ieri sera:
    bisogna parlare del male e non fare finta che non c’è

    quando ammazzi qualcuno ammazzi te stesso

    le favole parlano del male ai bambini,ma donano loro il sogno che il male si può vincere.

    quando il coraggio degli altri ci mette davanti alla nostra viltà li deligittimiamo e diciamo “sono tutti uguali”

    NON siamo tutti uguali, ed è bello e stimolante cogliere la diversità degli altri

    la cultura è per l’uomo come l’acqua

    le persone come Benigni e Saviano ci fanno sentire come bambini ai quali è stata raccontata una favola. Ci hanno donato un sogno.

    Sognare il bene è la Vita

  3. […] ma addirittura è restato a Bari, anche se avrebbe potuto guadagnare di più altrove). Anche io devo aver pensato qualcosa di simile ogni tanto, e forse ogni tanto lo penso […]

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