Archivi categoria: sferracavalli

Lettera d’amore per Guglielmo Minervini

Caro Guglielmo,

non ci conosciamo ancora di persona ma tu hai già avuto un’importanza enorme nella mia vita. Nel 2010 ero scoraggiata e avevo paura. Continuavo a partecipare a concorsi teatrali che a volte vincevo a volte no, ma che non cambiavano niente nella vita di nessuno. Avevo finito i miei studi, ma non riuscivo a trovare lavoro. Provavo a mandare curriculum, ma nessuno mi rispondeva. Mentre lavoravo ai miei progetti, avevo trovato un lavoretto in uno studio di registrazione vicino Milano: il mio compito era spazzare via le briciole dei cornetti che mangiavano le troupe che venivano a registrare spot televisivi e videoclip. Il Gabibbo mangiava un cornetto e io dovevo assicurarmi che le briciole scomparissero quasi prima di toccare terra. 

Ero triste e avevo iniziato a pensare che la mia voglia di fare fosse una maledizione. Continua a leggere

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Che cosa c’entra l’innovazione con quel gusto per il surreale che abbiamo al sud?

Maurizio ha un’edicola a Lizzano. Una decina di giorni fa, verso le 6 di pomeriggio ha ricevuto una telefonata. “Vieni 5 minuti al cinema che mi devi fare un favore”. Maurizio è andato al cinema, dove ha trovato un gruppo di persone che lo aspettava. Gli hanno chiesto di spogliarsi.

Questo potrebbe essere l’inizio di una storia violenta, una storia di pizzo e vendetta. E invece, no.
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Di chi è Sferracavalli?

Sferracavalli è di quelli a cui piace mischiarsi.

Con i bambini

con i vecchi

con le galline

con le pecore

con i cavalli

con quelli che c’hanno le edicole

con quelli vestiti da soldati romani

e con quelli vestiti da Gesù.
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Principi Attivi, la cultura e le nuove frontiere della politica meridionale

La Puglia negli ultimi anni è stata una fucina di idee e, nel campo delle politiche giovanili, uno degli esempi più radiosi a livello non solo nazionale. Nonostante questo, però, si avvicinano le amministrative di molti dei nostri paesi, e sembra che la classe politica non sia cresciuta di un millimetro.

Confrontandomi con alcuni degli altri organizzatori degli eventi legati a Principi Attivi o a Bollenti Spiriti, è venuto fuori che molti dei progetti più innovativi spesso sono stati guardati con una punta di sospetto, quando non di fastidio o addirittura di aperta ostilità, dai politici locali. Mi sono chiesta perché.

In un primo momento ho pensato che si trattasse di una questione di schieramenti: poiché la regione è amministrata da un esponente di SEL, le forze del centro-destra non volevano attribuirgli alcun valore per non far segnare un punto agli avversari. Ma questa analisi non teneva: molti dei progetti, infatti, sono stati osteggiati anche da forze del centro-sinistra.

A un certo punto mi sono resa conto di una cosa: questi progetti stanno portando nei nostri comuni idee, contenuti, nuove possibilità. Stanno facendo conoscere alle persone altri progetti, esperienze, e stanno aprendo nuove frontiere. Potrebbe sembrare retorico, ma mi sono resa conto che non lo è affatto.

Perché quando le persone si rendono conto che ci sono delle alternative, le agende dei politici sono costrette a cambiare. Quando le persone si rendono conto che ci sono molti modi per far accadere l’innovazione, anche al sud (!) e che queste strade non passano quasi mai dalla polemica, ma dal lavoro di squadra e dalla competenza, quelle persone diventano “elettori pericolosi”. Sono elettori pericolosi perché conoscono le alternative e se sentono un comizio privo di contenuti, non pensano più che tanto quello è il massimo che possono aspettarsi. Sono elettori pericolosi, perché sono elettori esigenti. Sono elettori pericolosi, perché sono elettori liberi.

La classe politica dei nostri paesi ci ha abituato a un atteggiamento nichilista nei confronti della realtà: se voti me posso fare qualcosa in più, ma comunque più di tanto non si può fare (“perché c’è la crisi”, “perché ci hanno lasciato un sacco di problemi”, “perché mi devi votare anche al prossimo mandato”). Ci tengo a dire che, da questo punto di vista, il grillismo non mi sembra una risposta, è solo un nichilismo di senso contrario (“vaffanculo tutti”, “la politica fa schifo” non possiamo credere che sia una risposta).

E invece tutte queste persone che si mettono insieme e *fanno* accadere le cose, stanno dimostrando che “più di tanto non si può fare” è una delle più grosse bugie mai raccontate. Come può questo non spaventare i politici?

Uno dei più grandi meriti del programma Principi Attivi è stato quello di trasformare il volto dell’associazionismo culturale in Puglia e, ancor più, di modificare la radice della relazione tra associazioni e amministrazioni. Se prima le associazioni dovevano tenersi buone le amministrazioni per elemosinare qualche contributo, ed erano quindi in una relazione di sudditanza rispetto alla politica, le associazioni post Principi Attivi stanno cambiando le agende politiche e invertendo i rapporti di potere nelle nostre comunità. Stanno abituando le persone a chiedere di più e meglio. E a forza di chiedere, credo che qualcosa succederà. Basta non accontentarsi, non stancarsi e non scoraggiarsi.

Bertolt Brecht diceva che non bisogna avere paura che gli spettatori non ci seguano, che non siano all’altezza di quello che facciamo, che bisogna sempre precederli a grandi passi, e loro seguiranno. Se continuiamo con questa energia e questa determinazione, assisteremo anche noi a un rinnovamento organico della politica.

PS: È uscito il nuovo bando di Principi Attivi, partecipate!

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Somari verrà a Lizzano, ma nel frattempo

Potete leggervi la recensione di Francesca Brancaccio su Persinsala. Questo è un pezzetto:

Tre personaggi interessanti, diversi e amabili nella loro complessità, tre attori superbi e onesti che fanno della loro età (giovane) uno dei punti di forza dello spettacolo. La drammaturgia è eccellente: segnalata all’interno del Premio Hystrio con la menzione speciale per Scritture di Scena Under 35, incalza e intriga come un thriller, diverte come una commedia, emoziona come un dramma , è precisa come un documentario o una cronaca e interessante come ogni riflessione vera sulla realtà.

E aspettare così l’inizio di Sferracavalli.

PS: Domani andiamo a ritirare la menzione speciale al Premio Hystrio Scritture di Scena_Under35!

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In tutto questo, Somari ha debuttato

Il nuovo spettacolo di kilodrammi dedicato alla scuola e all’adolescenza ha debuttato venerdì a Milano, al festival Segnali.

È stato davvero molto bello. Poi oggi abbiamo saputo che ha ricevuto una menzione speciale al Premio Hystrio Scritture di scena_Under35 (per il testo insomma).

E questo è il promo video.

PS: Una confessione personale. Ho iniziato a scrivere “Somari” perché ho alcuni cugini adolescenti a cui voglio davvero molto bene. Avevo voglia di fare uno spettacolo che potesse piacergli sul serio e che potesse parlare di loro. I primi a cui ho dedicato questo progetto sono loro. Giulia, Federica, Salvatore, Paola e Anna. Sono anche stati tra i primi a cui ho mostrato le immagini dello spettacolo e i loro commenti sono stati per me un importante incoraggiamento. Grazie.

PPS: Per la prima volta un mio spettacolo verrà a Lizzano questa estate, al festival Sferracavalli. È proprio Somari, quindi state all’erta!

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Integrazione e agricoltura

Di questo parla il documentario di Salvo Lucchese e Rossella Vigneri prodotto dall”Associazione BandieraGialla con il contributo della Provincia di Bologna. Il documentario descrive l’esperienza bolognese degli orti comunali come luogo di incontro e confronto tra culture e generazioni. Un bello spunto di riflessione, no? Forse anche una bella palestra per prepararci a Sferracavalli

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