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Metti una commissione parlamentare in provincia

Dal 15 al 17 verremo visitati, qui nella nostra provincia, da una Commissione d’inchiesta parlamentare sul ciclo dei rifiuti.
Attiva Lizzano ha chiesto udienza e una delegazione dell’associazione verrà ricevuta.
Questa è la bella notizia.
L’altra notizia è il nome del presidente di questa commissione e il suo curriculum. Potete dare un’occhiata su wikipedia, se siete curiosi.

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Io sono di Lizzano

La discarica Vergine ha chiesto alla Regione Puglia di poter aumentare per tre volte la quantità e la pericolosità dei rifiuti che riceve. L’autorizzazione richiesta potrebbe essere concessa il prossimo 12 luglio. Mi sembra un momento in cui è importante farsi avanti, metterci la faccia e difendere la nostra terra.

Per questo ho realizzato questa videolettera. Riporto il testo qui sotto. Sarebbe bello se ognuno di voi ne registrasse una e la caricasse su facebook, su youtube, vimeo. “Io sono di Lizzano” vale anche per quelli che non risiedono a Lizzano, per quelli che hanno voglia di essere per Lizzano, di difendere un pezzo di terra vicino o lontano, che la politica vorrebbe dimenticare. “Io sono di Lizzano” vale per chi crede che avere la possibilità di scegliere di vivere nel posto in cui si è nati sia un diritto inalienabile.

Avanti, mettiamoci la faccia tutti insieme.

Buongiorno, sono XXXXX e  SONO DI LIZZANO. Lizzano è un paese in provincia di Taranto in cui diecimila abitanti vivono a DUE soli chilometri da una delle discariche per rifiuti speciali più grandi d’Europa. La discarica Vergine è enorme. Ha una capienza di DUE MILIONI DUECENTOTTANTA MILA METRI CUBI. Riceve rifiuti molto pericolosi:  conce di pellame contenenti cromo, fanghi di depurazione: sono rifiuti che provengono da tutta Italia. La discarica Vergine ha chiesto alla Regione Puglia di poter aumentare per tre volte la quantità  e la pericolosità dei rifiuti da ricevere. Questa autorizzazione non deve essere concessa! Il giro d’affari intorno a questa attività è milionario. Eppure la discarica Vergine non è una fonte di ricchezza per Lizzano. La discarica Vergine ci ha reso più poveri. Ci ha privato del piacere di una serata all’aperto, ci ha tolto brutalmente il profumo della mattina, l’odore dell’ulivo nei caminetti d’inverno. In cambio ci ha imposto una puzza terribile, nauseabonda, insopportabile. La discarica Vergine sta trasformando Lizzano e i comuni vicini in una sua appendice. Dobbiamo resistere o farci privare della nostra dignità. Nell’ultimo mese l’associazione Attiva Lizzano ha raccolto centinaia di esposti che denunciano i malesseri e i disturbi provocati dalla puzza della discarica.

Il disagio che già viviamo rende urgente un intervento delle autorità e IMPENSABILE UN ULTERIORE AUMENTO DELLA QUANTITA’ E DELLA PERICOLOSITA’ DEI RIFIUTI CHE LA DISCARICA VERGINE RICEVE A CAMIONATE OGNI GIORNO.

La Regione Puglia, le nostre amministrazioni e l’Italia intera devono guardare alla nostra situazione e non trattarci come la vittima designata di politiche ambientali sbagliate e criminali. La nostra ricchezza passerà dal rispetto della terra e degli uomini, dalla condivisione e dal progresso verso un futuro SOSTENIBILE più giusto e pulito per tutti.

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Diario di un ritorno

Sono appena tornata a Milano. Erano anni che non andavo alla fiera di San Pasquale, quanti non lo so, ma tanti. Forse per questo non mi aspettavo che mi sarebbe piaciuto così tanto. E’ stato come ritrovare la stessa felicità di quando mi affacciavo al balcone per guardare se c’erano le bancarelle. Stranissimo, bello.

Mi sono detta che fanno bene quelli che “dove sto sto a San Pasquale devo tornare”. Com’è strana la sensazione di tornare in un posto dove per strada ti riconoscono, quando ti sei abituato a vivere in una grande città. E’ strano anche di colpo essere in un posto in cui senti che c’hai le coordinate per capire bene che ti succede intorno.

Grotowski diceva “tu sei perché sei figlio di qualcuno”. Io a questa cosa ci penso spesso. E’ bello sentirsi figli di qualcuno, a volte basta poco.

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Liberazione

Quando viene la festa della Liberazione, ho come l’impressione di sentirmi sempre un po’ in colpa. Non ho parenti nè conoscenti che siano stati partigiani, mio nonno era stato fascista. Dalle mie parti credo che questa sia la condizione di molti. La cosa che mi ha appassionato alla Resistenza, però, è stato lo studio della storia. Il periodo della liberazione è un periodo affascinante da immaginare, la lotta per la libertà, la rivolta di un popolo, le condizioni di un paese semidistrutto dalla guerra che viene però percorso da un sogno, sono cose che ho sempre trovato di un grande fascino.

Per cui quando sento che il presidente della Provincia di Salerno rimuove la parola “resistenza” dal manifesto della Festa della Liberazione, non provo rabbia, desiderio di rivalsa, frustrazione, no. Provo tristezza e dispiacere. Se il riscatto dell’Italia fosse stato voluto solo da potenze straniere, vorrebbe dire che neanche in quel terribile momento gli italiani sognavano un paese migliore e combattevano per averlo.

Per fortuna, checchè ne dica Cirielli, sappiamo che non è così. E visto che lo sappiamo, forse sarebbe bello oggi prendersi 10 minuti e spiegare questa storia affascinante a quelli che non hanno avuto (ancora) modo o tempo di studiarla.

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