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Lu votu (parte seconda)

Saviano ha detto una cosa importante nella puntata dell’11 aprile di quest’anno. Ne ha dette tante, ma una in particolare. Ha detto che il voto di scambio ti dà solo l’impressione di darti qualcosa (l’asfalto davanti casa, una lavatrice, una bustona di spesa, 50 euro, nel migliore dei casi un contratto a tempo determinato), ma quello che succede, quello che stai facendo in quel momento è rinunciare a tutto il resto per quella cosa minuscola.

“Il voto di scambio” ha detto “è tritolo messo sotto la democrazia”.

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Lu votu

Ieri sera ho visto una bellissima puntata di Exit, un’inchiesta sulle elezioni in Calabria. Quello che viene fuori da questa inchiesta sono i disastri provocati dal meccanismo del voto di scambio. Un meccanismo che noi conosciamo molto bene e che, addirittura, a molte persone sembra l’unico modo in cui si possa fare politica.

Non è così. Ma a cambiare questo meccanismo, non saranno quelli che ne beneficiano, questo mi pare ovvio. Tutto ciò che si può fare in merito, dobbiamo farlo noi. Iniziando a considerare insultanti quelli che ci chiedono il voto in cambio di un lavoro, i medici che ci chiedono il voto in cambio di farci prima un esame, quelli che ci hanno operato e ci telefonano a casa in tempo di elezioni. E’ bene dire a chiare lettere e una volta per tutte che nei confronti dei medici che ci hanno curato, noi non abbiamo alcun obbligo e che entrare in questi giochetti politici non fa che diminuire la qualità della sanità pubblica.

La Calabria di tutto questo è l’incarnazione più dolorosa. Questi giochetti passano sulla vita delle persone, non solo sulla loro coscienza. Il caso di un ragazzo che avrebbe bisogno di essere operato d’urgenza e l’ospedale che dispone dei servizi adatti non “fa uscire il posto” fino all’intervento della polizia perché “quelli là non sono nessuno” è una cosa alla quale tutti noi dobbiamo pensare. Quel ragazzo è morto, perché l’ospedale ha fatto questa tarantella del posto per otto ore.

Dobbiamo pensarci tutte le volte che facciamo una telefonata per chiedere “un favore“, e dobbiamo chiedercelo ogni volta che “facciamo un favore” aspettandoci in cambio un voto, o l’appoggio elettorale per qualcuno a cui “portiamo i voti”.

“Lu votu” può essere un grande momento di libertà, oppure la partecipazione di uno schiavo alla costruzione della piramide altrui. A scegliere una cosa piuttosto che l’altra, siamo solo noi.

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Siamo tutti osservatori

Tra una manciata di ore mi metto in viaggio per andare a votare.

Rilancio anche da a mezzogiorno l’iniziativa “Siamo tutti osservatori” di Roberto Saviano. Mi sembra importante. Molti di noi si sono trovati davanti a tentativi di inquinare il voto: si va dal traffico di bustone di spesa per comprare i voti, quando non dalle banconote, a gente che gira intorno ai seggi e non si fa scrupoli ad aggiungere o togliere schede. Evidentemente la gravità di questi comportamenti non si commenta da sola. Allora commentiamola noi. Denunciamola. Stiamo con gli occhi aperti e, per quanto riguarda noi, non facciamoci comprare.

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