Lettera d’amore per Guglielmo Minervini

Caro Guglielmo,

non ci conosciamo ancora di persona ma tu hai già avuto un’importanza enorme nella mia vita. Nel 2010 ero scoraggiata e avevo paura. Continuavo a partecipare a concorsi teatrali che a volte vincevo a volte no, ma che non cambiavano niente nella vita di nessuno. Avevo finito i miei studi, ma non riuscivo a trovare lavoro. Provavo a mandare curriculum, ma nessuno mi rispondeva. Mentre lavoravo ai miei progetti, avevo trovato un lavoretto in uno studio di registrazione vicino Milano: il mio compito era spazzare via le briciole dei cornetti che mangiavano le troupe che venivano a registrare spot televisivi e videoclip. Il Gabibbo mangiava un cornetto e io dovevo assicurarmi che le briciole scomparissero quasi prima di toccare terra. 

Ero triste e avevo iniziato a pensare che la mia voglia di fare fosse una maledizione.

Che non mi avrebbe portato altro che sofferenza perché poi, quando cercavo di mettere in circolo un’idea, un progetto diverso, mi davano un premio, una pacca sulla spalla. Mi dicevano “sei brava” e poi in qualche modo però tornavo a spazzare quelle dannate briciole.
Ho partecipato a Principi Attivi con rabbia. Ho messo insieme una squadra di 6 dei miei amici più bravi e abbiamo lavorato come pazzi per mettere insieme un progetto che spaccasse. Il bando mi era piaciuto, mi sembrava diverso, ma non sapevo cosa aspettarmi.

Il 30 dicembre arriva la notizia. Non solo siamo passati, siamo arrivati primi. Primi su 2.200 proposte. Mi commossi, ma ancora non sapevo come Principi Attivi fosse diverso da qualunque altro concorso (in Italia o all’estero) al quale ho partecipato. Non sapevo che quei 25.000 Euro erano la parte più piccola del premio. Il bello era altro. Il bello era che quel bando non era stato confezionato per dare via i soldi, non era stato confezionato per essere uno strumento di propaganda politica. No. Era stato confezionato per creare una squadra. Per conoscersi, per fare un censimento e per aiutare i bollenti spiriti pugliesi a guardarsi in faccia. A non sentirsi soli. A non sentirsi come mi sentivo io quando spazzavo quelle briciole. Mai più. Era stato confezionato per testare una nuova idea di politica. Una politica che prende la rabbia delle persone e la fa fiorire. Le persone che ho conosciuto grazie al tuo lavoromi hanno reso una cittadina e una persona migliore. Hanno creduto per primi in Italia nella mia capacità di poter generare valore per gli altri.

Ho iniziato a seguirti, a leggere i tuoi pensieri ogni giorno. Ho visto il tuo sforzo quotidiano per la trasformazione della realtà, per l’individuazione delle risorse latenti, per la costruzione partecipata. Ho visto in azione il tuo coraggio nello sperimentare modelli nuovi, nell’investire sulle persone, nell’analizzare i fallimenti e nel ricominciare. Ho visto le persone della tua squadra lavorare fino a mezzanotte per elaborare gli strumenti migliori possibili per cambiare la Puglia. Sono stata orgogliosa di presentare i progetti della mia regione ovunque: a New York, in California, in Australia. Credo che possiamo fare tantissimo ancora, che questo sia soltanto l’inizio.

Averti come governatore della Puglia è il mio sogno.

Con affetto e immensa stima,

Francescasferracorsa

P.S.: Sarebbe bellissimo averti a Lizzano!

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