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Alessandro non è di Lizzano

Eppure ha trovato su internet i nostri video, e ha deciso di farne uno lui. In cui invita tutti gli italiani a stare dalla nostra parte, perché “Lizzano è l’Italia e l’Italia è Lizzano”. L’ho trovato per caso stamattina, spulciando i link dai quali erano arrivati a questo blog. A quanto pare non è vero che a nessuno gliene importa niente.

 

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Decisione rimandata

Non conosco i dettagli, ma pare che la conferenza dei servizi (che doveva decidere oggi sull’autorizzazione per l’aumento dell’eluato della discarica Vergine) abbia ulteriormente rimandato la decisione. Intanto sembra che i comuni abbiano dato tutti parere negativo, quindi la Regione si sta prendendo più tempo per riflettere. Mi pare una buonissima notizia, vuol dire che la pressione dell’opinione pubblica, forse, sta sortendo qualche effetto. Di conseguenza, non molliamo!

Mi hanno detto che domani ci sarà una riunione di Attiva Lizzano dove chi è intervenuto all’incontro di oggi spiegherà per bene com’è andata. Informatevi. Io se potessi ci sarei. Ma domani attraverserò l’Italia in treno a bordo di un intercity e tutto mi fa pensare che arriverò sui gomiti.

Mi farò raccontare da chi c’è.

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Che c’entra la politica.

Cinquemila persone in una settimana hanno guardato i video IO SONO DI LIZZANO, linkato questo blog, discusso la questione sui loro profili facebook, condiviso opinioni e amarezze.

E’ un confronto vivo, pieno di passione, di proposte, di sentimento e di paure, è un confronto di persone che si affannano per cercare di individuare il problema, di capirlo, di risolverlo. Provano, disfanno, raccontano, riprovano.

Molto spesso, invece, nel modo di affrontare “la puzza” da parte di tanti (spesso politici), si perde completamente di vista il problema per buttarsi a capofitto nel consueto ping pong di accuse e difese.

Il botta e risposta di alcuni politici o aspiranti tali su questo tema poteva essere tranquillamente copiato e inserito in un qualsiasi altro dibattito che trattasse temi completamente diversi. Ma che cosa succede se le cose che vengono dibattute tra i politici sono le stesse nonostante cambino i problemi da afforontare? E’ molto semplice: NIENTE.

E’ tempo di iniziare a discutere con competenza dei problemi reali, fare strategia per risolverli e confrontarsi per costruire il mondo, non l’immagine di noi stessi. Continuando a mettere al centro rivalità personali, voglia di atteggiarsi a “politicante”, di primeggiare in un confronto dialettico… non andremo mai da nessuna parte.

Se i partiti non si schierano sulle questioni urgenti della vita delle persone, se non sono capaci di attivarsi per guidare un cambiamento, non hanno alcun motivo di esistere e, soprattutto, non hanno alcun diritto a governare. L’esistenza di un partito, oggi, trova la sua necessità nell’impegno reale nella risoluzione di problemi, nell’ideazione di strumenti efficaci per affrontare le sfide della modernità, con passione certo, ma soprattutto con prontezza, umiltà e intelligenza.

Siamo stanchi di avere a che fare con chi, appena ha una briciola di potere, ci fa pesare qualsiasi mossa, valuta attentamente quali iniziative appoggiare non sulla base dell’efficacia, ma su quella miseramente personale del ritorno d’immagine.

Questo modo di procedere porta all’emarginazione dei talenti: come Lippi questi personaggi non vogliono essere affiancati da nessuno che possa rischiare di oscurare  il proprio posto al sole. Privilegiano la fedeltà rispetto all’intelligenza. Quindi continuano a rifugiarsi nei soliti posti, a dire le stesse battute e a interpretare gli stessi ruoli, a difendere acriticamente sempre le stesse alleanze. E purtroppo si tratta di un’abitudine che riguarda più generazioni, che non è affatto appannaggio dei più vecchi.

Invece, è proprio dalla collaborazione e dall’apertura verso gli altri che nascono le esperienze migliori. In un video che ho postato un po’ di tempo fa, a un certo punto si diceva: “before you were what you owned, now you are what you share”. Significa: un tempo eri ciò che possedevi, ora sei quello che condividi.

Sarebbe bello iniziare a giudicare i partiti dalla qualità e quantità di quello che riescono a condividere (idee, progetti, passioni, competenze). Questa è Politica, secondo me.

PS: Continuate a registrare video! E’ importante averne il più possibile per il 12, giorno della conferenza dei servizi!

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Io sono di Lizzano

La discarica Vergine ha chiesto alla Regione Puglia di poter aumentare per tre volte la quantità e la pericolosità dei rifiuti che riceve. L’autorizzazione richiesta potrebbe essere concessa il prossimo 12 luglio. Mi sembra un momento in cui è importante farsi avanti, metterci la faccia e difendere la nostra terra.

Per questo ho realizzato questa videolettera. Riporto il testo qui sotto. Sarebbe bello se ognuno di voi ne registrasse una e la caricasse su facebook, su youtube, vimeo. “Io sono di Lizzano” vale anche per quelli che non risiedono a Lizzano, per quelli che hanno voglia di essere per Lizzano, di difendere un pezzo di terra vicino o lontano, che la politica vorrebbe dimenticare. “Io sono di Lizzano” vale per chi crede che avere la possibilità di scegliere di vivere nel posto in cui si è nati sia un diritto inalienabile.

Avanti, mettiamoci la faccia tutti insieme.

Buongiorno, sono XXXXX e  SONO DI LIZZANO. Lizzano è un paese in provincia di Taranto in cui diecimila abitanti vivono a DUE soli chilometri da una delle discariche per rifiuti speciali più grandi d’Europa. La discarica Vergine è enorme. Ha una capienza di DUE MILIONI DUECENTOTTANTA MILA METRI CUBI. Riceve rifiuti molto pericolosi:  conce di pellame contenenti cromo, fanghi di depurazione: sono rifiuti che provengono da tutta Italia. La discarica Vergine ha chiesto alla Regione Puglia di poter aumentare per tre volte la quantità  e la pericolosità dei rifiuti da ricevere. Questa autorizzazione non deve essere concessa! Il giro d’affari intorno a questa attività è milionario. Eppure la discarica Vergine non è una fonte di ricchezza per Lizzano. La discarica Vergine ci ha reso più poveri. Ci ha privato del piacere di una serata all’aperto, ci ha tolto brutalmente il profumo della mattina, l’odore dell’ulivo nei caminetti d’inverno. In cambio ci ha imposto una puzza terribile, nauseabonda, insopportabile. La discarica Vergine sta trasformando Lizzano e i comuni vicini in una sua appendice. Dobbiamo resistere o farci privare della nostra dignità. Nell’ultimo mese l’associazione Attiva Lizzano ha raccolto centinaia di esposti che denunciano i malesseri e i disturbi provocati dalla puzza della discarica.

Il disagio che già viviamo rende urgente un intervento delle autorità e IMPENSABILE UN ULTERIORE AUMENTO DELLA QUANTITA’ E DELLA PERICOLOSITA’ DEI RIFIUTI CHE LA DISCARICA VERGINE RICEVE A CAMIONATE OGNI GIORNO.

La Regione Puglia, le nostre amministrazioni e l’Italia intera devono guardare alla nostra situazione e non trattarci come la vittima designata di politiche ambientali sbagliate e criminali. La nostra ricchezza passerà dal rispetto della terra e degli uomini, dalla condivisione e dal progresso verso un futuro SOSTENIBILE più giusto e pulito per tutti.

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