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Inarrestabile Attiva Lizzano

A Lizzano sta succedendo qualcosa.

Ci siamo detti per tanti anni che il nostro paese era immobile, che non c’era niente da fare, che tanto valeva andarsene. Abbiamo scosso la testa, scrollato le spalle e molti di noi hanno fatto le valigie. Non tutti però. Qualcuno ha iniziato a pensare “questa è casa mia e io ci voglio vivere felice”, e poi qualcuno ha iniziato a dirlo. Sempre più forte. Finché non si è convinto che quello di cui stavamo parlando non era un sogno, ma un diritto. E un diritto, se qualcuno lo calpesta, bisogna difenderlo.

A Lizzano un gruppo di cittadini ha iniziato a pensare in modo nuovo. Pace, determinazione, concretezza. Una battaglia culturale in cui non c’è posto per i personalismi che contraddistinguono le campagne dei politici (che vogliono fare carriera più che risolvere i problemi), una protesta pacifica e sempre creativa, propositiva. Un team di persone informate, che hanno studiato bene la situazione e che quando parlano hanno la forza che viene dalla conoscenza diretta della realtà. Una squadra aperta, dove chiunque è ben accolto, soprattutto i cittadini comuni, quelli che la politica non ha mai ascoltato, i giovani, le donne.

Se ancora non siete andati a fare un salto nella piccola sede di Attiva Lizzano, dovete andarci. Si respira un’aria nuova (e dirlo a Lizzano è davvero una scommessa). Si percepisce con forza che anche in questo piccolo angolo di sud può nascere una rivoluzione e che forse sta nascendo. È bello esserne testimoni e partecipi perché è una rivoluzione moderna che ci riguarda tutti, in egual misura. In cui ognuno ha la sua parte. È una grande esperienza di comunità, che sta producendo i suoi frutti e che si rafforza ogni giorno.

Il 12 gennaio la polizia provinciale ha rilevato irregolarità nella gestione e smaltimento dei rifiuti speciali nella discarica Vergine. Musicisti scrivono canzoni, mamme sfilano in corteo, papà partecipano ai sit in e tanti giovani lottano per avere un futuro nel loro paese.

I miracoli succedono. Questo ci travolgerà.

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La domanda è una sola

Fino a quando potranno voltare la testa dall’altra parte?

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Muovere il mondo

Un mio amico ha scritto questa frase su facebook qualche giorno fa: “Non dubitate che un piccolo gruppo di cittadini impegnati possa cambiare il mondo. In effetti, è l’unica cosa che l’abbia mai fatto”. È di Margaret Mead.

La protesta di Lizzano va avanti. È una protesta pacifica, ma decisa, determinata. È una protesta nuova, che coinvolge tutti i cittadini e si fa espressione del loro amore per il territorio in cui vivono e in cui vogliono vivere. È una protesta che non deve fermarsi e non si fermerà. È una protesta che porterà alla vittoria di Lizzano e di quella bellezza che ancora non abbiamo conosciuto ma che, quando stiamo insieme per difenderla, sembra a tutti più vicina.

C’è un’occasione importante domani. Lizzanesi, chiudiamo i negozi al pomeriggio, anche se non è giovedì, chiudiamoli lo stesso. E andiamo a far sentire la nostra voce in Provincia. Andiamo a farci sentire da quelli che vogliono decidere per noi, nonostante noi. Andiamoci insieme, non mandiamo i vicini di casa, i parenti. Andiamoci tutti insieme. Solo se ci andiamo insieme gli faremo vedere che questa volta non ci possono ignorare, non possono sperare che ce ne dimenticheremo. Non possiamo dimenticarci di respirare. E non lo faremo.

Questo il comunicato di Attiva Lizzano:

È stato convocato il consiglio provinciale per il giorno 10 gennaio alle ore 16. All’ordine del giorno la questione discariche in provincia. L’associazione AttivaLizzano ritiene opportuno essere presente al consiglio e <span>invita vivamente tutta la cittadinanza di Lizzano e comuni limitrofi a partecipare. Attualmente l’impianto opera grazie all’autorizzazione provvisoria concessa dalla Provincia. Le lamentele dei cittadini continuano a essere inascoltate dagli enti mentre il nostro paese ancora subisce i cattivi odori provenienti dalla vicina discarica Vergine, infatti nelle ultime sere “la puzza” è stata davvero insopportabile.

L’appuntamento è lunedì alle 15 in piazza IV Novembre (davanti al castello) a Lizzano da dove partiremo per la Provincia (via Anfiteatro, Taranto).

Inoltre l’associazione invita martedì alle 17 tutta la cittadinanza all’assemblea pubblica davanti al Municipio di Lizzano. È importante essere presenti.

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Vi ricorda qualcuno?

Sono esterrefatta dal tentativo di tanti politici della terra jonica di cavalcare l’onda di protesta che si è levata nella Provincia di Taranto (con epicentro a Lizzano) per quanto riguarda la situazione discarica. Facciamo attenzione: se questi politici si fossero tardivamente, ma improvvisamente resi conto del disastro in cui viviamo e volessero finalmente fare qualcosa, sarebbero comunque apprezzabili. Senz’altro tonti (vista la quantità di incontri, lettere, video con cui abbiamo tentato di raggiungerli finora) ma apprezzabili nella loro fessacchiottoneria.

Ma non è così. Perché i vari politici che si stanno affannando a rilasciare interviste, sono subdoli: stanno cercando di spostare il problema sull’arrivo dei rifiuti di Napoli. Ancora una volta stanno anteponendo il loro interesse personale (fare la guerra a Vendola e far vedere che si stanno muovendo) alla risoluzione del problema. E la posta in gioco stavolta è ancora più alta:

questi signori senza dignità e senza vergogna, con la loro deliberata distorsione del grido di aiuto che i cittadini stanno lanciando, cercano di far sembrare la nostra rivendicazione di un futuro migliore, di un’aria salubre, del diritto alla salute, di una politica dei rifiuti più civile e lungimirante, la solita guerra tra poveri. I lizzanesi non vogliono qua la mmonnezza di Napoli.

Signori, forse la meschineria di cui avete fatto sfoggio in questi anni vi impedisce di capire quanto più alte siano le rivendicazioni di questo popolo. Speriamo che questo popolo sappia riconoscere la vostra maschera di cera, e non si faccia tradire più da persone della vostra risma.

PS.: Qualche tempo fa ho curato la regia di un radiodramma registrato alla RAI qui a Milano… c’era un pezzo che mi ha ricordato l’atteggiamento di un po’ di questi signori… ascoltatelo se vi va e fatevi due (amare) risate. Il testo è di Diego Zanoni, Le voci di Luca Iervolino, Matteo Salimbeni, Federico Manfredi, Rosa Sarti, Valerio Napoli.

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Manifestare a Lizzano, qual è il punto

Oggi è un gran giorno per Lizzano. Da che mi ricordi è la prima volta che una grande manifestazione sul tema dell’ambiente e della salvaguardia del territorio viene ospitata nel nostro paese. Tantissimi lizzanesi sono molto coinvolti nell’organizzazione della cosa e, da quello che sento, mi sembra bellissimo, perché ci si sente tutti parte di una comunità e si vuole fare del proprio meglio, tutti insieme. Oggi Lizzano mi manca più del solito e, se fossi in voi, la manifestazione non me la perderei per niente al mondo.

Detto questo, siccome credo profondamente che sia importante partecipare alle manifestazioni informati, perché una popolazione informata è una popolazione più libera (e non bisogna avere paura della libertà) è importante chiarire che, come ho evinto dal comunicato di Attiva Lizzano, la manifestazione non è una manifestazione contro i napoletani e i loro rifiuti. Tra le varie cose che apprezzo di Attiva Lizzano, c’è questa, molto importante: che l’azione di Attiva Lizzano è sempre stata più PER che CONTRO. Guardatevi intorno e sarete in grado di capire di che rarità si tratta.

Una delle parti più contestabili dell’intervento di Vendola, è il fatto che in una lettera aperta il cui intento dovrebbe essere quello di tranquillizzare i cittadini della Provincia di Taranto, lui li accusa di cinismo (per non volere i rifiuti napoletani) e promette la costruzione di nuove discariche. Ma siamo matti? Andatevelo a leggere di nuovo se non mi credete.

E stiamo lavorando anche per restituire ai Comuni ed alla provincia di Taranto tutta un destino diverso, proseguendo sulla strada degli interventi sugli impatti della grande industria, delle bonifiche del territorio già avviata dalla Regione e dettando norme e strumenti sempre più stringenti per la realizzazione di nuovi impianti di discarica.

Questo è il punto. Non si tratta di essere contro Napoli (sappiamo bene che il viaggio di quei rifiuti è ben più lungo), non si tratta di essere contro Vendola, si tratta di pretendere una politica in cui gli investimenti vengano fatti non più per la costruzione di discariche e inceneritori, ma per ridurre alla base la produzione di rifiuti. Per implementare politiche responsabili davvero, per far diventare abitudine alcune semplici pratiche che potrebbero rendere il nostro stile di vita più moderno, civile e sostenibile.

Si tratta di pretendere (sì, anche questo) che chi “mangia” sul business dei rifiuti non abbia più l’arroganza di fare i propri comodi, comprando la dignità delle persone che gli stanno intorno. Si tratta di pretendere che chi gestisce questo business inizi a rispettare le norme, a essere controllato davvero, a togliere la puzza e a non dare più per scontato che i lizzanesi svenderanno ancora una volta la propria dignità e la propria vita.

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Caro Nichi che ci chiedi responsabilità sui rifiuti

Ho appena letto la lettera che hai postato sul tuo blog, e mi sono un po’ innervosita. Caro Nichi, da un po’ di tempo a questa parte ho l’impressione che la retorica abbia preso il sopravvento sulla concretezza delle risposte e sulla conoscenza dei problemi della nostra terra. Quella terra che con tanta passione ti ha sostenuto, contro ogni previsione, in tutti questi anni. Questo non è giusto. Non ce lo meritiamo.

Le uniche risposte che dai in questa lettera sono retoriche. In cima a tutte c’è questa:

Avrei potuto far prevalere la logica del cinismo e innalzare le barricate contro i rifiuti campani solo per averne un vantaggio sui miei avversari politici. Ma, di fronte alle notizie di bambini ricoverati per problemi sanitari connessi alla presenza dei rifiuti per strada a Napoli, non c’è alcuna logica possibile se non quella di correre in soccorso dei nostri connazionali per garantire loro ogni utile supporto.

Questa mi ha fatto davvero arrabbiare. Nichi, non hai detto una parola fino a questo momento, sugli interi paesi che vivono senza poter respirare, ti ripeto SENZA POTER RESPIRARE a causa dei miasmi provenienti dalle discariche per rifiuti speciali. E ora tenti con tanta leggerezza di fare questo giochino? Liquidi in 4 righe il disagio di una popolazione che non merita di essere considerata cinica e menefreghista solo perché sta cercando di difendere con i denti il diritto a non dover abbandonare la propria terra. Questo è scorretto, Nichi.

È più che comprensibile che la gente sia preoccupata di vedere ulteriormente aggravata la situazione. I rifiuti che arrivano qui ogni giorno arrivano comunque da tutta Italia. Noi siamo consapevoli di essere comunque trattati come la cloaca di questo Paese. Credo anche che tu lo sappia molto bene. Il motivo per cui abbiamo iniziato a combattere (e non solo per non ricevere rifiuti da altre città, ma anche per promuovere una cultura responsabile che eviti le emergenze) è perché non se ne può più. È perché non respiriamo, ci ammaliamo, muoriamo e a nessuno, neanche a te, sembra che gliene importi un granchè. Allora, che la tua unica dichiarazione in merito alla situazione delle discariche per rifiuti speciali in Provincia di Taranto arrivi solo nel momento in cui devi difendere la tua scelta di fare il cavaliere e accettare i rifiuti di Napoli, è offensivo per noi.

Siamo noi che chiediamo a te responsabilità, Nichi. Su tutta questa storia, finora, ne abbiamo vista davvero poca.

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Dedicato ad Attiva Lizzano e alle manifestazioni di questi giorni

Mi piacerebbe tanto essere a Lizzano in questi giorni. Sento dalle voci al telefono la trepidazione che precede sempre l’accadere di qualcosa. Mi sembra che questo qualcosa sia bello. Lasciatevi coinvolgere se non lo avete ancora fatto.

Il mio augurio per tutti i lizzanesi che si stanno muovendo, l’ho trovato stamattina, in una poesia di Bruno Munari.

ALBERO

l’esplosione lentissima

di un seme.

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L’isola che non c’è

Sul Corriere del Giorno c’è questa dichiarazione dell’avvocato Pecorella, presidente della Commissione Ecomafie sul traffico illecito di rifiuti che ha fatto visita a Taranto nei giorni scorsi.

Gli amministratori locali hanno dipinto Taranto e la sua provincia come isole felici. Di certo il bilancio è positivo rispetto ad altre Regioni e ci hanno rassicurato sulla mancanza di un interesse della criminalità organizzata alla raccolta, al trasporto e allo smaltimento dei rifiuti nel tarantino ma occorre vigilare sempre.

“CI HANNO RASSICURATO SULLA MANCANZA DI UN INTERESSE DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA RISPETTO ALLA RACCOLTA, AL TRASPORTO E ALLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI NEL TARANTINO”???

Ma questo è uno scherzo oppure una commediaccia da quattro soldi? Cioè, voi ve l’immaginate così l’attività di una commissione parlamentare d’inchiesta? Un gruppo di parlamentari viene a farsi una gita di tre giorni a Taranto, incontra un po’ di gente e questa gente gli dice “no, non preoccupatevi, qui la criminalità non ha interesse nella questione rifiuti”. “Ah, grazie, ci avete tolto un peso dallo stomaco, allora possiamo andare?” “Sì, prego prego, buon viaggio!”. Punto.

A questa dichiarazione indegna e totalmente fuori luogo in uno dei territori più inquinati d’Europa, l’onorevole Franzoso ha pensato bene di aggiungere quest’altra perla:

Da queste audizioni sta emergendo come ci sia una scarsa presenza di ecomafie sul nostro territorio. E’ da questo dato che dobbiamo partire.

No, caro onorevole, non è questo il dato da cui dobbiamo partire. L’attività di indagine non può limitarsi a “chiedere in giro”. Il dato da cui bisogna partire è il disagio enorme che vivono migliaia di cittadini di questa provincia, l’aria irrespirabile e nauseante che sono costretti a respirare ogni giorno, proprio in quello che lei, in questi anni, ha sempre considerato come il suo feudo. Noi siamo quelli che lei ha trattato come sudditi, noi ci siamo ammalati, non riusciamo più a respirare, siamo nauseati, alcuni di noi sono anche morti. Questo è il dato da cui dobbiamo partire.

Il dato da cui dobbiamo partire sono le inchieste che ci sono state in questi anni, e che sono sempre finite nel dimenticatoio. Nessuno di noi sa quali siano stati gli esiti di quelle indagini. La commissione di cui lei fa parte ha il dovere di informarci chiaramente su questa storia. Non abbiamo bisogno, nessun bisogno, delle sue rassicurazioni perché noi la puzza di questo affare ce l’abbiamo dentro, ogni sacrosanto giorno.

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Concorso fotografico: la puzza che si vede

In questi giorni mi sono chiesta: “ma è proprio vero che la puzza non si può vedere?”.

Forse non è vero. Perché per vedere la puzza, basta vedere tutti i tentativi che esistono per difendersi dalla puzza.

Quanti modi ci sono di tapparsi il naso?

Quanti di cercare di ripararsi sotto le lenzuola?

E così via.

Vorrei indire un concorso fotografico dal titolo “La puzza che si vede”. Mettiamo queste foto su facebook, facciamole circolare. Io partecipo con questa:

E voi?

P.s.: Oggi una delegazione di Attiva Lizzano incontrerà la Commissione Parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e attività illecite, un enorme in bocca al lupo a quelli che si sbattono così tanto per noi.

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