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Perché la protesta di Lizzano non si può fermare

C’è qualcosa nella protesta di Lizzano che è profondamente nuovo. Non è solo il fatto che mai nel nostro paese c’era stata prima una mobilitazione popolare. Non è soltanto il fatto che questa mobilitazione popolare non è guidata da nessun partito, non è neanche che il coinvolgimento dei cittadini è aumentato in modo esponenziale nell’ultimo anno.

C’è qualcosa in più nella protesta di Lizzano. Credo che sia un germe di modernità e che abbia innescato un processo inarrestabile. Credo che abbia a che fare con una diversa concezione della parola “democrazia”, di come noi l’abbiamo concepita fino una manciata di mesi fa. I cittadini che protestano a Lizzano stanno pretendendo di essere partecipi della vita democratica del loro paese. Questo è un evento che possiamo definire epocale, e rispetto al quale tutti noi dovremmo fare una riflessione.

Finora gli unici a pretendere di avere una parte nella vita pubblica del loro paese sono sempre e solo stati quei cittadini che volevano “entrare in politica”. La partecipazione alla vita pubblica del proprio paese o era “interessata” nell’ottica di una propria carriera personale, oppure non era. A Lizzano, in questi mesi, le cose sono cambiate. I cittadini hanno iniziato a rivendicare un controllo della cosa pubblica, hanno iniziato a sentire quanto la cosa pubblica sia davvero di tutti e debba essere tutelata da tutti. Perché altrimenti diventa “cosa di qualcuno” e quel qualcuno potrebbe non essere interessato a fare gli interessi dei cittadini.

Io credo che ci siano molti politici che ancora non hanno capito quale sia la portata di quello che gli sta succedendo sotto gli occhi. E credo che sia questo il motivo per cui sono rimasti indietro. Credo che la maggiorparte di loro (maggioranza e opposizione) sia infastidita dalla protesta di Lizzano. Perché è una cosa che non riescono a controllare, una specie di indebita intromissione, un fenomeno non inquadrabile nella vecchia cara vita di partito.

A chi volesse fare politica oggi in modo moderno e responsabile, e usare il suo ruolo, come dovrebbe essere, per essere alla testa di un cambiamento, per guidarlo in una direzione di progresso per tutti, io consiglierei di studiare con molta attenzione cosa sta succedendo a Lizzano, di scoprirne il fascino, invece di “aspettare che passi”. Semplicemente perché potrebbe non passare. Perché mettersi contro i cittadini e fiancheggiare chi pretende di comportarsi da feudatario nel XXI secolo, è la cosa meno moderna e lungimirante che possiate fare.

Se ci tenete alla vostra carriera, secondo me dovreste cambiare rotta.

 

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Tutti per Nichi

A Lizzano hanno votato 600 persone alle primarie per la coalizione di centrosinistra. 523 hanno scelto Vendola.

Mi sembra un dato rilevante per tutti coloro che volevano escluderlo dalla gara elettorale.

Uno poi, sull’onda dell’entusiasmo, si lancia in ipotesi avventate, così avventate che mi potreste dire pure che sogno a occhi aperti. Ma quello che stasera mi sto chiedendo è: e che la Puglia potrebbe diventare un laboratorio dell’Italia che vorremmo?

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