Che cosa è successo ieri nel nostro paese

Lizzanisi ca si movunu

Domenica 12 dicembre è stata una giornata storica per Lizzano. 3000 persone hanno manifestato pacificamente il loro profondo disagio dovuto alla presenza della discarica Vergine e dei miasmi che da anni impunemente e nell’indifferenza istituzionale appestano Lizzano e i comuni vicini. 3000 persone.

Forse ieri molti dei partecipanti non sapevano di quante volte io e (ancora di più) i membri fondatori di Attiva Lizzano ci siamo sentiti dire che tanto “li lizzanisi non ci si movunu”, che era tutto tempo sprecato, che tanto non si risolve niente. Ce l’hanno detto i nostri compaesani, tanti nostri parenti, i politici che ci avevano provato, quasi tutti insomma. Eppure qualcosa è successo, qualcosa di diverso. Io credo che sia stato diverso perché, per la prima volta, non ci si è posti soltanto il problema di raggiungere un obiettivo e di accusare tutti quelli che non la pensavano allo stesso modo. Per la prima volta si è cercato di capire perché i lizzanesi non si muovevano e che cosa si poteva fare per far venire anche agli altri la voglia di muoversi che avevamo noi. Il risultato non è stato raggiunto ed è forse ancora lontano, ma quella di ieri è stata una giornata che ha significato un grande successo di questa strategia.

È indiscutibile, infatti, che essere passati da 2 a 3000 nell’arco di un anno e mezzo è un risultato eccezionale. Eccezionale. Il fulcro intorno a cui si sono riunite le persone che manifestavano ieri era un’idea, un progetto di paese, qualcosa di più grande di tutti noi messi insieme ed è questo che ci ha tanto emozionato ieri (sì, anche me a 1000 km di distanza). Chissà, forse i partiti, che continuano a rinchiudersi nei personalismi, potrebbero trarre una grande lezione dalla giornata di ieri.

Quali sono i rischi

Come ho detto, il risultato non è stato raggiunto, non ancora, perché siamo probabilmente ancora lontani dalla chiusura della discarica Vergine che viene gestita in modo così scellerato con l’avallo di politici irresponsabili e coscienze (private e collettive) che si lasciano comprare per un pugno di euro. E il primo rischio è questo: lasciarsi travolgere dall’entusiasmo e perdere di vista qual è l’obiettivo principale della nostra protesta.

L’obiettivo è far effettuare controlli serrati e seri sull’attività della discarica, eliminare i miasmi, pretendere che si faccia fuori definitivamente la politica delle deroghe. I rifiuti di Napoli sono collaterali come obiettivo, ed è importante, molto importante tenerlo ben presente.

Il pessimo giornalismo al quale sembriamo condannati da testate come La Gazzetta del Mezzogiorno e varie tv locali è estremamente dannoso: nonostante l’assenza anche di un solo striscione contro i rifiuti napoletani, Occhinegro si permette di titolare “Lizzano in piazza: ‘non vogliamo i rifiuti campani’ “. Io credo che bisogna fare molta attenzione a questo genere di distorsioni del messaggio che i lizzanesi hanno lanciato ieri.

Diventa tutto molto più relativo, un po’ la solita guerra tra poveri, e siccome non è la solita guerra tra poveracci, è importantissimo stare molto attenti per fare in modo che non venga raccontata in questo modo. Teniamolo a mente.

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