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Inarrestabile Attiva Lizzano

A Lizzano sta succedendo qualcosa.

Ci siamo detti per tanti anni che il nostro paese era immobile, che non c’era niente da fare, che tanto valeva andarsene. Abbiamo scosso la testa, scrollato le spalle e molti di noi hanno fatto le valigie. Non tutti però. Qualcuno ha iniziato a pensare “questa è casa mia e io ci voglio vivere felice”, e poi qualcuno ha iniziato a dirlo. Sempre più forte. Finché non si è convinto che quello di cui stavamo parlando non era un sogno, ma un diritto. E un diritto, se qualcuno lo calpesta, bisogna difenderlo.

A Lizzano un gruppo di cittadini ha iniziato a pensare in modo nuovo. Pace, determinazione, concretezza. Una battaglia culturale in cui non c’è posto per i personalismi che contraddistinguono le campagne dei politici (che vogliono fare carriera più che risolvere i problemi), una protesta pacifica e sempre creativa, propositiva. Un team di persone informate, che hanno studiato bene la situazione e che quando parlano hanno la forza che viene dalla conoscenza diretta della realtà. Una squadra aperta, dove chiunque è ben accolto, soprattutto i cittadini comuni, quelli che la politica non ha mai ascoltato, i giovani, le donne.

Se ancora non siete andati a fare un salto nella piccola sede di Attiva Lizzano, dovete andarci. Si respira un’aria nuova (e dirlo a Lizzano è davvero una scommessa). Si percepisce con forza che anche in questo piccolo angolo di sud può nascere una rivoluzione e che forse sta nascendo. È bello esserne testimoni e partecipi perché è una rivoluzione moderna che ci riguarda tutti, in egual misura. In cui ognuno ha la sua parte. È una grande esperienza di comunità, che sta producendo i suoi frutti e che si rafforza ogni giorno.

Il 12 gennaio la polizia provinciale ha rilevato irregolarità nella gestione e smaltimento dei rifiuti speciali nella discarica Vergine. Musicisti scrivono canzoni, mamme sfilano in corteo, papà partecipano ai sit in e tanti giovani lottano per avere un futuro nel loro paese.

I miracoli succedono. Questo ci travolgerà.

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Caro Presidente Florido

Pubblico qui la lettera che l’Associazione Attiva Lizzano ha rivolto al Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, a nome di tutti i numerosissimi cittadini che si sono attivati nella protesta contro la discarica Vergine e contro una politica che continua ad agire come se fosse fine a se stessa. Trovo questa lettera bellissima, e vi invito a condividerla più che potete.

Caro Presidente Florido,

siamo stanchi. Ieri sera, durante una diretta in una tv locale, l’assessore Mancarelli ha parlato di “strumentalizzazioni nella folla del consiglio provinciale”. È l’ennesima volta, negli ultimi 3 giorni, che sentiamo parlare di questo. Ora basta.

Nella corposa rassegna video del sito ufficiale della Provincia di Taranto le Sue dichiarazioni fanno riferimento a strumentalizzazioni, per non parlare del comunicato stampa del 12 gennaio (Questione rifiuti, Florido a Vendola: rivedere subito le autorizzazioni, la gente è stanca e non possiamo più aspettare): <<Florido ha quindi annunciato che nei prossimi giorni su questi come su altri punti programmatici avvierà un confronto interno alla maggioranza: “Basta con il doppio gioco, la mia Amministrazione è fatta di persone serie e pretendo rispetto e lealtà da parte di tutti. Chi non ci sta si accomodi pure, possiamo fare a meno di chi nel Palazzo si comporta in una maniera e poi all’esterno agita le piazze e fa demagogia”>>. Addirittura il consigliere regionale Chiarelli nel suo comunicato del 13 gennaio (Rifiuti Taranto: Chiarelli, istituire task force con poteri straordinari) dichiara: “Quel fastidioso vizio, tipico degli esponenti della sinistra, di scendere sul piano della lotta civica nell’ambito delle proprie realtà locali dimenticando poi le posizioni assunte quando si recano nei consensi di governo”.

E così, caro Presidente, Lei crede che “la piazza sia stata agitata”? Forse non siamo stati abbastanza chiari…

Lei sa cosa significa abitare vicino la discarica di rifiuti speciali Vergine?

Lei sa cosa significa portare il proprio figlio a scuola con la sciarpa attorcigliata fino a coprirgli il naso?

Lei sa cosa significa mettere il nastro adesivo attorno alle finestre o gli asciugamani bagnati agli infissi per far entrare meno puzza?

Lei sa cosa vuol dire essere svegliati nel cuore della notte perché non si riesce a respirare e perché si ha nausea?

Lei sa cosa vuol dire tappare le prese d’aria per il gas in cucina?

Lei sa cosa vuol dire cercare di sigillare il comignolo del camino della propria casa?

Vuole dormire una notte a casa nostra?

Le uniche cose che agitano, come dice Lei, le piazze sono la puzza, i malesseri e i disagi che subiamo e le conseguenze sulla nostra salute, anche mentale. Siamo esasperati. Probabilmente ancora questo non si è capito eppure abbiamo avuto degli incontri con Lei, sa che la nostra lotta va avanti da mesi e non nasce nel consiglio del 10 gennaio (già a luglio avevamo inviato 800 esposti alla Procura della Repubblica e a tutti gli enti interessati).

Non permettiamo a nessuno di “usarci” per giustificare scelte politiche interne. Non vogliamo sentire commenti dall’opinione pubblica del tipo “siete capaci di far cadere una giunta provinciale” perché per noi è assurdo e inammissibile. L’unico azzeramento che ci interessa è quello delle discariche e dei veleni che ci costringono a respirare. L’associazione nasce apartitica, lo siamo e continueremo ad esserlo.Sempre più fieri.

 

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Inno alla (scomparsa della) puzza

Emanuele Barbati ha scritto e registrato una canzone che è diventata l’inno del dolore dei lizzanesi, e soprattutto della loro lotta per riprendersi ciò che gli appartiene. La terra e l’aria. Niente di meno.

Potete ascoltarla qui:

Oppure scaricarla e mettervela nel lettore mp3 per canticchiarla mentre passeggiate o fate la spesa: basta mò.

All’interno della canzone, c’è anche la mia voce… ricordate IO SONO DI LIZZANO? Siete ancora in tempo se volete lasciare video messaggi, ballare sulle note di “Basta Mo'”, o scrivere alle maggiori cariche dello Stato. Insomma, a voi la scelta. Scatenatevi.

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Caro Nichi che ci chiedi responsabilità sui rifiuti

Ho appena letto la lettera che hai postato sul tuo blog, e mi sono un po’ innervosita. Caro Nichi, da un po’ di tempo a questa parte ho l’impressione che la retorica abbia preso il sopravvento sulla concretezza delle risposte e sulla conoscenza dei problemi della nostra terra. Quella terra che con tanta passione ti ha sostenuto, contro ogni previsione, in tutti questi anni. Questo non è giusto. Non ce lo meritiamo.

Le uniche risposte che dai in questa lettera sono retoriche. In cima a tutte c’è questa:

Avrei potuto far prevalere la logica del cinismo e innalzare le barricate contro i rifiuti campani solo per averne un vantaggio sui miei avversari politici. Ma, di fronte alle notizie di bambini ricoverati per problemi sanitari connessi alla presenza dei rifiuti per strada a Napoli, non c’è alcuna logica possibile se non quella di correre in soccorso dei nostri connazionali per garantire loro ogni utile supporto.

Questa mi ha fatto davvero arrabbiare. Nichi, non hai detto una parola fino a questo momento, sugli interi paesi che vivono senza poter respirare, ti ripeto SENZA POTER RESPIRARE a causa dei miasmi provenienti dalle discariche per rifiuti speciali. E ora tenti con tanta leggerezza di fare questo giochino? Liquidi in 4 righe il disagio di una popolazione che non merita di essere considerata cinica e menefreghista solo perché sta cercando di difendere con i denti il diritto a non dover abbandonare la propria terra. Questo è scorretto, Nichi.

È più che comprensibile che la gente sia preoccupata di vedere ulteriormente aggravata la situazione. I rifiuti che arrivano qui ogni giorno arrivano comunque da tutta Italia. Noi siamo consapevoli di essere comunque trattati come la cloaca di questo Paese. Credo anche che tu lo sappia molto bene. Il motivo per cui abbiamo iniziato a combattere (e non solo per non ricevere rifiuti da altre città, ma anche per promuovere una cultura responsabile che eviti le emergenze) è perché non se ne può più. È perché non respiriamo, ci ammaliamo, muoriamo e a nessuno, neanche a te, sembra che gliene importi un granchè. Allora, che la tua unica dichiarazione in merito alla situazione delle discariche per rifiuti speciali in Provincia di Taranto arrivi solo nel momento in cui devi difendere la tua scelta di fare il cavaliere e accettare i rifiuti di Napoli, è offensivo per noi.

Siamo noi che chiediamo a te responsabilità, Nichi. Su tutta questa storia, finora, ne abbiamo vista davvero poca.

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Alessandro non è di Lizzano

Eppure ha trovato su internet i nostri video, e ha deciso di farne uno lui. In cui invita tutti gli italiani a stare dalla nostra parte, perché “Lizzano è l’Italia e l’Italia è Lizzano”. L’ho trovato per caso stamattina, spulciando i link dai quali erano arrivati a questo blog. A quanto pare non è vero che a nessuno gliene importa niente.

 

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La sfida di Lizzano

Nei fiumi d’inchiostro che nel corso di almeno 10 anni (ma l’emergenza dura da sedici) sono stati scritti sull’emergenza rifiuti in Campania, l’impressione generale è che si parli, si indichino strade possibili, direzioni auspicabili, risoluzioni… e poi ci si ritrovi SEMPRE in emergenza. Siamo forse vittime di un tremendo incantesimo?

Naturalmente no. La questione è molto semplice. Non ci è mai preoccupati di risolvere il problema. È come uno che ha il cuore malato e ha già avuto un infarto: il medico gli dice di mangiare più leggero, di fare un po’ di attività fisica, di prendere le medicine, e quello rimane sul divano a ingozzarsi di dolci e patatine fritte. Poi gli viene un altro infarto e, invece, di dire sono stato un cretino, avrei dovuto fare questo e quello, dice “eh, io sono fatto così”. Mi sembra chiaro per tutti che il modo di ragionare di quest’uomo sul divano è folle e sicuramente lo porterà a morire. (Perché questo c’è in gioco: la salute, la vita, niente di meno).

Ora, com’è giusto, ci si sta preoccupando di non farci piovere addosso anche l’emergenza campana, perché (a differenza di quanto dice il presidente dell’ATO) noi siamo già in uno stato di emergenza. Nel senso che emergenza non vuol dire soltanto avere i rifiuti per la strada: non poter respirare per i miasmi di una discarica, non so a voi, ma a me sembra una bella emergenza (anche se non va in TV – perché i rifiuti si vedono con le telecamere, ma la puzza no).

L’area in cui ci troviamo e Lizzano sono cruciali in questo momento. Sono campi di battaglia in cui noi dobbiamo cogliere l’occasione per far passare un approccio diverso al problema! Dobbiamo pretendere che venga abolito il metodo del “per ora lo sotterro qui”: perché questa, è chiaro ormai, non può essere una soluzione. Aumenta l’entità del problema, aumenta la puzza, aumenta i rischi per la nostra salute, la invivibilità del nostro territorio, deprezza le nostre case, e fa venire voglia di abbandonare tutto.

Noi dobbiamo pretendere una politica diversa dei rifiuti: dobbiamo richiedere a gran voce una politica efficiente della raccolta differenziata, DOBBIAMO DIFFERENZIARE I RIFIUTI, NON COMPRARE COSE CHE ABBIANO TROPPI IMBALLAGGI, INFORMARCI E INFORMARE. Differenziare i rifiuti è importante quanto andare a messa. Nella zona in cui viviamo, se dalla messa può dipendere la nostra salute spirituale, dalla responsabilità nella gestione dei rifiuti dipenderà la nostra salute fisica.

Non ci rifugiamo nelle scuse tipo “tanto poi buttano tutto insieme”. Se cominciamo a pretendere una politica diversa, questi temi troveranno la propria strada e il proprio posto nelle agende dei politici. SEMPLICEMENTE PERCHE’ NON VOTEREMO NESSUNO CHE NON ABBIA DELLE PROPOSTE SERIE IN MERITO.

Avete la fortuna di avere un’associazione come Attiva Lizzano in paese. Chiedete loro di organizzare un ciclo di incontri informativo a cui partecipare: proviamo a imparare con quali piccoli gesti si può cambiare un territorio. Questo genere di approccio di darà tutta la forza necessaria per pretendere di avere rispetto perché noi ne avremo avuto per noi stessi: un’aria più pulita, una politica dei rifiuti moderna e responsabile, la possibilità di essere un esempio per il mezzogiorno e per l’Italia intera di come le difficoltà se affrontate possono cambiare il volto di un territorio, in meglio.

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Rallegratevi ed esultate

E’ di questi giorni la notizia che (strano a dirsi) l’emergenza rifiuti campana non era affatto stata risolta dal nostro super presidente del consiglio con la sua mitica bacchetta magica e il suo scintillante ottimismo. Infatti, com’era ovvio, non essendo intervenuti alla base del problema – cioè attuando una politica che diminuisse la quantità dei rifiuti implementando pratiche di riuso e riciclo – la munnezza è ricomparsa.

Poiché alla testa del nostro paese c’è ancora la stessa gente, la strategia di risoluzione del problema sarà, ancora una volta, cercare di nascondere queste tonnellate di mmunnezza sotto il tappeto di qualcuno, in modo da poter mandare canale 5 a riprendere le strade sgombre e dei cittadini-comparsa sorridenti e soddisfatti. Tanto poi Canale 5, nei posti dove si sotterra quella munnezza, non ci va.

Ma chi avrà l’onore di accogliere quelle migliaia di tonnellate di rifiuti per sgombrare il set campano in tempo per l’arrivo delle telecamere? Noi! Noi miei cari compaesani, noi siamo gli eletti! Esultate!

Avanti così, finché non sarà solo la puzza a soffocarci, ma rimarremo schiacciati dall’immondizia proveniente da tutta Italia. Tossica? Non importa. Radioattiva? Chissenefrega. Cancerogena? Yeeeeeeee.

Nel delirio di immobilismo dal quale ci si potrebbe riscuotere prima del soffocamento, c’è qualcuno che sta disperatamente tentando di fare qualcosa. Il minimo (ma proprio il minimo) che potete fare, è andarvi a leggere qui che cavolo sta succedendo.

 

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