Di chi è Sferracavalli?

Sferracavalli è di quelli a cui piace mischiarsi.

Con i bambini

con i vecchi

con le galline

con le pecore

con i cavalli

con quelli che c’hanno le edicole

con quelli vestiti da soldati romani

e con quelli vestiti da Gesù.

Sferracavalli è di quelli che si interessano.

Che quando vedono movimento, vanno a vedere.

Di quelli che “si trovano a passare”.

Di quelli che si mettono in mezzo.

Di quelli che ti portano una coppa di anguria perché hanno visto che faceva caldo.

Di quelli che vedono che uno ti ha portato l’anguria, e il giorno dopo ti portano i fichi d’india sbucciati e freddi per fare “tagghianasu”.

Sferracavalli è dei baristi e dei pizzaioli.

Di quelli che quando nomini Sferracavalli ti fanno lo sconto.

Di quelli che si comprano il dizionario di inglese casomai si trova un forestiero che non parla l’italiano.

Di quelli che si vogliono ampliare e quindi vengono al corso di innovazione rurale.

Sferracavalli è degli innamorati.

Che vengono perché c’è il ragazzo che gli piace.

Che vengono perché ci sono le ragazze di fuori paese.

Che pitturano per farsi vedere.

Che la sera non vogliono mai tornare a casa.

Sferracavalli è degli artisti.

Dei cantanti solisti.

E di quelli che cantano in coro.

Dei registi e degli attori.

Dei pittori.

Dei fotografi che portano le mostre al Cinema Massimo.

Di quelli che non hanno mai provato ma gli piacerebbe.

Di quelli che vincono i premi in tutto il mondo, ma qua è un’altra soddisfazione.

Sferracavalli è delle famiglie.

Di quelle che si mettono in casa uno sconosciuto e poi si divertono come pazzi.

Di quelle che “magari imparo un po’ d’inglese”.

Di quelle che poi diventano amici su Facebook e si fanno gli auguri del compleanno.

Che poi vogliono andare in Nuova Zelanda per vedere come stanno là.

Di quelle che vengono marito e moglie e i bambini a Sferracavalli e noi non li vogliamo separare.

Sferracavalli è dei single.

Di quelli che lasciano la casa alle famiglie di fuori per non farli separare e vanno dalla madre “per il periodo”.

Di quelli che non sanno cucinare ma ti portano gli ingredienti.

Di quelli che non c’hanno gli ingredienti ma ti portano gli attrezzi.

Sferracavalli è delle donne

Che qua comandano più degli uomini e li tengono a bacchetta.

Che quando parlano tutti ascoltano.

Che ascoltano tutti, sempre.

Che parlano con tutti e non si stancano di raccontare.

Sferracavalli è di tutte le associazioni

Di quelle che ci ospitano e ci vogliono bene in un modo che se uno non lo vede non se lo può immaginare.

Di quelle che ci prestano i costumi per fare i video.

Di quelle che ci prestano la strumentazione.

Di quelle che vengono a tutti gli incontri.

Di quelle che ci fanno il sito e le locandine.

Di quelle che vengono a fare i corsi per i bambini.

Sferracavalli è dei negozianti e degli ingegneri.

Di quelli che non si pagano.

Che ti prestano le cose.

Che poi me li dai.

Che ti fanno il progetto senza chiederti niente.

Sferracavalli è degli innovatori pugliesi.

Che ci hanno voluto bene dal primo momento.

Che hanno creduto in noi e ci hanno sempre guardato con la certezza che ce l’avremmo fatta.

Sferracavalli è dei vigili urbani.

Che quando passano ti sorridono.

Che ti chiedono scusa se devi ripassare per una carta che la comandante non c’è.

Sferracavalli è degli avversari politici.

Di quelli che si scannano su facebook, ma poi si presentano al momento giusto per dare una mano.

Di quelli che condividono il link su facebook.

Di quelli che “dobbiamo imparare a lavorare insieme”.

Sferracavalli è di chi è agli arresti domiciliari.

Di quelli che vogliono fare un’altra vita.

Che possono guardarsi da casa i laboratori perché facciamo lo streaming in diretta su http://www.laboratoridalbasso.it.

E che quando saranno liberi, noi qua vi aspettiamo per costruire qualcosa insieme.

Sferracavalli è di Lizzano

ed è di tutti quelli che ci vogliono provare.

Dei curiosi. Di quelli che hanno voglia di fare. Di quelli che vogliono spaccare tutto.

Sferracavalli inizia domani sera. Ve lo raccontiamo nella sede di “Amici dei Musei”, affianco al Cinema Massimo, alle 20.30. E come avrete capito, ci sarà pure qualcosa da mangiare. Se volete fare tagghianasu, portate qualcosa pure voi.

 

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