Miracolo italiano parte seconda: questo ristorante vi lascerà a bocca aperta. Si chiama XFood.

Come alcuni di voi sanno, vivo a San Francisco. San Francisco è considerata l’ombelico del mondo in termini di innovazione, tecnologia, impresa. È un posto eccitante, dove tutto viaggia a grandissima velocità, è la città che mi ha dato la possibilità di lanciare Timbuktu. Eppure, non è solo a San Francisco che mi sento al centro del mondo.

Quella sensazione del tutto è possibile, dello “stiamo cambiando il mondo”, la sensazione di essere al posto giusto al momento giusto… io ce l’ho anche quando vado a San Vito dei Normanni (BR) – a 40 km da Lizzano. Il progetto di cui voglio parlarvi oggi si chiama XFood, ma dovete avere un po’ di pazienza, perché devo dirvi tutta la storia per bene.

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Vi ricordate il periodo in cui la Puglia di notte era battuta dai blindati del contrabbando delle sigarette? Vi ricordate quando si rischiava di prendere un chiodo a tre punte per la strada perché i mezzi dei contrabbandieri erano equipaggiati con i pneumatici anti-foratura mentre i mezzi delle forze dell’ordine no? Vi ricordate gli arresti per gli omicidi legati alla Sacra Corona Unita? Ecco, San Vito era uno di quei paesi del brindisino al centro di questa lotta. Non cinquant’anni fa, quindici. Non era un paradiso da cartolina e non lo è neanche adesso.

Ma da qualche anno a San Vito è iniziato a succedere qualcosa. Si chiama ExFadda.

Immaginate un grossissimo stabilimento enologico in disuso, di proprietà del comune. Deposito di mezzi, lamiere ovunque, uno di quei posti in cui la mamma ti dice di non andare a giocare che ci sono le siringhe (quando ero piccola era una raccomandazione comune).

Ora immaginate una società che si mette in testa di realizzare un progetto grosso, enorme, in questo spazio. Una società privata, una di quelle che potrebbe essere che vogliano solo sfruttare il patrimonio dello stato. Questa società si chiama Sandei srl. Un giorno questa società decide di mettersi a lavorare con Roberto Covolo e a una serie di associazioni di San Vito per riprendersi questo posto abbandonato.

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Lo ristrutturano grazie a un processo di autocostruzione e di progettazione comune degli spazi: si fanno guidare da un gruppo di architetti e riciclano materiali, condividono attrezzi, competenze: la comunità di San Vito abbatte i costi collaborando. Si stringe intorno a questo posto e lo fa suo. In due anni, ma anche meno, in questo spazio si aprono una scuola di musica, una scuola di scherma, un laboratorio di foto e video, un laboratorio di artigianato, un corso di parkour, un bar e il primo ristorante a km zero in cui il personale di sala e di cucina sarà costituito prevalentemente da disabili. Il ristorante si chiama “XFood, Qualcosa di diverso”.

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Questo incredibile ristorante è sulla frontiera di un’innovazione radicale nel campo delle politiche sociali. In quest’ottica il lavoro è lo strumento principale dei processi legati all’inclusione sociale. Non l’assistenza, non il “circolino”. Il lavoro. Un’iniziativa imprenditoriale, una sfida reale: clienti da servire, un’orto da coltivare, uno chef da assistere…

Maria Montessori chiamava quello dei bambini “lavoro“, perché ai bambini non piace quando le cose non si fanno sul serio (“non stiamo mica giocando” dicono infatti gli adulti quando lavorano). ExFadda e XFood applicano questa logica a una sfida complessa per affrontare la quale chiamano in campo TUTTI. Adolescenti, disabili, bambini, imprenditori, artisti. Tutti sono chiamati a dare il proprio contributo e a sperimentare che cosa voglia dire costruire insieme e sperimentare nuovi modelli, affrontare nuove difficoltà. Ognuno con le sue risorse, ciascuno disposto a condividere i suoi limiti. I percorsi di formazione sono orientati alla creazione di lavoro e alla sostenibilità: sono pensati in modo da restituire dignità alle persone e alle loro comunità, qualunque sia la situazione di partenza.

ExFadda è uno dei miracoli che stanno accadendo nel nostro paese perché nasce dalla volontà di mostrare che lo stato sociale non è assistenzialismo. Che le politiche sociali non sono agli antipodi delle politiche economiche. ExFadda sta ridefinendo i confini di ciò che consideriamo possibile quando parliamo di innovazione.

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Io li adoro perché spesso quando si parla di innovazione sembra che si parli soltanto di startup, e da startupper vi dico che non si può trattare solo di questo. “Innovazione” è una parola molto più grande di “startup”. La prima contiene la seconda, non viceversa. Esperienze come quella di ExFadda stanno producendo una serie di esperimenti, riflessioni, e pratiche ai quali tutti dovremmo ispirarci.

XFood aprirà alla fine di Febbraio. Hanno un orto sinergico, uno chef stellato, dei cuochi che non aspettano che di cucinare per voi, dei camerieri che non vedono l’ora di servirvi, e un orto sinergico. Andateci a mangiare e fatevi un giro a ExFadda.

E va bene San Francisco, ma volete mettere la soddisfazione di cambiare il mondo da San Vito?

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8 thoughts on “Miracolo italiano parte seconda: questo ristorante vi lascerà a bocca aperta. Si chiama XFood.

  1. amministratore scrive:

    L’ha ribloggato su alle pendici del tifata ed oltree ha commentato:
    Storie di ordinaria riscossa dal Sud

  2. Francesco Convertino scrive:

    Sono orgoglioso di voi!!!

  3. ANTONIO scrive:

    BRAVI RAGAZZI …..SIETE GRANDI E’ UN ONORE PARLARE DI VOI DEL VOSTRO PROGETTO QUI A TREVISO…..CONTINUATE COSI….LE IDEE LA VOGLIA E LA VOLONTA’ FANNO Più DI OGNI ALTRA COSA…..

  4. E’ così che si fa…il territorio deve tornare in mano agli onesti cittadini..Grandi!!

  5. Complimenti per tutto e per la prima foto scattata!

  6. giovanni scrive:

    Vi ammiro, non perdetevi strada facendo, vi vengo a trovare questa estate!

  7. […] XFood-Qualcosa di Diverso Si tratta di un vero e proprio miracolo Italiano. Da grande stabilimento enologico in disuso ad officina di idee e iniziative socio-culturali. La società Sandei srl. e le associazioni culturali di San Vito, hanno deciso di dare nuova vita a questo posto. Lo hanno ristrutturato attraverso l’autocostruzione e la progettazione comune degli spazi. <<Si fanno guidare da un gruppo di architetti e riciclano materiali, condividono attrezzi, competenze: la comunità di San Vito abbatte i costi collaborando. Si stringe intorno a questo posto e lo fa suo. In due anni, ma anche meno, in questo spazio si aprono una scuola di musica, una scuola di scherma, un laboratorio di foto e video, un laboratorio di artigianato, un corso di parkour, un bar e il primo ristorante a km zero in cui il personale di sala e di cucina sarà costituito prevalentemente da disabili. Il ristorante si chiama “XFood, Qualcosa di diverso”>>. […]

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