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Viva l’Italia?

Abbiamo avuto delle perplessità su questa festa del 17 marzo, preparata, decisa e raggiunta nel solito ordine sparso e con le consuete approssimazioni. Non siamo tra quelli che apprezzano il cliché del presunto “modo italiano” di fare le cose, e consideriamo pigra e autoindulgente tutta la retorica sull’Italia che diventa forte e unica solo nelle difficoltà e ha nella capacità di arrangiarsi e cavarsela dei tratti peculiari e addirittura ammirevoli. No.

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Rivoluzione (cantata)

Questo viene dalla Tunisia. Lei è Emel Mathlouthi.

 

 

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Rivoluzione

La rivoluzione egiziana, via Post.

 

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Ma secondo voi è normale?

È il titolo dell’articolo che ha scritto Elena Favilli a proposito dell’Ilva di Taranto, sul Post.

Andatevelo a leggere cliccando qui.

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Tour Avetrana

Oggi sono arrivate a questo blog DUE persone che avevano cercato su google queste parole “tour avetrana”. Qualcosa non va.

In compenso, ci sono delle riflessioni importanti su tutta questa vicenda qui e qui. Leggetele se vi va. La prima viene dall’unico giornale italiano che non ha fatto in nessun modo sciacallaggio sulla vicenda della famiglia Scazzi, e la seconda dal blog di uno dei suoi giornalisti.

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Berlusconi e Fini in 4 minuti

Se volete vedere tutta la love story tra Fini e Berlusconi in 4 minuti, andate sul Post.

 

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Guarda come Vendola

Il Post oggi pubblica il discorso con cui Nichi Vendola, il nostro governatore, entrò di fatto nella dirigenza della Fgci, nel febbraio del 1985. E traccia una linea che unisce quel discorso al Vendola di oggi.

Il discorso di Vendola contiene alcune riflessioni importanti soprattutto se consideriamo che sono state pronunciate 25 anni fa, quando lui aveva 26 anni.

Ci sono questioni che vanno finalmente affrontate, con franchezza, scrollandosi di dosso un pesante fardello di pregiudizi e intolleranze. E l’indifferenza può essere più feroce dell’intolleranza.
Vengo da un’esperienza politica in cui ho potuto misurare l’emergere prepotente di una questione omosessuale in termini di formazione di circoli, come qui a Napoli, di socializzazione, di storie, di fatiche, di itinerari individuali e collettivi, ma anche in termini di violenze immani, di solitudini senza scampo, di morti ammazzati.

Per noi non si tratta solo di riconoscere la dignità dell’esperienza omosessuale, si tratta soprattutto di raccogliere la diversità e le diversità come una ricchezza grande e insostituibile del patrimonio morale e politico di chi vuole cambiare il mondo. Si tratta di fare un discorso spietato sulla cultura dominante, sul costume, sulla miserevole e violenta sessualità del maschilismo.

Si tratta di tirar fuori le nostre storie. L’omosessualità è ancora l’amore che non osa pronunciare il suo nome? In questo campo, più che altrove, le parole sono pietre, pesano sulle coscienze, talvolta sono macigni.

Ci sono molte persone, anche compagni, che soffrono di una sofferenza muta. È soprattutto con queste persone, con questi compagni, diciamo i “diversi” di ogni tipo, che ho voglia di costruire l’alternativa. Un’alternativa al ghetto del quartiere dormitorio, al ghetto della fretta spersonalizzante, della solitudine coatta, dell’impotenza, dei gesti della siringa e della fuga terrorizzata da se stessi.

Il discorso si chiude poco più avanti con questa frase:

La nostra identità dobbiamo “giocarcela” sul campo. Sul muro di un palazzone grigio di Bari, ho letto una frase scritta in vernice rossa in cattivo francese, ma il cui senso era inequivocabile. Dalla nervosa geografia urbana, tra graffiti e walkman e neon lividi e metallica solitudine, fin dentro il mio cervello, e spero, fin dentro il vostro cervello: quella frase era “Con amore, per il comunismo”.

Bè, il mio augurio al nostro governatore è di non perdere il coraggio e di scegliere di lavorare ogni giorno “con amore, per L’Italia”.

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Il Post a Taranto

Uno dei problemi più gravi legati alla questione Ilva è che questa viene trattata come un caso da cronaca locale, mentre per la gravità della situazione meriterebbe l’attenzione costante da parte dei media nazionali.

Il Post, che qui spesso abbiamo citato, oggi riporta in esclusiva un video che è stato girato ieri e che raffigura una nube rossa che alle dieci e trenta del mattino si è sollevata dal lato sud est dell’acciaieria.

Spero che sia solo l’inizio del loro interessamento a questa ignobile pagina della storia d’Italia e del Mezzogiorno.  Mi sembra un gran bel servizio ai cittadini che potrebbe colmare il vuoto clamoroso di tante testate nazionali più note e di tradizione.

Leggete l’articolo e guardate il video qui.

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Trasi e iessi

Siete tra quelli che hanno sempre creduto che la mafia (o la camorra, o la ‘ndrangheta) sia una cosa dalla quale non è che uno può fare entra e esci, che quando uno è dentro poi uscire è abbastanza difficile?

Beh, anche io ero tra voi. Poi però mi hanno fatto capire (gente che ne sa, Dell’Utri, Andreotti, e alcuni altri) che non è così. Che uno dalla mafia può entrare e uscire quando vuole. E magari, se quest’estate vogliamo farci una vacanza un po’ diversa, possiamo anche andare a fare una settimana nella mafia! Qualcuno ha il numero di telefono per prenotare?

Gipi ci dà tutti i dettagli in questo video.

Come spesso accade, via Il Post.

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E’ bella l’estate

Sì, bellissima. Nonostante ciò… quanto mi ritrovo in questo video?

Via Il Post.

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