Archivi tag: teatro

Somari verrà a Lizzano, ma nel frattempo

Potete leggervi la recensione di Francesca Brancaccio su Persinsala. Questo è un pezzetto:

Tre personaggi interessanti, diversi e amabili nella loro complessità, tre attori superbi e onesti che fanno della loro età (giovane) uno dei punti di forza dello spettacolo. La drammaturgia è eccellente: segnalata all’interno del Premio Hystrio con la menzione speciale per Scritture di Scena Under 35, incalza e intriga come un thriller, diverte come una commedia, emoziona come un dramma , è precisa come un documentario o una cronaca e interessante come ogni riflessione vera sulla realtà.

E aspettare così l’inizio di Sferracavalli.

PS: Domani andiamo a ritirare la menzione speciale al Premio Hystrio Scritture di Scena_Under35!

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , ,

Lasciare spazio agli altri

È una delle cose che cerco di insegnare nei miei laboratori di teatro. Me lo ha detto una mia allieva e mi ha quasi commosso.

Intanto, buon voto a tutti quelli che ancora non lo hanno fatto.

Contrassegnato da tag , , , , ,

Se siete a Milano

Dovreste assolutamente sapere che da metà marzo a giugno terrò un corso di teatro che si intitola “La rosa di carta”. Se avete un po’ voglia di fare teatro ma non ne avete mai avuto il coraggio, questa è l’occasione giusta per cominciare. Se avete parenti a Milano che pensate dovrebbero rilassarsi un po’ e prendere tutto più alla leggera, questo è il momento per richiamarli e mandarli dritti in Corso di Porta Romana 121 nei giovedì sera che ci traghetteranno dall’inizio della primavera all’inizio dell’estate.

LA ROSA DI CARTA | Musical grottesco per attori e ombre
Ramòn del Valle-Inclàn è un Tim Burton ante litteram.
Le sue opere sono quanto di più straordinario sia stato scritto per il teatro in Europa nel XX secolo, eppure sono ancora quasi sconosciute a causa della censura che ha colpito l’autore spagnolo fino alla caduta del franchismo, negli anni 80.
“La rosa di carta” è un piccolo gioiello che si trova nel “Polittico dell’avarizia, della lussuria e della morte”. Un “melodramma per marionette” lo definisce Valle-Inclàn. I personaggi di questa storia semplice e atroce sono un “barbiere dei morti, mangiapreti, fabbro, corista”, una “povera donna in fin di vita” (sua moglie), uno stuolo di bambini (i loro figli), la Musa e la Disa, due comari pettegole e affettuose sospettate di furto e un bottegaio di buon senso, Pepe.
Il corso si propone di guidare gli allievi in un lavoro creativo a tutto tondo sul testo di Valle-Inclàn che comprenderà la recitazione, il movimento, l’elaborazione delle soluzioni di allestimento, la musica, gli elementi di costume. L’obiettivo è quello di allestire un piccolo musical grottesco attraverso l’uso di elementi e tecniche che fondono il teatro di figura con la danza e il physical theatre.
Per qualsiasi informazione scrivete a me: francescavallo@gmail.com oppure per info sul corso scrivete a chi lo organizza formazione@lab121.it .
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , ,

Incontriamoci in scena

Giusto per dirvi che se vogliamo incontrarci sul campo, io il 27 e 28 Novembre terrò un seminario alla Scuola di Teatri Possibili a Milano sui personaggi minori di Pinocchio. Se avete voglia di venire andatevi a guardare il programma e iscrivetevi qui.

P.s.: Questo è il Pinocchio di Venturino Venturi.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , ,

Ciucci

Si dice in lizzanese. Se vuoi essere un po’ all’antica però dici “Somari”. È il titolo del progetto di kilodrammi finalista al Premio Scenario Infanzia. Se volete farvi un’idea… cliccate play.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , ,

Lettera a un assolutista della ragione

Vivo questa doppia esistenza in cui mi trovo a essere considerata una laica efferata in alcuni contesti e una nemica della scienza in altri. Senza che, ovviamente, io mi senta nè una cosa nè l’altra. L’altra sera ho avuto un’interessante conversazione con un mio coetaneo sul tema: razionalità e logica possono (anzi devono) spiegare qualunque cosa? E anche: se uno accetta che razionalità e logica non possano spiegare qualsiasi cosa, vuol dire che è un nemico della scienza e del metodo scientifico?

Gli ho scritto questa lettera, per cercare di spiegare il mio punto di vista sulla faccenda.

Caro xxxx,

grazie della segnalazione, è interessante. Sono molto d’accordo con le cose che dice Sam Harris, ma non credo in una divisione manichea scienza/spiritualità. Io sono una convinta sostenitrice della scienza e la tensione verso l’ignoto degli scienziati (gli occhi puntati nei microscopi, nei telescopi, le misurazioni, tutto questo scrutare) mi commuove. Sono anche convinta che la scienza possa aiutarci a rispondere anche a quesiti morali e, in particolare, ad aiutarci a vedere davvero la realtà per quello che è e non attraverso la lente dell’ideologia. Questa, in assoluto è la cosa che mi attrae con più forza della scienza: il primato assoluto dell’esperienza sull’idea. L’idea può far nascere un esperimento, ma quello che poi decide, è l’esperienza.
Come regista e insegnante di recitazione questo è uno dei cardini del mio lavoro e una delle cose più difficili da insegnare a se stessi e alle persone.

La preghiera non è un’attività concettuale, è soprattutto esperienza. Da un punto di vista fisico la ripetizione di un testo con una intonazione di voce che non subisce grandi alterazioni aiuta a distendere le tensioni, a non pensare e a pulire un po’ il corpo per renderlo più disponibile, meno rigido. Favorisce un tipo di respirazione che distende i muscoli e ci permette di cedere un po’ più di peso sui nostri punti di appoggio e di avere un rapporto più economico ed efficace tra la tensione muscolare e la forza di gravità.
Questo stato fisico acuisce la percezione del potenziale che si annida nel reale e ci rende più pronti alla vita, più disponibili e ricettivi nei confronti dell’esperienza e lo fa attraverso la morbidezza, il soffio. Non travolgendoci con un muro di parole.

Molte persone non sono ancora giunte a questa consapevolezza, ma continuano a pregare perché sentono che, da qualche parte, questa è una cosa che gli fa bene. Non sanno esattamente a cosa, ma lo sentono. Forse come non sanno esattamente perché è meglio bere l’acqua dell’acquedotto che quella dei pozzi artesiani, ma tutto sommato meglio che bevano dal rubinetto, no? Non è la preghiera in sè a produrre vittime, ma le distorsioni delle ideologie, di qualunque marchio siano.

Anche la scienza non procede in linea retta, si procede per tentativi, e piano piano si abbattono le false credenze e si procede nella strada affascinante della conoscenza.

La conoscenza è il prodotto della differenza degli uomini tra di loro. Del modo diverso che hanno di capire, di arrivare alle cose, di ricostruirle. E a me affascina moltissimo questa diversità. Faccio questo lavoro perché riuscire ad avvicinarmi anche di un solo millimetro a un altro essere umano, riuscire a spostarmi di poco da me o da quella che credo di essere per incontrare un altro mi sembra una delle cose per cui la vita vale la pena di essere vissuta.

Non si potranno spazzare via in un attimo (nè nello spazio della nostra vita, che è poco più che un attimo) l’ignoranza e le false credenze e per quanto sia giusto (e sacrosanto) combattere per farlo, non si può far finta che noi possiamo decidere da un giorno all’altro. E secondo me non vale la pena di iniziare a odiare per questo. Possiamo piuttosto sforzarci di capire che cosa stiamo rifiutando di quello che vorremmo combattere e che cosa c’è di noi in quella cosa.

Un regista che amo moltissimo, Peter Brook, dice “Non prenderti troppo sul serio, tienti saldo e lasciati andare con dolcezza”.

La vita non può essere una crociata, è troppo bella per essere solo questo. Dobbiamo accettare che ci sono tante cose che non capiamo, che non capiamo ancora o che non capiremo mai, e questo non vuole assolutamente dire smettere di cercare di capire, ma semplicemente essere più indulgenti con se stessi, e imparare a cedere.

Solo se un corpo si abitua a cedere può esperire liberamente. Quindi questo mi sembra il dono più grande che possiamo fare a noi stessi, e alla scienza.

Scusa per questo lungo messaggio.

Buon viaggio,

Francesca.

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Teatri di Sale 2010

Ecco a voi in anteprima la locandina di Teatri di Sale 2010 realizzata da Angelo Raffaele Villani, di Opificio Creativo.

L’anno scorso sono arrivati a Lizzano allievi da 4 paesi d’Europa: Spagna, Germania, Austria e Italia. Per i lizzanesi il costo del laboratorio sarà di 70 euro, e se siete disposti a ospitare uno degli allievi che arrivano da fuori, pagherete solo 35 euro.

Diffondete la voce.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

Kilodrammi | fuori tema #2

In questi giorni io e gli altri kilodrammi stiamo lavorando sodo per consegnare alcuni progetti nuovi. Speriamo di farcela e di venire a provare tutti insieme a mezzogiorno. Intanto, però, da oggi è online il trailer del nostro ultimo spettacolo. “Notti bianche” da F. Dostoevskij. Ha vinto il premio Presenze.2 del Teatro Filodrammatici di Milano.

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

Primavera

Il premio Ubu è una specie di Oscar del teatro italiano. Come per gli oscar, ce n’è di diverse categorie: attore protagonista, miglior spettacolo, miglior testo… e poi ci sono i premi speciali.

Il premio speciale quest’anno l’ha vinto un festival che si tiene a Castrovillari, in Calabria, tra maggio e giugno. Il festival si chiama Primavera dei Teatri ed è uno dei festival più belli che ci sono in Italia oggi. Sicuramente un punto di riferimento per il teatro del mezzogiorno.

Il festival è organizzato da una compagnia che si chiama Scena Verticale, ed è ora giunto alla sua undicesima edizione.

Il fatto che, in uno dei territori più poveri e problematici d’Italia, si trovino i soldi e il tempo di promuovere queste iniziative, mi sembra straordinario. Se mi consentite di essere un po’ enfatica, mi sembra quasi un inno a quella rinascita in cui possiamo sperare e che dobbiamo, assolutamente, imparare a immaginare.

Mi è venuto in mente questo spot che ha realizzato Orange per sponsorizzare il campionato di calcio africano.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , ,

Tamburi e Magia

L’8 di Febbraio, lunedì, al Teatro Tatà ai Tamburi c’è uno spettacolo bellissimo.

E’ di una compagnia tedesca, i Familie Floez, che lavora con delle maschere enormi: non abbiate timore per la lingua, vedrete che non vi sfuggirà nulla. Se fossi dalle parti di Taranto, è uno spettacolo che non mi perderei mai.

Questa è una intervista che Hajo Schueler, il direttore artistico della compagnia nonché il creatore delle maschere, ha rilasciato a Circus Web Tv.

E questo è un piccolo assaggio dello spettacolo che vi aspetta al Tatà.

Portateci i bambini!

Contrassegnato da tag , , , , , ,
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: