Quanto contano le parole

Questo è un articolo che ho scritto il 9 maggio e che è stato pubblicato oggi su Pugliapress. Oggi c’è stato il comizio di chiusura della campagna elettorale, e lo staff di Progetto per Fragagnano lo ha fatto leggere sul palco prima dell’inizio. Eccolo.

Non so voi, ma io quando mi immagino la politica molto spesso me la immagino complicata, difficile, distante. Non ne capisco le frasi, non trovo un senso alle parole, mi intimidiscono le formule, e così spesso ho rinunciato a capire. Ho pensato che non facesse per me e che forse c’erano persone più “portate” che riuscivano a capire quella lingua e addirittura a parlarla.

Crescendo e studiando mi sono resa conto che mi sbagliavo. Ho capito che quando i politici dicono cose incomprensibili, o sono così ignoranti da non saper mettere quattro parole in croce (e allora che ci fanno lì?), oppure stanno cercando di nascondere qualcosa.

È tempo ormai che nessuno pensi di essere troppo ignorante per poter capire un politico: è il compito dei politici farsi capire da tutti. Se non li capite, non è colpa vostra. È colpa loro.

Vivo a Milano da un po’ di anni, ma torno spesso in quella che continuo a considerare casa, nel mio amato sud. Quando torno mi piace incontrare le persone, ascoltare le idee, pensare e progettare insieme. Per questo motivo sono andata a Fragagnano a sentire i comizi di due dei candidati che si stanno fronteggiando per la carica di sindaco. Michele Andrisano la prima sera, Pino Todaro la seconda. Mi occupo di comunicazione per lavoro e mi sarebbe molto piaciuto fare un sondaggio tra i presenti alla fine del comizio di Andrisano: che cosa ha detto?

L’unica cosa che io riesca a ricordare è un’insinuazione sul fatto che Pino Todaro potrebbe decidere di diventare un dipendente della discarica Vergine dopo essere stato eletto, e quindi tradire il suo elettorato (una parte importante della campagna elettorale di Todaro e della sua storia personale riguarda la lotta all’ecomostro).

Vi faccio una domanda adesso: non vi sembra un po’ poco? Non vi sembra poco che in un comizio di (quanto?) venti minuti l’unico concetto espresso sia un’insinuazione?

Dove sono i progetti? Dove sono le speranze, dove punta lo sguardo Andrisano? Ha detto che Todaro potrebbe fare un voltafaccia e iniziare a lavorare per l’imprenditore senza scrupoli che per tutti questi anni ha combattuto, ma non ci ha detto neanche che cosa ne pensa lui di questo imprenditore. Lui che farebbe? Lui che farà?

La domanda che mi sono fatta è: un fragagnanese perché dovrebbe votare Andrisano? Quali proposte sposerebbe votandolo? Nessuna. O almeno, nessuna comprensibile. E forse nessuna che abbia a che fare con un voto libero. E questo non perché lo dico io, ma perché le proposte di Andrisano non ci sono. C’è la volontà di andare al comune e basta. A far che, non è dato di saperlo.

Pino Todaro ha parlato del suo lavoro, delle sue competenze e di come le spenderebbe (le spenderà!) per migliorare Fragagnano. Ha parlato del PUG, di ambiente, di strade, di lavoro. Sentendolo parlare si capisce che non si tratta di promesse, si capisce di stare parlando con una persona che sa quello che dice e che lo racconta chiaramente, perché non ha niente da nascondere.

Pino Todaro non nasconde il motivo che lo ha spinto a candidarsi e non dà per scontato il fatto di candidarsi a sindaco. Ha capito che per rendere più efficace la sua battaglia per una Fragagnano migliore, non doveva avere paura di “entrare in politica”. La sua candidatura è una testimonianza importante per tutti noi. Nei nostri paesi c’è uno straordinario risveglio delle coscienze in atto, che molto spesso si esprime nell’associazionismo. È una cosa davvero meravigliosa che sta portando nuova vita alle comunità di cui facciamo parte.

A mano a mano che questa consapevolezza aumenta, però, c’è bisogno di gente come Pino, che abbia il coraggio di passare dall’altra parte e di mettersi in gioco in quella politica che tutti stancamente ripetiamo essere sporca, inutile, ma che inutile non è e che può fare la differenza.

Mi auguro con tutto il cuore che i fragagnanesi siano forti. Che non si facciano travolgere dai soliti particolarismi, dai pettegolezzi, dalle gelosie. Che non si facciano travolgere dal peggiore dei mali, il voto di scambio. Mi auguro che facciano scuola di libertà e buon senso ai comuni vicini ancora una volta, come quando per primi manifestarono contro la discarica Vergine. Mi auguro che i fragagnanesi abbiano davvero voglia di cambiare perché di quella politica immobilista e ignorante non ne possiamo davvero più. Mi auguro di poter condividere presto con loro la gioia di sapere che hanno eletto una giunta giovane con tante voci e che, a capo di quella giunta, c’è Pino Todaro.

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