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Inno alla (scomparsa della) puzza

Emanuele Barbati ha scritto e registrato una canzone che è diventata l’inno del dolore dei lizzanesi, e soprattutto della loro lotta per riprendersi ciò che gli appartiene. La terra e l’aria. Niente di meno.

Potete ascoltarla qui:

Oppure scaricarla e mettervela nel lettore mp3 per canticchiarla mentre passeggiate o fate la spesa: basta mò.

All’interno della canzone, c’è anche la mia voce… ricordate IO SONO DI LIZZANO? Siete ancora in tempo se volete lasciare video messaggi, ballare sulle note di “Basta Mo'”, o scrivere alle maggiori cariche dello Stato. Insomma, a voi la scelta. Scatenatevi.

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La sfida di Lizzano

Nei fiumi d’inchiostro che nel corso di almeno 10 anni (ma l’emergenza dura da sedici) sono stati scritti sull’emergenza rifiuti in Campania, l’impressione generale è che si parli, si indichino strade possibili, direzioni auspicabili, risoluzioni… e poi ci si ritrovi SEMPRE in emergenza. Siamo forse vittime di un tremendo incantesimo?

Naturalmente no. La questione è molto semplice. Non ci è mai preoccupati di risolvere il problema. È come uno che ha il cuore malato e ha già avuto un infarto: il medico gli dice di mangiare più leggero, di fare un po’ di attività fisica, di prendere le medicine, e quello rimane sul divano a ingozzarsi di dolci e patatine fritte. Poi gli viene un altro infarto e, invece, di dire sono stato un cretino, avrei dovuto fare questo e quello, dice “eh, io sono fatto così”. Mi sembra chiaro per tutti che il modo di ragionare di quest’uomo sul divano è folle e sicuramente lo porterà a morire. (Perché questo c’è in gioco: la salute, la vita, niente di meno).

Ora, com’è giusto, ci si sta preoccupando di non farci piovere addosso anche l’emergenza campana, perché (a differenza di quanto dice il presidente dell’ATO) noi siamo già in uno stato di emergenza. Nel senso che emergenza non vuol dire soltanto avere i rifiuti per la strada: non poter respirare per i miasmi di una discarica, non so a voi, ma a me sembra una bella emergenza (anche se non va in TV – perché i rifiuti si vedono con le telecamere, ma la puzza no).

L’area in cui ci troviamo e Lizzano sono cruciali in questo momento. Sono campi di battaglia in cui noi dobbiamo cogliere l’occasione per far passare un approccio diverso al problema! Dobbiamo pretendere che venga abolito il metodo del “per ora lo sotterro qui”: perché questa, è chiaro ormai, non può essere una soluzione. Aumenta l’entità del problema, aumenta la puzza, aumenta i rischi per la nostra salute, la invivibilità del nostro territorio, deprezza le nostre case, e fa venire voglia di abbandonare tutto.

Noi dobbiamo pretendere una politica diversa dei rifiuti: dobbiamo richiedere a gran voce una politica efficiente della raccolta differenziata, DOBBIAMO DIFFERENZIARE I RIFIUTI, NON COMPRARE COSE CHE ABBIANO TROPPI IMBALLAGGI, INFORMARCI E INFORMARE. Differenziare i rifiuti è importante quanto andare a messa. Nella zona in cui viviamo, se dalla messa può dipendere la nostra salute spirituale, dalla responsabilità nella gestione dei rifiuti dipenderà la nostra salute fisica.

Non ci rifugiamo nelle scuse tipo “tanto poi buttano tutto insieme”. Se cominciamo a pretendere una politica diversa, questi temi troveranno la propria strada e il proprio posto nelle agende dei politici. SEMPLICEMENTE PERCHE’ NON VOTEREMO NESSUNO CHE NON ABBIA DELLE PROPOSTE SERIE IN MERITO.

Avete la fortuna di avere un’associazione come Attiva Lizzano in paese. Chiedete loro di organizzare un ciclo di incontri informativo a cui partecipare: proviamo a imparare con quali piccoli gesti si può cambiare un territorio. Questo genere di approccio di darà tutta la forza necessaria per pretendere di avere rispetto perché noi ne avremo avuto per noi stessi: un’aria più pulita, una politica dei rifiuti moderna e responsabile, la possibilità di essere un esempio per il mezzogiorno e per l’Italia intera di come le difficoltà se affrontate possono cambiare il volto di un territorio, in meglio.

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Rallegratevi ed esultate

E’ di questi giorni la notizia che (strano a dirsi) l’emergenza rifiuti campana non era affatto stata risolta dal nostro super presidente del consiglio con la sua mitica bacchetta magica e il suo scintillante ottimismo. Infatti, com’era ovvio, non essendo intervenuti alla base del problema – cioè attuando una politica che diminuisse la quantità dei rifiuti implementando pratiche di riuso e riciclo – la munnezza è ricomparsa.

Poiché alla testa del nostro paese c’è ancora la stessa gente, la strategia di risoluzione del problema sarà, ancora una volta, cercare di nascondere queste tonnellate di mmunnezza sotto il tappeto di qualcuno, in modo da poter mandare canale 5 a riprendere le strade sgombre e dei cittadini-comparsa sorridenti e soddisfatti. Tanto poi Canale 5, nei posti dove si sotterra quella munnezza, non ci va.

Ma chi avrà l’onore di accogliere quelle migliaia di tonnellate di rifiuti per sgombrare il set campano in tempo per l’arrivo delle telecamere? Noi! Noi miei cari compaesani, noi siamo gli eletti! Esultate!

Avanti così, finché non sarà solo la puzza a soffocarci, ma rimarremo schiacciati dall’immondizia proveniente da tutta Italia. Tossica? Non importa. Radioattiva? Chissenefrega. Cancerogena? Yeeeeeeee.

Nel delirio di immobilismo dal quale ci si potrebbe riscuotere prima del soffocamento, c’è qualcuno che sta disperatamente tentando di fare qualcosa. Il minimo (ma proprio il minimo) che potete fare, è andarvi a leggere qui che cavolo sta succedendo.

 

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