Archivi tag: discariche

La domanda è una sola

Fino a quando potranno voltare la testa dall’altra parte?

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Vi ricorda qualcuno?

Sono esterrefatta dal tentativo di tanti politici della terra jonica di cavalcare l’onda di protesta che si è levata nella Provincia di Taranto (con epicentro a Lizzano) per quanto riguarda la situazione discarica. Facciamo attenzione: se questi politici si fossero tardivamente, ma improvvisamente resi conto del disastro in cui viviamo e volessero finalmente fare qualcosa, sarebbero comunque apprezzabili. Senz’altro tonti (vista la quantità di incontri, lettere, video con cui abbiamo tentato di raggiungerli finora) ma apprezzabili nella loro fessacchiottoneria.

Ma non è così. Perché i vari politici che si stanno affannando a rilasciare interviste, sono subdoli: stanno cercando di spostare il problema sull’arrivo dei rifiuti di Napoli. Ancora una volta stanno anteponendo il loro interesse personale (fare la guerra a Vendola e far vedere che si stanno muovendo) alla risoluzione del problema. E la posta in gioco stavolta è ancora più alta:

questi signori senza dignità e senza vergogna, con la loro deliberata distorsione del grido di aiuto che i cittadini stanno lanciando, cercano di far sembrare la nostra rivendicazione di un futuro migliore, di un’aria salubre, del diritto alla salute, di una politica dei rifiuti più civile e lungimirante, la solita guerra tra poveri. I lizzanesi non vogliono qua la mmonnezza di Napoli.

Signori, forse la meschineria di cui avete fatto sfoggio in questi anni vi impedisce di capire quanto più alte siano le rivendicazioni di questo popolo. Speriamo che questo popolo sappia riconoscere la vostra maschera di cera, e non si faccia tradire più da persone della vostra risma.

PS.: Qualche tempo fa ho curato la regia di un radiodramma registrato alla RAI qui a Milano… c’era un pezzo che mi ha ricordato l’atteggiamento di un po’ di questi signori… ascoltatelo se vi va e fatevi due (amare) risate. Il testo è di Diego Zanoni, Le voci di Luca Iervolino, Matteo Salimbeni, Federico Manfredi, Rosa Sarti, Valerio Napoli.

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Che cosa è successo ieri nel nostro paese

Lizzanisi ca si movunu

Domenica 12 dicembre è stata una giornata storica per Lizzano. 3000 persone hanno manifestato pacificamente il loro profondo disagio dovuto alla presenza della discarica Vergine e dei miasmi che da anni impunemente e nell’indifferenza istituzionale appestano Lizzano e i comuni vicini. 3000 persone.

Forse ieri molti dei partecipanti non sapevano di quante volte io e (ancora di più) i membri fondatori di Attiva Lizzano ci siamo sentiti dire che tanto “li lizzanisi non ci si movunu”, che era tutto tempo sprecato, che tanto non si risolve niente. Ce l’hanno detto i nostri compaesani, tanti nostri parenti, i politici che ci avevano provato, quasi tutti insomma. Eppure qualcosa è successo, qualcosa di diverso. Io credo che sia stato diverso perché, per la prima volta, non ci si è posti soltanto il problema di raggiungere un obiettivo e di accusare tutti quelli che non la pensavano allo stesso modo. Per la prima volta si è cercato di capire perché i lizzanesi non si muovevano e che cosa si poteva fare per far venire anche agli altri la voglia di muoversi che avevamo noi. Il risultato non è stato raggiunto ed è forse ancora lontano, ma quella di ieri è stata una giornata che ha significato un grande successo di questa strategia.

È indiscutibile, infatti, che essere passati da 2 a 3000 nell’arco di un anno e mezzo è un risultato eccezionale. Eccezionale. Il fulcro intorno a cui si sono riunite le persone che manifestavano ieri era un’idea, un progetto di paese, qualcosa di più grande di tutti noi messi insieme ed è questo che ci ha tanto emozionato ieri (sì, anche me a 1000 km di distanza). Chissà, forse i partiti, che continuano a rinchiudersi nei personalismi, potrebbero trarre una grande lezione dalla giornata di ieri.

Quali sono i rischi

Come ho detto, il risultato non è stato raggiunto, non ancora, perché siamo probabilmente ancora lontani dalla chiusura della discarica Vergine che viene gestita in modo così scellerato con l’avallo di politici irresponsabili e coscienze (private e collettive) che si lasciano comprare per un pugno di euro. E il primo rischio è questo: lasciarsi travolgere dall’entusiasmo e perdere di vista qual è l’obiettivo principale della nostra protesta.

L’obiettivo è far effettuare controlli serrati e seri sull’attività della discarica, eliminare i miasmi, pretendere che si faccia fuori definitivamente la politica delle deroghe. I rifiuti di Napoli sono collaterali come obiettivo, ed è importante, molto importante tenerlo ben presente.

Il pessimo giornalismo al quale sembriamo condannati da testate come La Gazzetta del Mezzogiorno e varie tv locali è estremamente dannoso: nonostante l’assenza anche di un solo striscione contro i rifiuti napoletani, Occhinegro si permette di titolare “Lizzano in piazza: ‘non vogliamo i rifiuti campani’ “. Io credo che bisogna fare molta attenzione a questo genere di distorsioni del messaggio che i lizzanesi hanno lanciato ieri.

Diventa tutto molto più relativo, un po’ la solita guerra tra poveri, e siccome non è la solita guerra tra poveracci, è importantissimo stare molto attenti per fare in modo che non venga raccontata in questo modo. Teniamolo a mente.

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Manifestare a Lizzano, qual è il punto

Oggi è un gran giorno per Lizzano. Da che mi ricordi è la prima volta che una grande manifestazione sul tema dell’ambiente e della salvaguardia del territorio viene ospitata nel nostro paese. Tantissimi lizzanesi sono molto coinvolti nell’organizzazione della cosa e, da quello che sento, mi sembra bellissimo, perché ci si sente tutti parte di una comunità e si vuole fare del proprio meglio, tutti insieme. Oggi Lizzano mi manca più del solito e, se fossi in voi, la manifestazione non me la perderei per niente al mondo.

Detto questo, siccome credo profondamente che sia importante partecipare alle manifestazioni informati, perché una popolazione informata è una popolazione più libera (e non bisogna avere paura della libertà) è importante chiarire che, come ho evinto dal comunicato di Attiva Lizzano, la manifestazione non è una manifestazione contro i napoletani e i loro rifiuti. Tra le varie cose che apprezzo di Attiva Lizzano, c’è questa, molto importante: che l’azione di Attiva Lizzano è sempre stata più PER che CONTRO. Guardatevi intorno e sarete in grado di capire di che rarità si tratta.

Una delle parti più contestabili dell’intervento di Vendola, è il fatto che in una lettera aperta il cui intento dovrebbe essere quello di tranquillizzare i cittadini della Provincia di Taranto, lui li accusa di cinismo (per non volere i rifiuti napoletani) e promette la costruzione di nuove discariche. Ma siamo matti? Andatevelo a leggere di nuovo se non mi credete.

E stiamo lavorando anche per restituire ai Comuni ed alla provincia di Taranto tutta un destino diverso, proseguendo sulla strada degli interventi sugli impatti della grande industria, delle bonifiche del territorio già avviata dalla Regione e dettando norme e strumenti sempre più stringenti per la realizzazione di nuovi impianti di discarica.

Questo è il punto. Non si tratta di essere contro Napoli (sappiamo bene che il viaggio di quei rifiuti è ben più lungo), non si tratta di essere contro Vendola, si tratta di pretendere una politica in cui gli investimenti vengano fatti non più per la costruzione di discariche e inceneritori, ma per ridurre alla base la produzione di rifiuti. Per implementare politiche responsabili davvero, per far diventare abitudine alcune semplici pratiche che potrebbero rendere il nostro stile di vita più moderno, civile e sostenibile.

Si tratta di pretendere (sì, anche questo) che chi “mangia” sul business dei rifiuti non abbia più l’arroganza di fare i propri comodi, comprando la dignità delle persone che gli stanno intorno. Si tratta di pretendere che chi gestisce questo business inizi a rispettare le norme, a essere controllato davvero, a togliere la puzza e a non dare più per scontato che i lizzanesi svenderanno ancora una volta la propria dignità e la propria vita.

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