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Quando una banda di paese conquista l’Europa

Con moltissimo piacere vi propongo di leggere questa storia bellissima scritta da Elena Favilli e pubblicata oggi su Che Futuro. Elena racconta la storia straordinaria della banda del suo paese, e dei cittadini che l’hanno sostenuta.

Questa è la storia del laboratorio musicale più rivoluzionario d’Italia. È la storia di un paese di 5.000 abitanti della provincia di Arezzo che ha saputo trasformare la sua banda in uno degli esperimenti di musica contemporanea più apprezzati al mondo. È la storia di un compositore che ha osato immaginare che persone comuni potessero imparare a suonare qualsiasi cosa. È la storia di un’amministrazione comunale che ha avuto il coraggio di sostenere quel sogno, e affiancarlo alla sfida di inventare un modo nuovo di insegnare musica a scuola. È la storia di Orio Odori, ed è la storia di Banda Improvvisa.

 

A vent’anni Orio Odori era una promessa strumentale al conservatorio di Firenze. Il suo insegnante gli aveva già tracciato la strada per una carriera luminosa come clarinettista d’orchestra sinfonica. E in effetti per una decina d’anni quello fu il suo mestiere. Ma a trent’anni era già chiaro per lui che suonare in un’orchestra gli dava solo inquietudine. Troppa rigidità, poche possibilità di sperimentazione, e soprattutto nessuno spazio per suonare la propria musica. Decise di seguire la sua vocazione di musicista di strada, e trovò nella banda di Loro Ciuffenna un primo gruppo di persone che gli diedero fiducia e decisero di seguirlo.

 

Continua a leggere su Che Futuro.

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SIGNORE E SIGNORI: LA NUOVA TIMBUKTU!!!

Oggi mi scoppia il cuore di gioia.

Negli ultimi mesi ho lavorato durissimamente, e mi sono confrontata con sfide che mai avrei pensato di essere capace di affrontare. È bello. Ho avuto la fortuna di condividere questo percorso con una squadra di persone davvero straordinarie: Elena, Samuele, Diego, Annalisa, Trevor ed Erica. È un lusso lavorare sul dettaglio con l’approfondimento con cui l’abbiamo fatto, e posso dire con orgoglio di aver lavorato davvero tanto e senza risparmiarmi mai per potermi concedere questo lusso.

Oggi nasce la nuova versione di Timbuktu, la iPad app per genitori e bambini.

Troverete ogni giorno una storia, un gioco o un’attività da fare con i vostri bambini, con il design dei più straordinari giovani artisti da tutto il mondo.

La potete scaricare qui: https://itunes.apple.com/app/timbuktu/id428469245?mt=8.

Augurateci buona fortuna, abbiamo ancora tantissima strada da fare! Fatemi sapere che ne pensate, e se potete lasciateci una bella recensione sull’App Store!

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Giornate importanti

Lo scorso 29 gennaio sono partita insieme a Elena alla volta di San Francisco.

Avevamo vinto il concorso Mind The Bridge con la nostra Timbuktu, e venivamo in California a cercare finanziamenti e, soprattutto, consigli su come portare al livello successivo il nostro progetto. Sono passati 5 mesi e mezzo soltanto, ma credo sia stato il semestre più intenso della mia vita finora. Mai mi era capitato di mettermi alla prova su tante cose nuove, in un posto completamente nuovo, in un ambiente sconosciuto e tutto questo tutto insieme.

Mentre eravamo alla gym di Mind The Bridge, abbiamo cercato di conoscere più persone possibile, parlando a tutti del nostro progetto e ascoltando migliaia di opinioni. La maggiorparte delle cose che ci venivano dette, naturalmente, non ci sono servite a niente. In tanti casi ci è voluta una pazienza infinita per imparare a sopportare tutti quelli che ti trattano come una cretina, o che pretendono di saperne molto più di te su qualsiasi fronte.

Ma è stato importante chiedere tante opinioni. Se non lo avessimo fatto non avremmo trovato le persone il cui parere o le cui riflessioni ci hanno aiutato centimetro dopo centimetro a fare un grosso passo avanti. Se non avessimo rischiato di perderci in mezzo a tutte quelle parole, forse non avremmo trovato una strada nuova.

Quattro delle persone che abbiamo conosciuto in questa piccola Odissea ci hanno presentato a 500 Startups, un acceleratore per giovani imprese su cui avevamo messo gli occhi da molto prima di arrivare in California. Ci hanno preso, e qui è cominciato un percorso bellissimo: tonnellate di informazioni nuove, tante sfide, rivoltare Timbuktu come un calzino e ripartire 100 volte.

Poi portare qui una squadra e lavorare per la prima volta insieme intorno a un tavolo a tempo pieno su Timbuktu: io, Elena, Diego e Samuele, e Annalisa (che non era con noi qui a Mountain View, ma è stato come se lo fosse). Vedere il progetto procedere, vederlo fermarsi e ripartire. Condividere lo spazio di lavoro con altri 60 giovani imprenditori da tutto il mondo. Diversi da noi, e anche un po’ uguali.

Bere la birra con loro, e poi mettersi a dieta, per essere pronti per la fine di questo percorso, il Demoday. Il giorno in cui tutti e 28 presenteremo la nostra startup a una platea di investitori e alla stampa della Silicon Valley. Domani alla Microsoft a Mountain View, dopodomani a San Francisco da Zynga. E il 23 luglio a New York.

Sapere che questo è solo l’inizio è una delle emozioni più forti che abbia mai provato. Fate il tifo per noi.

Potete seguire tutti e tre gli eventi in live streaming, metterò qui il link domani pomeriggio.

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Essere su tanti giornali

Non capita tutti i giorni. Ma oggi sì, perché oggi Timbuktu, il progetto a cui sto lavorando in California, è su tutti i maggiori giornali tecnologici degli Stati Uniti. Perché 500 Startups, il programma di accelerazione in cui siamo stati i primi italiani a entrare, ha dato l’annuncio ufficiale con l’elenco delle aziende ammesse.

Per preparare il lancio della notizia, ieri abbiamo girato insieme a tutti gli altri giovani imprenditori che sono con noi in questo magnifico ufficio, questo video. Date un’occhiata!

Per chi parla inglese, sul blog di Timbuktu, c’è un breve racconto dell’esperienza che stiamo facendo nella Silicon Valley.

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Quando a mezzogiorno si parla inglese

È uscito sull’App store Timbuktu magazine, la rivista per iPad che spiega il mondo ai bambini. Questi siamo noi che lo spieghiamo, il primo numero è in inglese. Ci abbiamo lavorato con kilodrammi e io mi sono occupata della direzione creativa. Elena ha diretto il progetto.

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Nuovi lavori

Le immagini di backstage di Timbuktu, la prima rivista digitale per bambini.

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Cose che si muovono insieme

In questi giorni stanno succedendo un po’ di cose importanti per me. Una è questa. È Nichi Vendola che incontra le mamme di Lizzano e che rilascia questa intervista a Telenorba.

Un’altra si chiama “Timbuktu”. È la prima rivista su iPad per bambini, ed è bellissima. Io ho la fortuna di collaborare a questo progetto che è diretto da Elena. La rivista tra poco sarà distribuita sull’iTunes store, ma se intanto volete avere un’idea di che cosa ci può essere dentro una rivista per bambini su iPad… seguite TIMBUKTU MAGAZINE su facebook e twitter. E guardate questo video…

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Ma secondo voi è normale?

È il titolo dell’articolo che ha scritto Elena Favilli a proposito dell’Ilva di Taranto, sul Post.

Andatevelo a leggere cliccando qui.

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Il Post a Taranto

Uno dei problemi più gravi legati alla questione Ilva è che questa viene trattata come un caso da cronaca locale, mentre per la gravità della situazione meriterebbe l’attenzione costante da parte dei media nazionali.

Il Post, che qui spesso abbiamo citato, oggi riporta in esclusiva un video che è stato girato ieri e che raffigura una nube rossa che alle dieci e trenta del mattino si è sollevata dal lato sud est dell’acciaieria.

Spero che sia solo l’inizio del loro interessamento a questa ignobile pagina della storia d’Italia e del Mezzogiorno.  Mi sembra un gran bel servizio ai cittadini che potrebbe colmare il vuoto clamoroso di tante testate nazionali più note e di tradizione.

Leggete l’articolo e guardate il video qui.

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