Archivi categoria: Che c'è da fare

Miracolo italiano #3: quando un biellese emigra a Matera (e si innamora di una materana)

La storia che vi voglio raccontare inizia con la mia diffidenza.
Incontrai Andrea Paoletti per la prima volta qualche anno fa a The Hub Milano. Pochi minuti dopo le presentazioni mi disse che voleva andare in Basilicata a fare qualcosa. Non sapeva ancora bene cosa, ma “invece che trasferirmi in Brasile ho pensato di andare in Basilicata”.
Io gli chiesi se avesse parenti là perché “Ma come questo vive a Milano e si trasferisce in Basilicata???” pensai. “Senz’altro vuole venire al sud perché gli sembra l’ultima frontiera del radical chic”. Lo confesso ora ad Andrea, scrivendo questo post, che queste erano le cose che pensai di lui quando mi disse del suo piano.
Non sono mai stata così felice di sbagliarmi in pieno, perché Andrea quando mi disse di quella idea balzana stava di fatto avviando il suo miracolo. Ma andiamo con ordine, perché questa è veramente una storia speciale.
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Miracolo italiano parte seconda: questo ristorante vi lascerà a bocca aperta. Si chiama XFood.

Come alcuni di voi sanno, vivo a San Francisco. San Francisco è considerata l’ombelico del mondo in termini di innovazione, tecnologia, impresa. È un posto eccitante, dove tutto viaggia a grandissima velocità, è la città che mi ha dato la possibilità di lanciare Timbuktu. Eppure, non è solo a San Francisco che mi sento al centro del mondo.

Quella sensazione del tutto è possibile, dello “stiamo cambiando il mondo”, la sensazione di essere al posto giusto al momento giusto… io ce l’ho anche quando vado a San Vito dei Normanni (BR) – a 40 km da Lizzano. Il progetto di cui voglio parlarvi oggi si chiama XFood, ma dovete avere un po’ di pazienza, perché devo dirvi tutta la storia per bene.

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Il nuovo “miracolo italiano” è già iniziato. A sud.

Immaginate un centro storico semi distrutto e quasi abbandonato. Un paese siciliano in crisi, come tutti i paesi del sud Italia. Immaginate uno di quei paesi da cui i giovani se ne vanno e ritornano solo d’estate e magari a Natale. Uno di quei paesi in cui si dice spesso “qua non c’è niente”. Immaginate un paese bruttino. Uno dei nostri paesi bruttini, cresciuti un po’ come veniva, senza preoccupazioni artistiche o attenzione sul piano urbanistico. Paesi di commercianti, di imprenditori edili… forse avete capito.

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Scrivo da Favara, cittadina di 33.000 abitanti in provincia di Agrigento, a 10km dalla Valle dei Templi.
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Perché oggi andrò a manifestare con Attiva Lizzano

1. Perché è bello guardare come brillano gli occhi di chi sta combattendo con le armi della pace una battaglia che non è mai individuale, ma che riguarda tutti noi e la terra che ci ha generato.

2. Perché il futuro del mezzogiorno passerà attraverso un nuovo modo di pensare impresa. Non come una strada per arricchirsi alle spalle degli altri, ma come un modo per contribuire con i propri talenti alla crescita del proprio territorio. Queste sono le nuove frontiere dell’imprenditoria dappertutto, e anche da noi.

3. Perché a Lizzano c’è un gruppo aperto di cittadini che investono tempo, denaro, energie, passioni per il bene comune. Questa è una cosa rara e va tutelata e difesa come un tesoro del mio paese.

4. Perché molto spesso per iniziare a innovare, basta uscire dalla propria casa e incontrare altri cittadini ai quali siamo accomunati dai nostri interessi e non solo da legami di sangue.

5. Perché non si può più pensare di poter badare a se stessi senza prendersi cura del sistema in cui si vive. Un sistema naturale, sociale, politico che ha bisogno della nostra partecipazione e di cui noi abbiamo bisogno. Avere a cuore il proprio contesto vuol dire avere a cuore se stessi e il proprio benessere. Vuol dire non sentirsi soli, avere la sensazione di far parte di un progetto più grande di noi. Gli psicologi della felicità dicono che questo sia uno dei segreti per arrivarci.

Venite anche voi, provate per credere.

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Lasciare spazio agli altri

È una delle cose che cerco di insegnare nei miei laboratori di teatro. Me lo ha detto una mia allieva e mi ha quasi commosso.

Intanto, buon voto a tutti quelli che ancora non lo hanno fatto.

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Acqua e sole

Godetevi e condividete il nuovo video di Proforma sui Referendum di 12 e 13 Giugno.

 

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Integrazione e agricoltura

Di questo parla il documentario di Salvo Lucchese e Rossella Vigneri prodotto dall”Associazione BandieraGialla con il contributo della Provincia di Bologna. Il documentario descrive l’esperienza bolognese degli orti comunali come luogo di incontro e confronto tra culture e generazioni. Un bello spunto di riflessione, no? Forse anche una bella palestra per prepararci a Sferracavalli

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Il mediterraneo è a Lizzano

Non so se avete già guardato il sito (provvisorio) di Sferracavalli, il Festival Internazionale di Immaginazione Sostenibile che ha vinto “Principi Attivi” di quest’anno. Se non lo avete fatto, iniziate a farlo! È una iniziativa che ci riguarda e ci riguarderà tutti, partita grazie all’entusiasmo di molti lizzanesi che hanno iniziato a sostenerci dalla prima ora.

Oggi si parla delle sfide del nostro pezzettino di mezzogiorno nel quadro politico ed economico internazionale intorno al Mediterraneo. Dateci un’occhiata.

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Se siete a Milano

Dovreste assolutamente sapere che da metà marzo a giugno terrò un corso di teatro che si intitola “La rosa di carta”. Se avete un po’ voglia di fare teatro ma non ne avete mai avuto il coraggio, questa è l’occasione giusta per cominciare. Se avete parenti a Milano che pensate dovrebbero rilassarsi un po’ e prendere tutto più alla leggera, questo è il momento per richiamarli e mandarli dritti in Corso di Porta Romana 121 nei giovedì sera che ci traghetteranno dall’inizio della primavera all’inizio dell’estate.

LA ROSA DI CARTA | Musical grottesco per attori e ombre
Ramòn del Valle-Inclàn è un Tim Burton ante litteram.
Le sue opere sono quanto di più straordinario sia stato scritto per il teatro in Europa nel XX secolo, eppure sono ancora quasi sconosciute a causa della censura che ha colpito l’autore spagnolo fino alla caduta del franchismo, negli anni 80.
“La rosa di carta” è un piccolo gioiello che si trova nel “Polittico dell’avarizia, della lussuria e della morte”. Un “melodramma per marionette” lo definisce Valle-Inclàn. I personaggi di questa storia semplice e atroce sono un “barbiere dei morti, mangiapreti, fabbro, corista”, una “povera donna in fin di vita” (sua moglie), uno stuolo di bambini (i loro figli), la Musa e la Disa, due comari pettegole e affettuose sospettate di furto e un bottegaio di buon senso, Pepe.
Il corso si propone di guidare gli allievi in un lavoro creativo a tutto tondo sul testo di Valle-Inclàn che comprenderà la recitazione, il movimento, l’elaborazione delle soluzioni di allestimento, la musica, gli elementi di costume. L’obiettivo è quello di allestire un piccolo musical grottesco attraverso l’uso di elementi e tecniche che fondono il teatro di figura con la danza e il physical theatre.
Per qualsiasi informazione scrivete a me: francescavallo@gmail.com oppure per info sul corso scrivete a chi lo organizza formazione@lab121.it .
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Nuovi lavori

Le immagini di backstage di Timbuktu, la prima rivista digitale per bambini.

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