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Signore e signori

Lizzanesi, pugliesi, lettori di amezzogiorno. In qualunque parte d’Italia voi viviate, sono sicura che questa sarà una bella notizia anche per voi.

In questi giorni di enorme desolazione per il nostro Paese, di volgarità, di inganni, di insulti, di gravissime mancanze di rispetto nei confronti degli italiani, in questi giorni di grande buio e desolazione, c’è una luce, piccola ma decisa che brilla. Brilla da Lizzano.

Brilla da un posto i cui cittadini hanno deciso con fermezza di riprendersi tutto quello che i politici corrotti e gli imprenditori disonesti hanno cercato di togliergli. Da Lizzano, da un po’ di tempo, brilla una piccola luce, che sta diventando sempre più grande. Un faro. Puntato su tutto quello che ci hanno voluto tenere nascosto in questi anni. A forza di tenere accesa la luce, qualcosa sta venendo fuori. Non siamo pazzi. Lo siamo stati, finché abbiamo pensato che fosse inutile combattere e che il nostro destino era segnato. Ma stiamo rinsavendo, e i risultati si vedono.

Abbiamo raddrizzato la schiena e ci stiamo riprendendo, centimetro per centimetro, il nostro futuro. Non ci fermeremo. Forse l’Italia dovrebbe guardarci in questi giorni di buio. Forse proprio noi, chi l’avrebbe mai detto, in questi giorni potremmo essere l’esempio per un paese che deve uscire dalla palude maleodorante in cui si è cacciato. Bisogna uscire tutti, presto, da questa palude. Prima di morire soffocati.

Avanti Lizzano, guardaci Italia.

 

 

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Caro Presidente Florido

Pubblico qui la lettera che l’Associazione Attiva Lizzano ha rivolto al Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, a nome di tutti i numerosissimi cittadini che si sono attivati nella protesta contro la discarica Vergine e contro una politica che continua ad agire come se fosse fine a se stessa. Trovo questa lettera bellissima, e vi invito a condividerla più che potete.

Caro Presidente Florido,

siamo stanchi. Ieri sera, durante una diretta in una tv locale, l’assessore Mancarelli ha parlato di “strumentalizzazioni nella folla del consiglio provinciale”. È l’ennesima volta, negli ultimi 3 giorni, che sentiamo parlare di questo. Ora basta.

Nella corposa rassegna video del sito ufficiale della Provincia di Taranto le Sue dichiarazioni fanno riferimento a strumentalizzazioni, per non parlare del comunicato stampa del 12 gennaio (Questione rifiuti, Florido a Vendola: rivedere subito le autorizzazioni, la gente è stanca e non possiamo più aspettare): <<Florido ha quindi annunciato che nei prossimi giorni su questi come su altri punti programmatici avvierà un confronto interno alla maggioranza: “Basta con il doppio gioco, la mia Amministrazione è fatta di persone serie e pretendo rispetto e lealtà da parte di tutti. Chi non ci sta si accomodi pure, possiamo fare a meno di chi nel Palazzo si comporta in una maniera e poi all’esterno agita le piazze e fa demagogia”>>. Addirittura il consigliere regionale Chiarelli nel suo comunicato del 13 gennaio (Rifiuti Taranto: Chiarelli, istituire task force con poteri straordinari) dichiara: “Quel fastidioso vizio, tipico degli esponenti della sinistra, di scendere sul piano della lotta civica nell’ambito delle proprie realtà locali dimenticando poi le posizioni assunte quando si recano nei consensi di governo”.

E così, caro Presidente, Lei crede che “la piazza sia stata agitata”? Forse non siamo stati abbastanza chiari…

Lei sa cosa significa abitare vicino la discarica di rifiuti speciali Vergine?

Lei sa cosa significa portare il proprio figlio a scuola con la sciarpa attorcigliata fino a coprirgli il naso?

Lei sa cosa significa mettere il nastro adesivo attorno alle finestre o gli asciugamani bagnati agli infissi per far entrare meno puzza?

Lei sa cosa vuol dire essere svegliati nel cuore della notte perché non si riesce a respirare e perché si ha nausea?

Lei sa cosa vuol dire tappare le prese d’aria per il gas in cucina?

Lei sa cosa vuol dire cercare di sigillare il comignolo del camino della propria casa?

Vuole dormire una notte a casa nostra?

Le uniche cose che agitano, come dice Lei, le piazze sono la puzza, i malesseri e i disagi che subiamo e le conseguenze sulla nostra salute, anche mentale. Siamo esasperati. Probabilmente ancora questo non si è capito eppure abbiamo avuto degli incontri con Lei, sa che la nostra lotta va avanti da mesi e non nasce nel consiglio del 10 gennaio (già a luglio avevamo inviato 800 esposti alla Procura della Repubblica e a tutti gli enti interessati).

Non permettiamo a nessuno di “usarci” per giustificare scelte politiche interne. Non vogliamo sentire commenti dall’opinione pubblica del tipo “siete capaci di far cadere una giunta provinciale” perché per noi è assurdo e inammissibile. L’unico azzeramento che ci interessa è quello delle discariche e dei veleni che ci costringono a respirare. L’associazione nasce apartitica, lo siamo e continueremo ad esserlo.Sempre più fieri.

 

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A Lizzano il finanziamento di Principi Attivi! Buon anno!!!

Carissimi lettori di a mezzogiorno,

il 2010 si conclude con una grande felicità. Ieri sono state rese note le graduatorie del bando Principi Attivi e uno dei progetti che erano stati mandati da Lizzano, “Sferracavalli | Festival Internazionale di Immaginazione Sostenibile”, ha vinto il finanziamento guadagnando un secondo posto su 1800 progetti in totale che erano stati presentati.

Lasciate che vi dica i nomi della squadra che ha centrato questo risultato: Antonella Cavallo (Lizzano), Valerio Chionna (Lizzano), Marco Lupoli (Fragagnano), Francesca Martemucci (Lama), Piero Pagano (Lizzano) e io (che sono di Lizzano, lo sapete bene ormai :-).

Quindi, nell’estate del 2011 Lizzano ospiterà il primo Festival Internazionale di Immaginazione Sostenibile. Avremo bisogno dell’aiuto di tutti e solo con l’aiuto di tutti e con un bel gioco di squadra riusciremo a fare di questa buona notizia un’occasione straordinaria di cultura popolare e una innovativa esperienza di comunità.

Abbiamo vinto anche grazie a tanti lizzanesi e non, che ci hanno da subito dato il loro supporto, sposando il progetto che gli avevamo proposto. Siamo sicuri che la lunghezza di questo elenco aumenterà notevolmente e che, se avessimo avuto più tempo per chiedere aiuto a più persone, sarebbe già più lungo. Intanto però, lasciate che li elenchi qui i nostri partner della prima ora, e che rivolga loro, a nome di tutta la squadra Sferracavalli, un grazie di cuore:

1) La scuola media “Antonio Chionna” di Lizzano

2) Il Comune di Lizzano

3) Il Comitato “San Pasquale”

4) La pizzeria “Il castello”

5) Il bar “Gran caffè”

6) Il negozio di automobili “Domenico Cavallo

7) La Jonica Impianti

8) L’associazione “Attiva Lizzano

9) La pizzeria “Borgo Antico” di Piero Carro

10) La casa editrice tarantina “Edizioni NB

11) L’Agriturismo “L’Annunziata

12) Il lido “Conca del Sole

13) Il Centro attivo di risorse educative “Infinito” di Giovanna Spinelli

14) L’associazione “kilodrammi

15) L’associazione di promozione sociale “Prospettive di sviluppo” di Paola Pagano

16) Il Consorzio Salentino Olivicoltori

17) Il Festival dei Teatri dell’Est di Viterbo

18) L’assessorato alla cultura, sport e spettacolo della Provincia di Taranto

Questa sarà una magnifica avventura. Buon 2011 Lizzano!

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Dedicato ad Attiva Lizzano e alle manifestazioni di questi giorni

Mi piacerebbe tanto essere a Lizzano in questi giorni. Sento dalle voci al telefono la trepidazione che precede sempre l’accadere di qualcosa. Mi sembra che questo qualcosa sia bello. Lasciatevi coinvolgere se non lo avete ancora fatto.

Il mio augurio per tutti i lizzanesi che si stanno muovendo, l’ho trovato stamattina, in una poesia di Bruno Munari.

ALBERO

l’esplosione lentissima

di un seme.

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Davvero è tutto in regola?

Ci sono alcuni lizzanesi che quando gli parli della puzza ti dicono “è tutto in regola”. Allora tu gli domandi “ma la puzza la senti?” e loro ti rispondono “le carte sono tutte a posto”. Per me rimane questo modo di ragionare rimane un mistero. Stamattina alle cinque mi sono svegliata con la sensazione che qualcuno mi stesse strangolando. Mi sono svegliata, ed era la puzza. Ho chiuso la finestra, ma era già dentro e la gola ha continuato a farmi male per ore. Il pensiero che le carte fossero in regola non è riuscito ad alleviare il fastidio, la nausea, nè a farmi riaddormentare.

Ma il fatto è che, anche se uno si suggestiona a tal punto che quando viene svegliato dalla puzza pensa che le carte sono in regola e si riaddormenta felice e sereno, anche se uno riesce così tanto a manipolare la sua percezione della realtà, non si può ignorare il fatto che non è vero che le carte sono tutte in regola. Che se lo fossero non nascerebbero le inchieste. Come quelle che sono nate negli scorsi anni, e come quella in corso adesso, di cui abbiamo parlato, l’inchiesta Ragnatela.

Guardate questo servizio di Antennasud. Il tg del 16 luglio.

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E cè ma ffa’?

Avvertenza: questo è uno sfogo.

Pare che la Regione Puglia abbia accordato la deroga, forse per un periodo di tempo che per ora è limitato, ma pare che l’abbia accordata. Non è vero che la Provincia di Taranto aveva revocato il parere positivo per la concessione della deroga. Lo ha lasciato lì quel parere che non ci nominava neanche noi cittadini. E ha anche tentato di prenderci in giro dicendoci un po’ così che lo avevano revocato. Cose da ricordare alle elezioni. Stiamo cercando di capire come stanno le cose, stasera faremo una riunione ad Attiva Lizzano dove studieremo la delibera della giunta regionale.

Poi pare anche che ci sia stato uno sversamento del depuratore all’altezza dell’Ostone. Mancanza di manutenzione, gente che, con ostinazione, fa male il suo lavoro. Amministratori, tecnici, impiegati. Sopravviveremo a tutto questo? Forse sì, ma riusciremo a cambiare questa “sopravvivenza” in “vita”? Riusciremo a non distruggere con tanta forza tutto quello che abbiamo? Idee, persone, risorse naturali, speranze, vite.

Continuo a vedere per le strade la maggiorparte delle persone che va in motorino senza casco, in macchina senza cintura. Eppure a Lizzano dovremmo averlo capito che la strada è un posto molto pericoloso. Dio mio, dovremmo averlo capito.

Quanti altri giovani dovranno morire? Quante altre vittime sacrificali pretenderemo per iniziare a prenderci in mano la responsabilità della nostra vita?

Fare bene il proprio lavoro, mettersi il casco, non diffamare, pensare al bene pubblico come al proprio, far circolare le buone notizie, pretendere la raccolta differenziata… non sono cose difficili. Eppure sembrano un miraggio e tutto sempre si risolve con una scrollata di spalle e un “e ce ma fa’?”.

Qualcosa da fare c’è. Ormai non si può più nascondersi dietro un dito o dietro muri di silenzi o di parole. Sappiamo tutti che c’è da fare. Dobbiamo solo iniziare a farlo.

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Provincia e discarica: sì o no?

Stiamo cercando di capirci qualcosa. Se qualcuno di voi può aiutarci a fare luce, si faccia avanti. Qui il mistero si infittisce.

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E Taranto?

Qualche giorno fa ho letto le dichiarazioni programmatiche di Nichi Vendola per il prossimo quinquennio di governo della Puglia.

E’ bello sentir mettere al centro del discorso politico il lavoro, le opportunità di sviluppo reale di un territorio, l’investimento sull’agricoltura… non sono proclami, la dichiarazione è intrisa di una grande concretezza e per questo dà fiducia, sembra una cosa fattibile, qualcosa su cui si può lavorare, una direzione praticabile, non una promessa.

Eppure c’è qualcosa che manca. Qualcosa che riguarda il lavoro non meno dei discorsi sui giovani e sul precariato. E che merita toni non meno decisi, che ha bisogno di una fermezza precisa, tagliente, sicura. E’ Taranto.

Caro presidente, siamo consapevoli che il problema dell’Ilva è un problema così grosso da dover essere risolto insieme al governo, che non si può pretendere che lei si metta contro tutti su tutti i fronti. Eppure, credo che nelle sue dichiarazioni programmatiche non sia stata fatta giustizia alla gravità del problema di Taranto, che lei certo non ignora, ma al quale si riferisce con toni molto, troppo pacati, parlando in modo generico di “strumenti normativi”.

Certo, lei mi dirà, questi sono gli strumenti di una giunta regionale, le norme. Ma nessuno più di lei sa quanto questa genericità possa essere assimilabile a quella retorica politica vacante alla quale lei stesso ci sta disabituando. Per questo nel suo programma concreto, civile, sensato, quelle parole mi sono arrivate come uno schiaffo. Se il nostro governatore non grida a gran voce la tragedia quotidiana di Taranto, i bambini di undici anni ai quali vengono diagnosticati tumori da fumo, le greggi di pecore sterminate perché intrise di diossina, le morti sul lavoro, il ricatto “salute o lavoro” al quale è costretta una città che, sebbene nessuno ne parli, è in Italia, in Occidente e, per l’appunto, nella sua regione; se non grida lei questo scandalo, chi lo griderà?

Se lei parla tiepidamente di strumenti normativi, la norma non potrà che essere tiepida e sarà una norma tiepida di fronte all’inferno. Perché di questo si tratta.

Presidente, che cosa possiamo fare? Ci saranno poteri forti, fortissimi dietro l’occupazione industriale di Taranto, ma lei ha dalla sua parte il popolo pugliese. Noi siamo con lei. Non perdiamo quest’occasione, non lasciamo indietro Taranto. Basta guardare su Google Earth quella macchia nera, per capire che la partita per lo sviluppo del Mezzogiorno non può non passare da qui.

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