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Perché la protesta di Lizzano non si può fermare

C’è qualcosa nella protesta di Lizzano che è profondamente nuovo. Non è solo il fatto che mai nel nostro paese c’era stata prima una mobilitazione popolare. Non è soltanto il fatto che questa mobilitazione popolare non è guidata da nessun partito, non è neanche che il coinvolgimento dei cittadini è aumentato in modo esponenziale nell’ultimo anno.

C’è qualcosa in più nella protesta di Lizzano. Credo che sia un germe di modernità e che abbia innescato un processo inarrestabile. Credo che abbia a che fare con una diversa concezione della parola “democrazia”, di come noi l’abbiamo concepita fino una manciata di mesi fa. I cittadini che protestano a Lizzano stanno pretendendo di essere partecipi della vita democratica del loro paese. Questo è un evento che possiamo definire epocale, e rispetto al quale tutti noi dovremmo fare una riflessione.

Finora gli unici a pretendere di avere una parte nella vita pubblica del loro paese sono sempre e solo stati quei cittadini che volevano “entrare in politica”. La partecipazione alla vita pubblica del proprio paese o era “interessata” nell’ottica di una propria carriera personale, oppure non era. A Lizzano, in questi mesi, le cose sono cambiate. I cittadini hanno iniziato a rivendicare un controllo della cosa pubblica, hanno iniziato a sentire quanto la cosa pubblica sia davvero di tutti e debba essere tutelata da tutti. Perché altrimenti diventa “cosa di qualcuno” e quel qualcuno potrebbe non essere interessato a fare gli interessi dei cittadini.

Io credo che ci siano molti politici che ancora non hanno capito quale sia la portata di quello che gli sta succedendo sotto gli occhi. E credo che sia questo il motivo per cui sono rimasti indietro. Credo che la maggiorparte di loro (maggioranza e opposizione) sia infastidita dalla protesta di Lizzano. Perché è una cosa che non riescono a controllare, una specie di indebita intromissione, un fenomeno non inquadrabile nella vecchia cara vita di partito.

A chi volesse fare politica oggi in modo moderno e responsabile, e usare il suo ruolo, come dovrebbe essere, per essere alla testa di un cambiamento, per guidarlo in una direzione di progresso per tutti, io consiglierei di studiare con molta attenzione cosa sta succedendo a Lizzano, di scoprirne il fascino, invece di “aspettare che passi”. Semplicemente perché potrebbe non passare. Perché mettersi contro i cittadini e fiancheggiare chi pretende di comportarsi da feudatario nel XXI secolo, è la cosa meno moderna e lungimirante che possiate fare.

Se ci tenete alla vostra carriera, secondo me dovreste cambiare rotta.

 

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La farsa di Lecce

Ieri è stata pubblicata la sentenza del Tar di Lecce relativa al ricorso presentato dalla Ditta Vergine s.r.l. contro la Regione Puglia, la Provincia di Taranto e l’Arpa Puglia. La Regione Puglia aveva imposto alla Discarica Vergine una chiusura temporanea di 10 giorni. Poi è successo che la discarica dopo soli 5 giorni ha ottenuto la revoca di questa chiusura dal Tar di Lecce e ieri c’è stata un’udienza che ha confermato questa decisione.

Vale la pena di citare testualmente alcuni passaggi della sentenza. Perché raccontano meglio di qualsiasi altro commento la farsa tragica nella quale siamo stati trascinati dalla Vergine srl, dal Tar di Lecce, dai politici che avallano questa situazione, e diciamolo, anche da tutti quei cittadini che si sono sempre disinteressati della cosa (e che continuano a farlo).

non è stata dimostrata, con un sufficiente grado di attendibilità, la derivazione delle immissioni odorifiche riscontrate nell’abitato di Lizzano dalle attività svolte nella discarica […] in data 11 gennaio 2011;

E ancora:

la Polizia Provinciale di Taranto (che rispecchiava l’accesso alla discarica effettuato l’11 gennaio) aveva già rilevato l’insussistenza di <<odori significativi nell’area circostante alla discarica, mentre al suo interno si percepivano gli odori tipici di tali impianti>>, quando nell’abitato di Lizzano si riscontrava la <<diffusa e permanente presenza di odore molesto ..per molte ore, presumibilmente anche a causa della differente percezione soggettiva degli odori , della carenza di verifica oggettiva e qualitativa non praticabile al momento nonché delle condizioni metereologiche , ivi compresa la leggera ventilazione presente all’interno di Lizzano di cui non si è potuto accertare con precisione l’esatta direzione>>; era stata altresì accertata la sostanziale difficoltà dell’accertamento del legame tra le attività svolte in discarica e le immissioni odorifere e l’impossibilità, allo stato, di considerare provato <<il nesso causale>< sussistente tra le emissioni e lo stoccaggio dei rifiuti in discarica;

Cara la nostra Polizia Provinciale, (cara si fa per dire) “percezione soggettiva degli odori”????? Più di 800 esposti alla Procura vi sembrano segno di una percezione soggettiva degli odori? L’Arpa Puglia aveva già accertato la provenienza degli odori dalla discarica, ricordate? Questo non ha alcun valore per il Tar? Credete di poter ritornare sempre al punto di partenza? Chi sta servendo la Polizia Provinciale con un rapporto di questo genere? E il Tar, non ha alcuno strumento per accertare queste affermazioni così prive di fondamento? Tutti i cittadini che perdono giornate intere per impegnarsi nella protesta, che chiudono i loro negozi per farsi sentire, secondo voi lo fanno perché non hanno niente di meglio da fare?

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Com’è andata ieri a Lecce

Il servizio sulla protesta dei cittadini di Lizzano è dal minuto 3:40. Qui invece, un articolo del Quotidiano. Le foto della giornata di ieri, invece, le trovate qui.

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Cominciamo il 23?

A Lizzano si vive come a Terzigno. La puzza è terribile, non si respira, e c’è un’enorme incidenza di patologie della tiroide. Lizzano è un paese abbandonato dallo Stato, dalla giustizia, dalla politica.

La discarica Vergine continua a operare indisturbata e ci costringe a tapparci in casa, a sigillare le finestre con lo scotch, a correre alla guardia medica quando ci sentiamo soffocare. Continuiamo a ripetere che nessuno fa niente, ma questo non è vero. Il TAR di Lecce, per esempio, ha revocato a tempo di record la chiusura temporanea della discarica che era stata disposta, in via cautelativa, dalla Regione Puglia.

Il presidente della Provincia Gianni Florido ha espresso numerosi pareri positivi che lui ha definito “tecnici” che contribuiscono a facilitare l’attività di una discarica che ci rende impossibile una vita normale.

Il Presidente della Regione Fitto nel 2004 ha dato la prima autorizzazione per la Discarica per rifiuti Speciali Vergine approvando una valutazione di Impatto ambientale (VIA)  vergognosa; il Presidente della Regione Vendola nel 2008 ha approvato un ampliamento pari al doppio della discarica precedente senza valutare l’impatto ambientale e sulla salute dei cittadini costretti a viverci vicino.

Noi cittadini troppo spesso scuotiamo la testa dicendo che “i politici” non faranno niente, che sono incapaci, che si sono “venduti”.

Ma i primi ad essersi venduti siamo noi. Dobbiamo trovare il coraggio di ammettere il motivo per cui ci troviamo in questa situazione. Noi fino ad ora ci siamo venduti. Ci siamo venduti al miglior offerente, troppe volte. Ci siamo venduti per 50 euro, per una busta della spesa, per un frigorifero, per una lavatrice, per un cesto di Natale, per un posto di lavoro, per l’asfalto nella strada dietro casa.

Dobbiamo avere il coraggio di ammettere che ci siamo venduti e che abbiamo sbagliato. Guardiamoci in faccia, sinceramente, e ammettiamo che abbiamo sbagliato.

Non è troppo tardi per farlo, ma bisogna iniziare adesso. Chiediamo scusa e rendiamoci conto che continuando a vendere i nostri voti, noi stiamo svendendo la nostra vita e quella dei nostri figli.

Non c’è bisogno di aspettare le prossime elezioni, possiamo iniziare subito a riscattarci. Possiamo iniziare dal 23 febbraio.

Possiamo andare davanti al TAR di Lecce a far sentire la nostra voce quando gli avvocati di Vergine diranno che la puzza si sente appena, e molto di rado. Che lo dicano guardandoci negli occhi, che il giudice gli dia ragione, ma guardando quanti più cittadini possibile in faccia.

Il 23 febbraio saremo a Lecce e inizieremo a riscattarci. Noi non ci venderemo più, il prezzo che ci avete chiesto in cambio è troppo alto.

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Giudicate voi

«Le ecomafie sono business, sono silenzio, sono tacito accordo. Il puzzo del loro malaffare è coperto dalle parole rassicuranti di quelli che ripetono a oltranza che tutto va bene. Tutto verte nel non dire, nell’occultare il più possibile.» Roberto Saviano, prefazione al rapporto Ecomafia 2010 di Legambiente

“D’altronde, conclude l’Avv. Quinto, i più aggiornati dati dell’ARPA Puglia forniscono evidenza del fatto che durante i mesi di novembre e dicembre le emissioni provenienti dall’impianto non sono state in assoluto neppure percepibili dal più vicino Comune di Lizzano.” Pugliapress

Mi è sembrato un accostamento interessante.

Poi. Conoscevate questo sito? Spiega molto per bene tantissime cose. E aiuta anche a capire come (forse) funzionano alcuni meccanismi, non solo in Campania.

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A volte serve solo qualcuno che inizi a ballare

Oggi pomeriggio sono andata a prendere il caffè da una mia amica. Abbiamo parlato di tante cose e, a un certo punto, è venuto fuori il discorso della manifestazione contro la puzza del 12 dicembre. Questa mia amica non si era mai tanto interessata della questione, ma è andata a quella manifestazione e, mi ha detto: “è stato bellissimo”.

Mi sono emozionata. Ho pensato a un video che avevo guardato un po’ di tempo fa e che mi aveva commosso: un flash mob dei Black Eyed Peas a Chicago. E ho pensato che è la cosa più bella che posso augurare a Lizzano per il 2011. Che una volta scoperto il piacere di stare insieme in nome del proprio paese, non se ne riesca più a fare a meno.

A volte basta solo che ci sia uno che ha il coraggio di aprire le danze.

Questo video è dedicato a tutti i lizzanesi che hanno iniziato a ballare, non smettete più! È dedicato in particolare a quelli di Attiva Lizzano. Gli dobbiamo tantissimo. Grazie.

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Manifestare a Lizzano, qual è il punto

Oggi è un gran giorno per Lizzano. Da che mi ricordi è la prima volta che una grande manifestazione sul tema dell’ambiente e della salvaguardia del territorio viene ospitata nel nostro paese. Tantissimi lizzanesi sono molto coinvolti nell’organizzazione della cosa e, da quello che sento, mi sembra bellissimo, perché ci si sente tutti parte di una comunità e si vuole fare del proprio meglio, tutti insieme. Oggi Lizzano mi manca più del solito e, se fossi in voi, la manifestazione non me la perderei per niente al mondo.

Detto questo, siccome credo profondamente che sia importante partecipare alle manifestazioni informati, perché una popolazione informata è una popolazione più libera (e non bisogna avere paura della libertà) è importante chiarire che, come ho evinto dal comunicato di Attiva Lizzano, la manifestazione non è una manifestazione contro i napoletani e i loro rifiuti. Tra le varie cose che apprezzo di Attiva Lizzano, c’è questa, molto importante: che l’azione di Attiva Lizzano è sempre stata più PER che CONTRO. Guardatevi intorno e sarete in grado di capire di che rarità si tratta.

Una delle parti più contestabili dell’intervento di Vendola, è il fatto che in una lettera aperta il cui intento dovrebbe essere quello di tranquillizzare i cittadini della Provincia di Taranto, lui li accusa di cinismo (per non volere i rifiuti napoletani) e promette la costruzione di nuove discariche. Ma siamo matti? Andatevelo a leggere di nuovo se non mi credete.

E stiamo lavorando anche per restituire ai Comuni ed alla provincia di Taranto tutta un destino diverso, proseguendo sulla strada degli interventi sugli impatti della grande industria, delle bonifiche del territorio già avviata dalla Regione e dettando norme e strumenti sempre più stringenti per la realizzazione di nuovi impianti di discarica.

Questo è il punto. Non si tratta di essere contro Napoli (sappiamo bene che il viaggio di quei rifiuti è ben più lungo), non si tratta di essere contro Vendola, si tratta di pretendere una politica in cui gli investimenti vengano fatti non più per la costruzione di discariche e inceneritori, ma per ridurre alla base la produzione di rifiuti. Per implementare politiche responsabili davvero, per far diventare abitudine alcune semplici pratiche che potrebbero rendere il nostro stile di vita più moderno, civile e sostenibile.

Si tratta di pretendere (sì, anche questo) che chi “mangia” sul business dei rifiuti non abbia più l’arroganza di fare i propri comodi, comprando la dignità delle persone che gli stanno intorno. Si tratta di pretendere che chi gestisce questo business inizi a rispettare le norme, a essere controllato davvero, a togliere la puzza e a non dare più per scontato che i lizzanesi svenderanno ancora una volta la propria dignità e la propria vita.

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Alessandro non è di Lizzano

Eppure ha trovato su internet i nostri video, e ha deciso di farne uno lui. In cui invita tutti gli italiani a stare dalla nostra parte, perché “Lizzano è l’Italia e l’Italia è Lizzano”. L’ho trovato per caso stamattina, spulciando i link dai quali erano arrivati a questo blog. A quanto pare non è vero che a nessuno gliene importa niente.

 

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Allora la puzza si sente! (Qui la potete anche vedere)

Dopo anni a discutere se la puzza si senta o meno (c’era qualcuno che si ostinava a dire che non si sentiva, per carità non ci chiedete il perché) siamo giunti a una certezza. Anzi a due, in un colpo solo. La puzza si sente (non è un’invenzione di chi non ha niente di meglio da fare) e sì, viene proprio dalla discarica Vergine. Questo, grazie a un rilievo Arpa, è stato stabilito qualche giorno fa. Ok, fin qui ci siamo.

Sentirla si sente. Ma vederla? Per vederla oltre alle foto del concorso che un po’ sono qui e un po’ girano su facebook, potete guardare qui una raccolta delle foto più belle della festa dell’accoglienza di oggi. Già, perché alla festa dell’accoglienza, tutti i bambini, le mamme e tutti gli altri, a Lizzano, si sono presentati con una mascherina sulla faccia. C’è ancora qualcuno che ha tentato di prenderli in giro quelli che a Lizzano gli vogliono bene, ma a guardare queste immagini, si capisce chi è il protagonista della giornata di oggi.

È gente nelle cui mani c’è, già oggi, il futuro di Lizzano. Godeteveli.

 

E qui, giusto per chiudere in bellezza (per chi se lo fosse perso), il video girato questa estate, in occasione della processione del nostro patrono:

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L’isola che (purtroppo) c’è

Oggi Lizzano protesta. Oggi Lizzano è in festa. Vi sembrano cose contrastanti? Non lo sono, perché non si può non festeggiare quando gli abitanti di un paese decidono di alzare la testa e dire senza paura per le strade: “noi a questo paese gli vogliamo bene, non sarà così facile strozzarlo”. Questo sarebbe bello celebrare oggi: una grande festa non contro qualcuno, ma PER il nostro caro paese. In cui si celebra l’amore per la nostra terra. C’è bisogno di essere forti, di essere in tanti, perché solo in tanti si può combattere questa battaglia, non per retorica, ma per una semplice verità: il paese è di tutti, e non c’è nessuno che se ne possa occupare da solo, persone singole o gruppi che siano.

Sarebbe bello che oggi il sindaco Stefano, il sindaco di Taranto, guardasse anche lui Lizzano in festa. Che capisse l’importanza cruciale per noi di quell’isola amministrativa (mai dimenticata dai politici) e dei paesi che le stanno intorno, in perenne oblìo.

Nel 2007 sul blog del Presidio Permanente No Discariche comparve questa lettera a Ippazio Stefàno, avremmo potuto scriverla anche oggi:

Isola amministrativa di Taranto. E’ qui che la democrazia finisce, sepolta viva sotto i rifiuti che la gente del posto non sopporterà oltre. La discarica Vergine è l’ennesima fine di questo territorio, di questa provincia in cui 72 discariche per 29 Comuni sono uguali all’inizio del degrado di una dignità che noi continueremo a difendere con le unghie e coi denti.
Contrada Palombara, isola amministrativa di Taranto. E lei, Stefano, sindaco in carica, che dice al riguardo? Starà ancora zitto? I silenzi saranno considerati complicità di fronte ai tanti cittadini pronti a fare qualcosa, qualsiasi cosa pur di difendersi nel nome di una causa giusta. Persone che hanno intrapreso un cammino collettivo contro la paura che incute il nome di un gestore di immondizia, per anni spalleggiato da quei politici pronti a dargli autorizzazioni e nulla osta e altrettanto pronti a far finta di niente quando a parlare è la gente comune.
Continua a leggerla qui.
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