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E cè ma ffa’?

Avvertenza: questo è uno sfogo.

Pare che la Regione Puglia abbia accordato la deroga, forse per un periodo di tempo che per ora è limitato, ma pare che l’abbia accordata. Non è vero che la Provincia di Taranto aveva revocato il parere positivo per la concessione della deroga. Lo ha lasciato lì quel parere che non ci nominava neanche noi cittadini. E ha anche tentato di prenderci in giro dicendoci un po’ così che lo avevano revocato. Cose da ricordare alle elezioni. Stiamo cercando di capire come stanno le cose, stasera faremo una riunione ad Attiva Lizzano dove studieremo la delibera della giunta regionale.

Poi pare anche che ci sia stato uno sversamento del depuratore all’altezza dell’Ostone. Mancanza di manutenzione, gente che, con ostinazione, fa male il suo lavoro. Amministratori, tecnici, impiegati. Sopravviveremo a tutto questo? Forse sì, ma riusciremo a cambiare questa “sopravvivenza” in “vita”? Riusciremo a non distruggere con tanta forza tutto quello che abbiamo? Idee, persone, risorse naturali, speranze, vite.

Continuo a vedere per le strade la maggiorparte delle persone che va in motorino senza casco, in macchina senza cintura. Eppure a Lizzano dovremmo averlo capito che la strada è un posto molto pericoloso. Dio mio, dovremmo averlo capito.

Quanti altri giovani dovranno morire? Quante altre vittime sacrificali pretenderemo per iniziare a prenderci in mano la responsabilità della nostra vita?

Fare bene il proprio lavoro, mettersi il casco, non diffamare, pensare al bene pubblico come al proprio, far circolare le buone notizie, pretendere la raccolta differenziata… non sono cose difficili. Eppure sembrano un miraggio e tutto sempre si risolve con una scrollata di spalle e un “e ce ma fa’?”.

Qualcosa da fare c’è. Ormai non si può più nascondersi dietro un dito o dietro muri di silenzi o di parole. Sappiamo tutti che c’è da fare. Dobbiamo solo iniziare a farlo.

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Non è un incubo

Non è un brutto sogno dal quale possiamo aspettare di svegliarci da un momento all’altro. Se non facciamo qualcosa, la situazione potrebbe addirittura peggiorare.

Ieri l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un rapporto sull’emergenza incidenti stradali. Ogni anno muoiono sulle strade 1,2 milioni di persone. Ci sono 50 milioni di feriti all’anno sulle strade. E un altro dato molto significativo è che il 90% di questi incidenti avviene nei paesi in via di sviluppo. Il che vuol dire che avviene in contesti nei quali la politica “ha problemi più seri” che non preoccuparsi della manutenzione delle strade e dell’attuazione di campagne volte a un uso responsabile dell’automobile. E anche che, per forza di cose, le automobili che circolano nei paesi in via di sviluppo sono meno sicure delle nostre.

Questo è un dato importante, perché molto spesso sentiamo dire che il problema è che le automobili oggi sono troppo veloci. E questo dato ci dice che il problema non è questo. Le automobili moderne sono più sicure. E la differenza la fanno la condizione delle strade e la responsabilità di chi è al volante.

E’ un argomento spinoso da trattare. Il mio paese è stato sconvolto da tante morti di giovani ragazzi sulle strade che io ho percorso ogni giorno per andare a scuola. Così tanti che nel centro storico di Lizzano c’è addirittura una lapide per ricordarli.

Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per le persone tra 5 e 29 anni. Forse ce ne dovremmo occupare di più, data la rilevanza del problema. Dobbiamo pretendere che la condizione delle strade sia migliorata, che la messa in sicurezza della rete stradale sia una delle massime priorità dell’amministrazione di un paese civile.

E poi, forse, dovremmo anche investire di più in campagne che possano sensibilizzare davvero i giovani a un uso responsabile dell’automobile. Le nostrane “pubblicità progresso” sono sempre degli esperimenti buonisti che non hanno quasi nessun impatto con le nostre abitudini di guida.

Circa un anno fa, la BBC ha lanciato questa campagna. E’ un video forte, vi avverto. Se siete facilmente impressionabili non guardatelo. E’ stato realizzato da un regista con attori professionisti ed è strutturato in modo da cambiare qualcosa realmente in quella che noi possiamo considerare la nostra percezione del rischio legato ad alcune abitudini di guida. Nella sua durezza, mi sembra un esperimento riuscito. Io, dopo averlo visto, non lo guardo neanche il cellulare quando sono in macchina.

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